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Aforismi di Pasquale Cacchio

(1980-2010)

 

Cassandra non sarà mai creduta, ma oggi non può farsi neanche ascoltare. 1

Di fronte a un pericolo il gatto e la mantide reagiscono allo stesso modo, soffiando e inarcandosi di quarto. 2

Neppure un cataclisma universale lo disabituerà alle macchine. 3

Finora abbiamo calcolato la distanza che ci separa dagli animali, è ora di calcolarne la vicinanza. 4

Come una rosa blu, aberrazione della natura. 5

In una manciata di tempo sono saltati i sistemi di difesa degli insetti, per milioni di anni, Silvio, non erano mai morti a zampe per aria su una piastrella del bagno. 6

Ormai si vive per sentito dire. 7

Anche tra i giornalisti qualche Giuseppe D’Arimatea. 8

Una ventata di jazz e la cosiddetta musica classica riprende fiato. 9

Visto che non riescono a essere nobili, si comprano le loro ville. 10

Il blues ultimo rimasuglio di culture scomparse, da sottofondo per spogliarelli e film polizieschi. 11

Una Saffo cristiana? Un’ebrea, Simone Weil. 12

Chissà cosa mangiano le farfalle notturne. Da giorni ne ho una immobile sulla tenda. 13

Un ricco veniva sepolto con le sue ricchezze, adesso a stento gli lasciano l’orologio al polso. 14

Il Padreterno soppiantato dal dio Stato. 15

Ai bambini le caramelle, ai vecchi la pensione, così stanno quieti. 16

Si vanta della sua prestanza sessuale ma potrebbe vantarsene anche una cavalletta. 17

Lo Stato provvede a tutto in cambio di tutto il resto. 18

Il greco non è riuscito a immaginare un macello per il Minotauro. 19

La cultura non viene più trasmessa di padre in figlio ma di notizia in notizia. 20

Non più artisti topi di campagna, solo topi di fogne. 21

Un eremita al quinto piano di un condominio. 22

Ha scoperto un’ideuzza e la scopri in ogni sua nuova pubblicazione. 23

Dio è sornione. 24

Per un mondo più comodo ci troviamo in un mondo più brutto. 25

Platone amava belle menzogne, noi brutte verità. 26

Cacciato il confessore dalla porta, è rientrato dalla finestra travestito da psicanalista. 27

Crediamo più alle notizie che ai nostri cinque sensi. 28

Tutti in prigione, liberi di discutere su come arredare la cella. 29

Si pensa di cambiare le cose cambiandone i nomi. 30

Per guadagnare tempo si perde spazio. 31

Il luogo comune ti risparmia quel minimo di riflessione che richiedeva il proverbio. 32

Come si fa con una giornata senza notizie? 33

Siamo liberi di esprimere opinioni, non sentimenti. 34

Riusciremo a programmare tutto, ma non i sogni. 35

Se ora la parola si fa carne, è carne da macello. 36

Passeranno le mode, ma non la cravatta. 37

L’acqua di Talete non è l’H2O. 38

Costui conosce anche il pensiero del più grande critico dantesco  della Papuasia. 39

Scrittori con contenuti senza forme (pietre, gemme, patate) e scrittori con forme senza contenuti (bottiglie, cestini, vassoi). 40

L’occidente alla ricerca, l’oriente al riconoscimento del vero. 41

Il naso finirà per sentire solo puzza di sigarette. 42

Le nostre azioni non fanno più notizia. 43

Si son fatti un pubblico tra gli operai, ma frequentano i salotti dei padroni. 44

Il concetto di progresso, ottimo paravento per il denaro. 45

È tanto cristiano da non sembrarlo. Bloy. Bernanos. 46

Ci sono qui bambini che additano re nudi? 47

La voce che esce dal coro non viene più internata, le viene tolto il microfono. 48

Innaffio le piante e rovino la tela al ragno sbigottito per quel nuovo tipo di temporale. 49

Persa la fede, la speranza e la carità, ci resta la fiducia nella scienza, che però non è una dea. 50

Per punizione non avranno favole da raccontare ai bambini. 51

L’ironia scavava, ora demolisce. 52

A un assetato di giustizia viene data a bere una nuova legge. 53

Da paradiso terrestre a pattumiera della Via Lattea. 54

Appena ascolta una nuova opinione se ne fa una. 55

Per rendere innocuo un Pasolini lo trasformano in letteratura. 56

Parchi notturni per lucciole e stelle.57

Abbiamo potere sul codice genetico degli animali, ma abbiamo perso le parole che usavamo per avvicinarli. 58

La sola parola vacanza m’infuria. 59

Appena si aggiorna si deve aggiornare. 60

Ci hanno tolto tutto per ridarcelo a pagamento. 61

La scienza è ora basata sul principio del vediamo-cosa-succede-se. 62

Le stelle sono state derubate dei loro antichi nomi australi. 63

Mai l’arte ha funzionato così bene. 64

I logici antichi e moderni si sono dannati una vita per cercare le forme del corretto ragionamento e guardate con quali risultati. 65

Le trivellatrici non hanno trovato i mostri che dormono nelle viscere della terra, non hanno scavato abbastanza. 66

Tra i vermi che divorano il formaggio c’è libertà, uguaglianza e fratellanza. 67

Si suicidavano forse i ragazzini in altre società? 68

L’educazione tende agli stessi apprendimenti degli stessi insegnanti per gli stessi alunni delle stesse scuole con gli stessi obiettivi. 69

Per vendere forchette bisogna disabituare la gente a mangiare con le mani. 70

Con lo stesso tono di voce la notizia di un cataclisma quanto dell’ultima marca di saponette. 71

Dormono ancora, Alcmane, le cime dei monti? 72

Tutto organizzato, qualunque posto occupi sei rimpiazzabile con un altro. 73

Mica lo scopo della terra era un’unica specie! 74

Neanche l’orgoglio di rifiutare la cravatta. 75

I politeisti avevano pietre, fiumi, monti, piante e animali divini, i monoteisti li sacrificano al loro unico e vero Dio. 76

A tutto si abitua l’uomo, a puzze, rumori e spettacoli orrendi, ma non i suoi sogni. 77

In carcere potevi scrivere un Don Quichotte, ma ora a un Cervantes negano carta e penna. 78

La musica sacra, nata tra odori d’incenso, odora adesso di abiti da sera. 79

Le donne aspirano a occupare posti di cui gli stessi maschi dovrebbero vergognarsi. 80

Animali programmati ai fini della produzione industriale. 81

In banche e supermercati il silenzio riservato una volta ai luoghi sacri. 82

A che serve cercare ragioni alla fine dei tempi? 83

Libertà di quale pensiero? 84

Liberi in tutto, eccetto in ciò che una volta era considerato necessario. 85

Con la sensibilità di un Leopardi sei preso per uno psicolabile. 86

Perfino tornare in polvere è diventato costoso. 87

Nelle case dei contadini c’era una piccola entrata per i gatti, la gattaiuola. 88

L’attore non sa più imitare voci e sguardi di dei. 89

Riesci finalmente a intravvedere una stella tra i lampioni notturni ed è  un satellite artificiale. 90

Né comico né tragico, è finita la commedia. 91

Basta una diga a spazzar via un ambiente di milioni di anni. 92

Il bambino che addita il re nudo è un maleducato. 93

Ultimo sussulto il sessantotto. 94

Non più vita, ma sopravvivenza in parchi e musei. 95

Una pausa di silenzio durante una conversazione ed è panico. 96

La voce che grida come canna del deserto è ormai sfiatata. 97

Lascerà qualcuno di voi una memoria orale? 98

La storia è diventata l’album di famiglia della borghesia. 99

L’attento ascoltatore di Omero lo aiutava a ricordare, il distratto a improvvisare. 100

Nulla più con le proprie mani. 101

Ciò che resta di bello sarà messo in commercio. 102

La presenza di Dio è più formidabile di quella dell’atomo, ma, pur non avendo mai nessuno visto, udito, toccato, fiutato, assaggiato un atomo, esso esiste più di Dio. 103

La ragione è l’istinto dell’uomo, Dio non ha bisogno di ragionare. 104

Ti assicurano di aver debellato le malattie del passato per prepararti a sopportare quelle ben peggiori del futuro. 105

In milioni di anni nessun essere vivente era morto stritolato, crivellato, frantumato, fuso, polverizzato, schiacciato in un attimo, mai la natura aveva prodotto una morte tanto violenta quanto la macchina. 106

Quelli un passato felice, noi un futuro felice, quelli l’età dell’oro o il paradiso terrestre, noi il progresso. 107

Ai polli è stato tolto il diritto di raspare il terreno, ai maiali di rotolarsi nel fango, agli asini di esistere. 108

Conosciamo un infinitesimo di tempo e di spazio e siamo sicuri di aver scoperto la struttura della materia. 109

Abbiamo un enorme potere sulla natura, ma senza gusto. 110

Il jazz sopravviverà come musica accademica. 111

Dopo la pace universale non si daranno pace. 112

Non c’è nulla in cui credere, così si crede all’ultima stramberia offerta dal mercato. 113

La sua penna è una piuma tanto leggera da non toccare le cose. 114

Se l’anima non fosse immortale, non saprebbero che farsene. 115

Il saggio sa meglio le cose che non sa. 116

Anche la cicala vorrebbe campare in eterno. 117

Il regista fa in modo che l’attore non capisca quello che fa e non faccia quello che capisce. 118

Il sangue dei martiri non è più fertile, va a finire sull’asfalto. 119

Il poeta si è liberato di metro e rima per diventare schiavo delle mode letterarie. 120

I nostri riti sono un minuto di silenzio. 121

Ogni sapere corteggia il metodo scientifico, a parte la matematica, che però da dea è passata a serva. 122

Con quei cosi lì, come si chiamano, pensiamo di star meglio degli antichi. 123

Stavano peggio di noi, ma cantavano e fischiavano tutto il giorno. 124

I sogni dei chirotteri a testa in giù. 125

Mentre brucia la casa fa considerazioni sulla bellezza del fuoco. 126

L’arte ha perso il delirio delle muse. 127

Come se potesse esistere una specie felice a spese di tutte le altre! 128

Le donne sorridono dei timidi, proprio di coloro che affollano i loro sogni. 129

Nietzsche viene lucidato dai suoi detrattori. 130

Non è tempo di dettagli, è tempo di andare al sodo, senza stile. 131

L’occidente vuole conoscere, l’oriente anche ignorare. 132

Nello stesso istante miliardi di persone la stessa notizia, lo stesso commento, la stessa opinione. 133

Deridiamo la vita dei primitivi, noi non abbiamo neanche quella. 134

Lo schiavo poteva guardare il padrone negli occhi, noi no. 135

Non abbiamo una pace individuale e invochiamo quella universale. 136

Con la sua vocina e con le sue tettine viene usata per promuovere un nuovo deodorante, siamo nel Kali Yuga. 137

Passano la vita ad accumulare, ma hanno sempre meno di quelli che hanno di più. 138

Una sventura, una carneficina, nulla è oggetto di tragedia; la  tragedia richiedeva la presenza di un dio. 139

Non abbiamo, nessuno di noi, conoscenze veramente nostre da trasmettere ai figli. 140

Pascal abbandona quella scienza che per Cartesio era tutto. 141

Mai era giunto a tanta superstizione, ignoranza, empietà, menzogna, cattivo gusto, e intanto presume di aver raggiunto una civiltà superiore a tutte le altre. 142

Quegli aggeggi sarebbero utili se rappresentassero non solo i loro divertimenti ma anche la loro morte. 143

La scienza spiega, non comprende, dice come, non perché. 144

Eccolo il nostro musicista, non sa suonare ciò che compone né sa comporre ciò che suona. 145

L’alchimia in cerca della pietra filosofale, la chimica dell’elisir di lunga vita. 146

Il più a lungo possibile una vita insignificante. 147

Il pensiero della morte va rimosso con una vacanza. 148

Non è forse l’unico animale sempre in calore? 149

Messo a tacere il rumore del vento, solo il tuono scuote per qualche istante l’orecchio assordato. 150

Terremoti e disastri ambientali: occasioni per esibire i mezzi di soccorso, più che per soccorrere. 151

Preferiremo che manchi l’aria e l’acqua piuttosto che l’elettricità. 152

La politica, gestione degli affari borghesi. 153

Opinioni su tutto e sul contrario di tutto, in modo che ogni opinione valga quanto l’opposta. 154

Il concetto di progresso ha la massima comprensione e la minima estensione, come il concetto di Dio. 155

A recita hanno ridotto il teatro, a farsa il jazz. 156

Libertà di pensiero, anche il più ripugnante, purché non si metta in discussione la libertà di mercato. 157

Talmente abituati alla menzogna che, se li smascheri, ti accusano di non essere una persona per bene. 158

Pitagora accusato da Eraclito di occuparsi troppo della conoscenza. 159

Già Esiodo lamentava l’ingratitudine dell’uomo nei confronti della madre terra, perfino il Corano. 160

L’arte ci riconciliava con la natura, adesso ne è un surrogato. 161

Chi sceglieva una vita contro corrente destava meraviglia, ora è un esempio pericoloso, da isolare ed emarginare. 162

L’opinione pubblica è quella di chi ne ordina i sondaggi. 163

Accettiamo ogni forma di aberrazione, ma non quella che il dio scatena nei pazzi, così lo domiamo coi farmaci. 164

Scoppiasse l’atomica, il programma va avanti tra una pubblicità e l’altra. 165

Non esperienze di vita ma di notizie. 166

Lo scienziato Galileo aveva ancora un po’ di umiltà nell’accostarsi ai segreti della natura. 167

Con pudore denudavamo la madre terra, con impudenza la sventriamo. 168

Le sorti della terra seguono l’andamento della borsa. 169

Un fuggi fuggi verso dove c’è già un fuggi fuggi. 170

Se in un grosso artista serpeggia qualche dubbio, glielo dissolvono con un premio più grosso. 171

Appena scopri che sa scrivere bene, non scopri nient’altro. 172

Abbiamo capito che non siamo al centro dell’universo, ancora non capiamo che non siamo neanche al centro del tempo geologico. 173

Non li prendono a schiaffi, li bocciano. 174

La festa dell’uomo è adesso un reato contro la festa della natura. 175

Piacere senza gioia, attenuazione del dolore senza sollievo. 176

A questo punto anche gli insetti aspettano il redentore. 177

Il linguaggio matematico fa apparire più profonda la scienza, così la scienza lo usa anche quando non è necessario. 178

I lampioni notturni m’impediscono di guardare le stelle e Confucio mi dice di non protestare, bensì di accendere un lume. 179

Ormai la morte riguarda solo chi muore. 180

La legge serve a legalizzare i reati borghesi, non a punirli. 181

Li addestrano a parlare senza muovere un dito. 182

La terra era stanca e produsse l’uomo. 183

L’albero della conoscenza è invecchiato, sta cacciando i succhioni della conoscenza scientifica. 184

Per l’economia della madre terra un cerambice è più intelligente di un uomo. 185

Il saggio imparerà l’arte dell’ira. 186

Popolato di sogni era il sonno dei gattini. 187

Per scandagliare la psiche Freud lancia sonde, Dostoevskij si tuffa. 188

Significato di una parola era chi la diceva. 189

Fabre non aveva bisogno di strumenti scientifici. 190

Il nome che gli uccelli migratori danno alle stelle. 191

A Cristo bastava un po’ di buon senso per non finire in croce, ma sapeva che il buon senso è una virtù borghese. 192

Per non sporcarsi le mani di sangue animale usa le macchine per trafiggere, sgozzare, squartare, tagliare. 193

Era l’essere più pensoso della terra, adesso il più spensierato. 194

Non mi dice cos’è una fiamma, un colore di fiamma, una fiamma di colori, continua a ripetermi che è il prodotto di una combustione. 195

Mentiscono e smentiscono la stessa notizia in modo che la menzogna faccia più notizia della smentita. 196

Massacri e assassini, ordinaria amministrazione dello Stato. 197

Rimpiangono la natura, ma non rinunziano alla vita cittadina. 198

Lo schiavo non godeva dei diritti umani, ma non lavorava in fabbrica. 199

L’uomo potrà anche colonizzare il sistema solare, ma appena sorge il sole si troverà spiazzato nei confronti del canto di un gallo. 200

La mantide ondeggia con le foglie al ritmo del vento. 201

Un eroe o un santo passa adesso inosservato. 202

Un mondo di soli pioppi o di soli cavalli, era questo il fine del moltiplicatevi e calpestate la terra? 203

Non la petulante gazza, non il sentimentale elefante, solo l’uomo pareva destinato alla divinità. 204

Intubiamo l’acqua impedendole di dissetare la terra. 205

C’è più sapienza nel coleottero che fa scaldare le elitre prima di prendere il volo o nel ragno che raccoglie la tela al primo tuono, che in un funzionario di banca. 206

Sterminate popolazioni sterminate. 207

Dopo essersi liberato della natura, degli dei, dei miti e dei misteri, l’uomo può fare di sé ciò che vuole. 208

Incarnazione di qualche dio ritardatario prima di abbandonare la terra, Frank Zappa. 209

In mano all’uomo la sorte di ogni altro essere vivente. 210

È più facile aver pietà di una formicuzza ferita che di un formicaio in fiamme. 211

Se gli accademici da cui si difendeva Galileo erano ridicoli, ancora più ridicoli sono gli scienziati attuali quando si rifiutano di pronunziarsi su questioni che valicherebbero i confini della propria disciplina. 212

Nuove forme per non dire nulla, ecco la nostra arte. 213

La scommessa di Pascal? Vale anche al contrario. 214

Rilke non scrive, sussurra. 215

È finita ogni memoria orale. 216

Viviamo più a lungo di un insetto, che ha però antenati molto più antichi dei nostri. 217

Ciò che funziona non vive e ciò che vive non funziona. 218

Il buon senso non è più sensato. 219

Anche se dagli esperimenti sugli animali otteniamo conoscenze, sono conoscenze brutte. 220

Il logos si è fatto carne, infine notizia. 221

Non sempre il ragionamento è ragionevole, può giustificare qualsiasi corbelleria. 222

La notte non è più il riposo del giorno, è il suo rimprovero. 223

La scienza si è trasformata in linguaggio sulla tecnologia. 224

La scienza finisce col costruire gli oggetti della propria conoscenza. 225

Sdegnato accettava il cibo l’assiuolo. 226

Misuriamo l’intelligenza degli animali con la nostra. 227

Atrofizzata ogni sensibilità, percepiamo solo il grossolano. 228

Non più per un bene superiore, ma per un male inferiore. 229

Per riprenderci la vita dovremmo iniziare da uno smantellamento generale. 230

Ma pure il Neanderthalensis sapeva fare osservazioni scientifiche! 231

Nel formicaio si continua a trasportare cibo e uova bianche mentre sta per giungere la ruspa. 232

Preferiscono un colpevole per bene a un innocente che sbraita, un bugiardo posato a una persona schietta che parla con foga. 233

Potevamo parlare con pietre e insetti. 234

Non contano neanche i sistemi di difesa di cuccioli e pulcini. 235

Non più norme interiori, tutto è ammesso, purché non infranga una legge dello Stato. 236

Il nido di un uccello è collaudato più a lungo del cemento armato. 237

Nera e bianca la cacca della gazza, nera e bianca come la sua livrea. 238

L’uomo si è accorto di essere la più potente specie terrestre, non di essere l’ultima arrivata. 239

Rimbaud. Meglio mercante in Africa che poeta in Europa. 240

Persino lo scorpione ha paura del formicaio. 241

Li costringono a dormire in fretta dopo averli costretti a lavorare in fretta. 242

Si promuovono i più utili, non i migliori. 243

Insomma, i cuccioli imparano a combattere col gioco, proprio come i cuccioli d’uomo coi giocattoli. 244

Swift, questo rondone che, dicono, dorme in volo. 245

Ti loda un Göthe? Non ti fidare. 246

Non interessa il malato ai nostri medici, ma la sua malattia. 247

Un’epoca di chiavi. 248

L’industriale non mangia le proprie scatolette. 249

Gli uomini del paleolitico vengono ricordati meglio dagli antichi miti che dagli archeologi. 250

Chi subisce un torto deve mantenere la calma, altrimenti ha torto. 251

La fame di giustizia viene considerata una patologia. 252

Il nomade Abele e il cittadino Caino. 253

L’uomo è meno uomo di quanto un gufo è un gufo. 254

La Grecia conservava odori di civiltà millenarie, noi musei. 255

Dovremmo avere la penna di Artaud per urlare. 256

L’abito non fa il monaco, fa il borghese. 257

I migliori filosofi conoscono il metro e la rima. 258

C’è qualche poeta tra i nostri scienziati? 259

La cura dell’insonnia era dormirci sopra. 260

La scienza è sospetta, non ama i propri oggetti. Si conosce solo ciò che si ama. 261

Lo scibile è diventato scientifico, quando la scienza era la parte più prosaica dello scibile. 262

A forza di inventare nuove parole, la scienza non saprà come pronunziarle né a chi rivolgerle. 263

Il sesso è monotono senza i dardi del dio. 264

Per quanto più ignorante, Plinio è meno noioso di un Newton. 265

La scienza non entra in confidenza coi propri oggetti come Fabre con uno Sphex. 266

A una donna la prima colpa, ma prima ancora a un animale. 267

Una vita d’arte era anche un’arte di vita. 268

Non si canta in giro, non si sente neanche uno Sterne cantare il lilibullero. 269

Il numero è divino, il calcolo umano. 270

I valori non erano solo valori umani. 271

Scegliere una vita da eremita non era il segno di un fallimento. 272

Una vita naturale viene considerata aberrante e una vita aberrante naturale. 273

Abbiamo perso il dono di dar nomi alle cose, possiamo darne solo ai nostri prodotti. 274

Grossolane semplificazioni della scienza fatte passare per leggi della natura. 275

Giocattoli da pattumiera i nostri prodotti, neanche il tempo di affezionarsi. 276

Meglio in pasto agli avvoltoi che sepolto in cimitero. 277

Quando non c’erano specchi ci si specchiava negli altri. 278

La scienza presume di rivelare il recondito. Non sa che certe gemme perdono lucentezza se esposte alla luce. 279

Il passato viene denigrato in modo che le nuove generazioni pensino di vivere nel mondo migliore. 280

La scienza è diventata una pratica che, per darsi un contegno, formula teorie scientifiche. 281

Il gatto si struscia alle tue gambe e per costoro sta delimitando il proprio territorio. 282

Voltarsi a guardare senza muovere le pupille, come Montezuma, come Nietzsche e come le aquile. 283

L’ingiustizia diventa giusta con un provvedimento legislativo. 284

Più scopi dell’uomo ha adesso una gazza che raccoglie pezzi di vetro. 285

Se per conoscere abbiamo bisogno di alte tecnologie, o può conoscere solo chi può accedervi o le conoscenze che se ne ottengono sono fasulle. 286

È incappato nello 0,3 per cento delle cause di morte. 287

L’arte aveva bambini e ignoranti dalla propria parte. 288

Uno stuzzicadenti in punto di morte. Jarry. 289

Il guerriero non faceva cruciverba prima della battaglia. 290

Abbiamo solo conoscenze finanziate. 291

Con Platone nacque l’idea di uno Stato giusto, quando già Aristofane se la rideva. 292

Col rendere tutto opinabile abbiamo disarmato il pensiero. 293

Dice e non dice, così sarà punito sia per ciò che dice che per ciò che non dice. 294

Appena si trova di fronte a concetti non quantificabili la scienza inizia a delirare. 295

L’autocoscienza in sogno, il ragionamento in sogno, molto più lucidi e vivaci che da svegli. 296

Si fanno esperimenti sulle malattie e sulla morte degli animali, non sulla loro vita. 297

Noè salvò pure gli animali inutili. 298

Basta il vocabolario di un bambino per esprimere pensieri profondi. 299

Efferati delitti in nome di Dio, ora in nome dello Stato. 300

Non ha nulla da dire ma lo dice con arte. 301

 

Göthe e Shakespeare fanno apparire profondi i luoghi comuni. 302

 

È una Sfinge, bisogna saperlo interrogare Kleist. 303

 

Basta comportarsi come tutti gli altri per continuare a offendere la terra. 304

 

Il frutto migliore della terra subito marcio. 305

 

Buñuel dice continuamente qualcosa e costoro lo prendono per un bambino che si ficca il dito nel naso davanti a signore per bene. 306

 

Ci sono sempre stati coglioni e delinquenti, ma adesso hanno la bomba atomica. 307

 

I diritti umani del Neanderthalensis. 308

Hanno talmente poco da dire che discutono animatamente su come dirlo. 309

 

Tutta l’etica in funzione dell’uomo, le stelle si sentono offese. 310

 

I primitivi riuscivano a pensare cosa ne pensasse un giaguaro. 311

 

La macchina sostituisce il sudore della fronte, ma poi bisogna sudare con macchine di palestra. 312

 

Dio è impotente contro gli incendi del mio boschetto. 313

 

Gli uomini dal breve destino scrutano solo una piccola parte della vita con le loro esistenze e quel poco che riescono a capire lo chiamano scienza. Empedocle. 314

 

Così saremmo noi a dar senso a galassie e ammoniti quando non sappiamo dare loro neanche un bel nome. 315

 

Se il Big Bang ci apparisse in sogno, sarebbe meno ridicolo. 316

 

Anche se avessimo leggi giuste per tutti gli uomini, sarebbero ingiuste per il Cervus lucanus. 317

 

La scrittura serve a dimenticare più che a ricordare. 318

 

Non era l’America l’Atlantide? 319

 

Puoi imbrogliare mentre componi, non mentre improvvisi. 320

 

Antichi nomi a nuova merce da macero. 321

Un’unica cultura per un unico mercato e un unico mercato per un’unica cultura. 322

 

No, non puoi  farne un soggetto artistico, quindi meglio i ghirigori e le macchie di colori dell’arte astratta. 323

 

Nessun animale è volgare, a parte l’uomo. 324

 

Lo Stato protegge l’industria dei chiodi anche se non c’è nulla da inchiodare. 325

 

Comunione dei santi, eterno ritorno, tutto è stato detto. 326

 

Non possiamo scegliere una nostra vita o una nostra morte e ci riteniamo più liberi che nel passato. 327

 

La storia veniva tramandata, ora viene documentata, e con documenti falsi. 328

 

Esperimenti sugli animali come anticamera degli esperimenti negli ospedali. 329

 

In caso di pericolo il pulcino di cornacchia schiocca il becco come l’assiuolo e come la civetta. 330

 

Il gusto, non l’opinione, unisce le masse. 331

 

Chissà che sta facendo lei in questo momento, si starà pettinando. 332

 

Visto che è maleducato urlare, urlo in pensiero. 333

 

Ormai viviamo più nei sogni che da svegli. 334

 

Cartesio. Era tempo di chiedersi qual è la cosa più importante e costui si chiede qual è la più certa. 335

È più facile controllare miliardi di persone con gli stessi gusti che una decina di persone con gusti diversi. 336

 

Chi dà tutto per nulla è diventato sospetto. 337

 

Contro ogni scuola: Dio è un autodidatta. 338

 

Di fronte a nuove situazioni anche l’uomo, come gli animali, continua a comportarsi secondo antichi istinti. 339

 

Stiamo coinvolgendo piante e animali nella nostra morte innaturale. 340

 

Un contadino del Medio Evo aveva più conoscenze di un impiegato. 341

 

La scienza ammette di non avere conoscenze definitive, ma intanto ridicolizza le altre forme di conoscenza. 342

 

Non possiamo ridurre il mondo a ciò che riusciamo a dire di esso. 343

 

Hanno costoro esperienze condivise? Di condiviso hanno solo opinioni, notizie, canzonette e spot pubblicitari. 344

 

Libertà di pensiero tra dieci tipi di pensiero dominante. 345

 

Il giornalista, il nostro scriba e fariseo, prete e cardinale. 346

 

L’artista, il nostro giullare di corte. 347

 

L’erba non cresce al passaggio dell’industriale. 348

 

La parola arte diventerà una parola volgare. 349

 

Anche una marionetta è impudica senza vestiti. 350

Il dolore umano ha perso dignità. 351

 

Il progresso, il nostro Anticristo. 352

 

La sola parola poesia fa già ridere. 353

 

Chi si oppone al sistema è trattato peggio di un criminale. 354

 

Non comprendono nulla ma spiegano tutto. 355

 

Con le loro impronte di fossili le pietre sono più vive di noi. 356

 

Forse nei sogni ripercorriamo antichissime forme di sensibilità e di intelligenza. 357

 

Meglio peccatori nel confessionale che malati nello studio di uno psicanalista, meglio penitenti che truffati. 358

 

Nel gregge non si conta, si viene contati. 359

 

Ovunque limiti di proprietà. 360

 

Tutte le conoscenze scientifiche non fanno le conoscenze musicali di un Bach. 361

 

Solo le conoscenze scientifiche possono essere antiquate. 362

 

Potrebbe anche avere un’intelligenza superiore, ma non sa curare la prole meglio degli animali. 363

 

La gravità è la vis attrattiva. 364

 

Le leggi scientifiche non sono sufficienti a spiegare il mimetismo di piante e animali. 365

Ha forse la specie umana assistito alla comparsa di nuove specie viventi? Assiste a estinzioni. 366

 

In nome di che razza di scienza tagliano le antenne agli insetti? 367

 

Non c’è un dove e un quando nell’orgasmo della donna, c’è solo un come. 368

 

Vogliono guarire i mali di una società malata dei loro mali. 369

 

L’unica cosa saggia che sa dire è, in punto di morte, “sono fregato”. 370

 

La storia è adesso innocua, non è l’album di famiglia della borghesia? 371

 

Plinio ricorda, prima dei geologi, il Mediterraneo come un lago separato dall’Atlantico. 372

 

Volgarità in chi nega Dio, presunzione in chi lo dimostra. 373

 

L’isola di Pasqua conserverà più memoria di New York. 374

 

Sei indignato e ti prendono per un frustrato. 375

 

Antiche conoscenze fatte passare come conquiste della scienza moderna. 376

 

Chissà se giocando col gatto non sia il gatto a giocare con noi, come dice Montaigne. Di sicuro non giocano gli animali in gabbia. 377

 

Scrivendo col dito sulla sabbia puoi inventare un nuovo sistema matematico. 378

 

Siamo in troppi, così non ci accorgiamo se manca qualcuno di noi. 379

 

Se la scienza antica poneva problemi, la nostra verifica certezze fasulle, le cosiddette ipotesi. 380

 

Costa sempre più il mezzo di produzione del prodotto. 381

 

Cristo ha sostituito il proprio sacrificio a quello degli animali, così i cristiani hanno inventato i macelli. 382

 

Secondo costoro una pietra è più vuota che piena, il che non influisce sul comportamento di chi lancia sassi. 383

 

Non abbiamo la libertà di fare i sogni che vogliamo, doni ineludibili di Giove. 384

 

Si commettono crimini a colpi di carta bollata a norma di legge. 385

 

L’arte è ancora viva, cresce come la barba di un cadavere. 386

 

La loro visione del mondo è condizionata da ciò che hanno deciso di conoscere. 387

 

La nostra visione del mondo è condizionata da ciò che hanno deciso di farci conoscere. 388

 

Sfortunato il cane, in simbiosi con un essere come l’uomo. 389

 

Come mai il cane abbaia contro le ruote delle macchine? Studia, scienziato, studia. 390

 

Esiste un’enciclopedia sui capitalisti e loro affari? 391

 

È diverso il pianto di un bambino da quello di un pulcino? 392        

 

Se c’è una sostanza delle cose, essa è nel nome delle cose. 393

 

Possedendo l’atomica puoi essere garbato con tutti. 394

 

Preferisco la compagnia di un delinquente a quella di una persona per bene. 395

Solo tracce di morte lascerà la nostra tecnologia. 396

 

Della politica occidentale degli ultimi secoli si può parlare solo in termini di insulti. 397

 

A me la parola democrazia fa ridere. 398

 

Il concetto darwiniano di selezione naturale è così generico che puoi farvi rientrare i litigi tra marito e moglie. 399

 

Non è il critico d’arte il nostro piazzista, il nostro banditore, il nostro ciarlatano e imbonitore? 400

 

I termini scientifici sono la Babele della scienza. 401

 

Il nobile aveva tempo; l’industriale non ha il tempo di raccogliere il pennello a un pittore. 402

 

Esisteva al tempo dei Greci l’apologia di reato? 403

 

Più forte dei fulmini la tecnologia? Più imprevedibile. 404

 

Fino a quando l’operaio avrà gli stessi gusti del padrone, per il padrone sarà una pacchia. 405

 

Non ci viene permesso di alzare la voce contro i nostri nemici. 406

 

Visto che la fede nell’immortalità vacilla, ci aggrappiamo alle promesse della scienza, che al massimo può assicurarci una vita più lunga. 407

 

La natura si potrà abituare alle macchine, ma non si sottometterà mai. 408

 

I terremoti sono notizie. 409

Basta la mancanza di elettricità a mandare in crisi tutto il sistema. 410

 

Furba divisione dei poteri: noi facciamo affari in piena libertà, la legge li consacra, la giustizia li protegge e il potere li impone. 411

 

Se t’incazzi stai male. Ma stai bene se non t’incazzi? 412

 

Che v’importa se voglio morire con la sigaretta in bocca? 413

 

Abbiamo motivi per affrontare coraggiosamente la morte? 414

 

Non è possibile vivere da eremita? Dunque non è possibile vivere. 415

 

Dopo l’amore il timido ringrazia. 416

 

’Sti poeti pretendono un’enorme erudizione da parte del lettore. 417

 

Non imbrattiamoci la bocca dei loro nomi. 418

 

Ai millenni bastano le parole di un bambino, al secolo non bastano le parole di un vocabolario. 419

 

Alla ricerca di rimedi alla noia e questo lo chiamano arte. 420

 

Orrendo pubblicare una poesia. 421

 

Non sappiamo assegnare nomi alle stelle. 422

 

Non so che farmene della libertà di pensiero tra gente rincoglio-nita dai media. 423

Il jazz, nato tra odori di terra, di strade, di sigari e birra, è diventato inodore, insapore e incolore. 424

        

I vermi che divorano il formaggio non vedono che vermi. 425

 

Alla ricerca di briciole di giustizia nell’ingiustizia universale. 426

        

Guardate il gattino con quanta curiosità guarda gli insetti. 427

 

Urla schifata alla vista di un insetto, io alla vista di lei. 428

 

Del resto, Gogol, hai una ricchezza enorme, non hai bisogno della ragazzina che ti venga incontro. 429

 

La scienza di Aristotele è antiquata, attuali le domande sulla scienza di Eraclito e Parmenide. 430

 

Se la conoscenza, Bacone, è potere, il potere non è conoscenza. 431

 

Per quanto lo perfezioniamo e lo estendiamo al maggior numero possibile di uomini, l’ambiente artificiale in cui viviamo è un tumore per la terra. 432

 

Se le pulci diventassero dei potenziali acquirenti dei nostri prodotti, concederemmo anche ad esse la libertà di pensiero, di opinione, di religione e tutti gli altri diritti umani. 433

 

Rimpiangeranno Mingus e Parker. 434

 

Mica scemo Don Quichotte, da solo contro i mulini a vento! 435

 

Letta l’ultima novità letteraria. L’ho scagliata lungo il pavimento come una pietra a rimbalzare sull’acqua ed è andata a sbattere contro il battiscopa. 436

Il ragno subito a riparare la rete dopo il temporale. 437

 

Il nemico non è una persona, è un ismo. 438

 

A costoro non interessa la conoscenza scientifica, interessa esibirla come proprietà privata. 439

 

Scandagliare nell’opera di tale artista è come smontare un vecchio elettrodomestico. 440

 

Re, conti, papi, tiranni, capi, condottieri, imperatori, non possedevano il potere che posseggono ’ste merde su aria, acqua, terra e fuoco. Se con quelli ci si poteva rassegnare, con costoro non è possibile avere una verità, una ragione, uno spirito, un’anima, una speranza, una comunicazione, un contatto qualsiasi. 441 

 

Non più urla di dolore al defunto, non più singhiozzi al moribondo, già! in ospedale non si può urlare. 442

 

Non vi traballa la terra sotto i piedi, cari filosofi attuali? 443 

 

Fino a quando saremo così ottimisti nel mettere al mondo altri esseri umani? 444

 

Ha qualcuno di voi obiezioni contro il segreto industriale? 445

 

Tolto quanto ci ammanniscono i media, non abbiamo nulla da dirci, non abbiamo esperienze comuni su cui conversare. 446

 

Che pena l’Adda senza un filo d’erba lungo la riva. 447

 

Si abituerà il corpo umano alle alte velocità così come si è abituato a mangiare patate? Fino a quando i bambini vomiteranno in auto sarà innaturale superare la velocità di un cavallo. 448

 

Neanche la forza di protestare mentalmente. 449

 

Al taglio del nastro non assistono gli angeli.  450

 

Male, molto male, l’artista professore. 451

 

Possiamo dimostrare che ci basta il pane quotidiano per essere più felici di loro. 452

 

Nasciamo e moriamo più o meno allo stesso modo di libellule e picchi. Cosa avremmo di tanto diverso da loro oltre la vita e la morte? 453

 

Un gatto seduto sul cassonetto dei rifiuti e le stelle a contemplarsi. 454

 

Reliquie di santi ed eroi, adesso di atleti, cantanti e attori. 455

 

Che libertà di pensiero se non riescono a organizzarsi un viaggio senza l’agenzia? 456

 

Il successo, l’arte asservita al potere. 457

 

Le Muse non danzavano in Accademia. 458

 

Le parole erano cose, ora le cose sono parole. 459 

 

Socrate si rifiutava di scrivere. 460

 

Cosa puoi scrivere d’interessante se scrivi per pubblicare? 461

 

Mai dirti dove va, perché va, quando va, va talmente che, benché vada, quell’insetto strano che m’è entrato in casa, ti danno solo la classificazione e un nome che se lo pronunzi al bar ti ridono in faccia. 462

 

O Musil, o veli di donna! 463

 

L’elettroshock è per costoro una cura della pazzia. 464

 

Invece di entrare nelle grazie delle Muse, l’artista odierno le prostituisce. 465

 

Scuole, università, accademie, luoghi di irreggimentazione. La vera scuola sono i media, luoghi di rincoglionimento. 466

 

Quanta gratitudine negli occhi di una donna alla quale hai appena terminato un bel ritratto! 467

 

Accanimento di Nietzsche e Schopenhauer nello svelare quanto Chuang Tse preferisce velare! 468

 

Se usi e costumi di una volta erano roba da matti, ora sono roba da criminali. 469

 

I Persiani, come ci riferisce Erodoto, prima di discutere affari importanti si ubriacavano. 470

 

In duemila anni di civiltà cristiana non ho trovato un verso a un gattino che, come il mio in questo momento, fa le fusa. La poesia orientale sarebbe stupida. 471

 

Non capisco come nessuno si spaventi alla vista di una macchina, mentre tutti si spaventano alla vista di un insetto. 472 

 

La morte è una notizia che riguarda quella degli altri. 473

 

A Socrate non resterebbe da imparare a suonare la lira, ma da farsi discepolo del suo discepolo Diogene. 474

 

Non hanno nulla da obiettarti, Leopardi, e se ne escono col fatto che non ti lavavi. 475

 

Per costoro anche Dio è un affare. 476

Sorella morte, vieni a prendermi quando vuoi, ma sarebbe un dono morire a causa di un insetto invece che di una macchina o di un cancerogeno. 477

 

Morire a causa di un insetto è già un morire per una causa. 478

 

Da una cinepresa, da una telecamera  non bisogna solo difendersi, bisogna fuggire. 479

 

Non riusciranno a concepire come si possa sedere senza una sedia, cacare senza un cesso e lavorare senza un macchinario. 480

 

Se vuoi fare qualcosa di naturale, ci sono le agenzie turistiche. 481

 

Hanno iniettato la droga in un ragno. La tela che ha fatto era completamente diversa dal solito. Il ragno ha solo il filo per agire sul mondo. 482

 

Quando inizia a perdere interesse al gioco, il gattino diventa cacciatore, l’uomo diventa una persona per bene. 483

 

Dante non avrebbe vinto il Nobel. 484

 

Nessuna gioia dell’uomo potrà ormai essere spensierata. 485

 

Neanche la più utile delle costruzioni doveva essere fatta a spese del gufo reale. 486

 

Di movimento naturale non ci resta che l’atto sessuale. E forse neanche quello. 487

 

Finiranno per far credere che i dipinti delle grotte preistoriche sono stati finanziati dai capitalisti dell’epoca. 488

 

La natura non funziona come una macchina. 489

 

Ci hanno espropriati della memoria orale. 490

 

Nei paesi sottosviluppati la strada della libertà passa attraverso la cravatta. 491

 

L’eredità! Se nella tomba si lasciavano al morto tutti i suoi beni e se ora non gli si lascia nulla, o gli eredi attuali sono ladri o era ladro il morto di una volta. 492

 

Se oltre alle notizie ci comunicassero dove, quando, da chi le hanno comprate e a quale prezzo, farebbero meno notizia. 493

 

La bandiera di un Stato sarebbe più utile se si limitasse a indicare la forza e la direzione del vento. 494

 

Cosa restituire alla madre terra? Neanche il nostro cadavere le restituiamo. 495

 

Se Stendhal consigliava l’ingresso in società con un duello, ora lo consiglierebbe per uscirne. 496

 

I cani si appartano quando stanno per morire. 497

 

Un buon romanzo usa la trama come pretesto, lo sanno bene Gogol, Dostoevskij, Musil, Čapek, Ortese, Pasolini, Pavese, Miller, Melville… 498

 

Ve lo immaginate un Diogene grattarsi la pancia, invece che al mercato di Atene, in un odierno supermercato? 499

 

Pure il nibbio ha la sua Weltanschauung. 500

 

Se gli aforismi sono le pietruzze di un mosaico, questo è la pietruzza dello sguardo. 501

Perché non chiediamo a Tiresia di imparare a guardare senza la vista? 502

 

Nessuno mi perseguita per aver ucciso un pipistrello. 503

 

Intanto le galassie continuano la loro corsa forsennata. 504

 

La generazione dei grilli canterini sia con voi. 505

 

Il sapere, un albero che cresceva, è ora un prodotto destinato al macero. 506

 

Costoro se la ridono se parli di castità. 507

 

Vituperiamo caste e gerarchie, noi ci basta una sola, tra chi ha denaro e chi no. 508

 

Sembrava che non sapesse Esiodo, retorica sembrava, quel che dicesse di gioghi a buoi e di morsi ai cavalli. 509

 

Se il cattolicesimo non fa santo un don Milani, un don Tonino Bello o un Alex Zanotelli, cavoli suoi. 510

 

Rinunziare alla basilica di San Pietro piuttosto che avere a che fare col capitalismo. 511

 

Le masse borghesi si stanno gonfiando, non c’è argine che tenga. 512

 

Il pensiero della morte potrebbe nobilitarci. 513

 

Troppo abbandono, troppa passione, troppa dedizione per una donna, finisci per farle provare disgusto. 514

 

Il disfacimento totale non presenta segni, ecco che nessuno lo nota. 515

Le Pleiadi. 516

 

Lo Shakespeare, il Göthe, l’Hugo, il Manzoni della letteratura americana? Paperino. 517

 

Cos’è quella specie di caleidoscopio che appare se chiudi gli occhi e tenti di guardare nel buio? 518

 

Per emergere dalla massa non basta sollevarsi sulla punta dei piedi, bisogna calpestare o salire addosso gli altri. 519

 

Per costoro chi si sacrifica per un altro è un fesso. 520

 

Il dio dei bivalvi verrà a riprendersi le perle, o no, Prévert? 521

 

Quando gli uomini temevano la natura non temevano se stessi. 522

 

Qualche fiore, qualche animale che somigli a Pasolini? I geni scontrosi non fanno figli. 523

 

In nome della conoscenza lei sa spezzare il collo a un topolino vivo, mi ha fatto vedere come si fa, basta premere indice e pollice sulla prima o seconda vertebra, così mi pare di aver capito. 524

 

Se in amore perde chi ama di più, non è una sconfitta. 525

 

Un pensiero profondo è un pensiero che non si vuole portare alla luce. O non si può, così vuole la buona educazione. 526

 

Sì, Dostoevskij, è vergognoso voler vivere più di quarant’anni. 527

 

Ha la capacità di esprimere meglio di tutti gli altri quanto già esprimono tutti gli altri, eccolo il nostro scrittore. 528

 

Cristo amò pure i suoi nemici, ma come Kohlhaas nulla concesse loro. 529

 

Stonata la presenza umana nel concerto della natura, un impiastro nel paesaggio, uno schiaffo al mare, sputi su pianure e montagne da quando sono comparse metropoli, fabbriche, autostrade, gallerie, ciminiere e impianti. 530

 

Per quanto abbiamo mezzi di comunicazione a bizzeffe, siamo muti, non siamo capaci di entrare in confidenza con chi ci sta attorno. 531

 

Accecata e offesa la notte da fari e lampioni. 532 

 

Pezzi di ricambio, da un lavoro a un altro, da una città a un’altra, da un girone d’inferno a un altro. 533

 

Un uomo può ora commettere crimini comodamente seduto in poltrona, premendo pulsanti. 534

 

Potresti ancora dire, Thoreau, “Sono felice che vi siano i gufi”? 535

 

Valgono di più le urla di Göthe sul letto di morte che tutta la sua opera monumentale. 536

 

Esterrefatto il dio degli insetti. 537

 

Parlavano e discutevano nella mia stessa lingua, ma non si capiva nulla lo stesso. Bulgakov. 538

 

Non scrive quello che sente, ma quello che vuol far sentire. 539

 

Per aver smarrito tutta la poesia dell’universo, dobbiamo proprio aver accumulato dei crimini che ci hanno resi maledetti. Simone Weil. 540

 

Secondo le regole igienicosanitarie imposte dagli industriali il latte munto da Abramo non era a norma di legge né lo era quello di Abele e del buon pastore evangelico o di chi volete voi. 541

 

Vox populi vox Dei. Il popolo, soppiantato dalla massa, è morto. Così Dio è rimasto senza voce. 542

 Potrà dire la terra che siamo stati come dice di dinosauri e nummuliti? Resterà di noi soltanto il cemento armato e il bitume? Su di essi i sedimenti si poseranno per seppellirli lentamente. Nuove rocce nasceranno dalle viscere della crosta. Resterà pietra su pietra? Facciamo ancora parlare le pietre? Cos’altro di noi resterà? La nostra immondizia lasceremo seppellire sul fondo del mare, ci penseranno molluschi, alghe, briozoi e radiolari a ricoprirli e a forgiare nuovi fondi marini. Cos’altro resterà di noi? Resteranno nello spazio i nostri ferri vecchi a vagare o a scontrarsi con code di comete. Sarà mai un incontro? 543

Chi usa parole profonde per cose superficiali e chi parole semplici per cose profonde. 544

Il pubblico di Omero? Quattro gatti. 545

 

Pochi luoghi dove recitare una poesia. 546

 

La scienza è diventata così ramificata e specialistica, che, se volesse guardare una bella donna, la sezionerebbe. 547

 

Alle donne si attribuiscono difetti che potrebbero essere quelli dei tuoi amici. 548

 

Non si vuole ammettere che nell’ebbrezza si hanno pensieri più profondi che in ufficio o alla catena di montaggio. Per lo meno si perde il senso degli affari. 549

Non sapremo mai cosa pensassero dell’ornitorinco i Tasmaniani sterminati qualche secolo fa e quale nome gli abbiano dato. 550

 

Via Manzoni, Göthe, Hugo, Fellini..., via Pasolini? Villon? Artaud? Jarry? Zappa? 551

 

Comunione dei santi, Nietzsche, Leopardi, Dostoevskij. 552

 

A cosa è servito tanto pensare, tanto cercare, tanto interrogarsi, se poi si scopre che Parmenide è letto meno di un titolo in borsa? 553

 

Se pensi, c’è qualcosa. Se non pensi, non pensi neanche il nulla. Se pensi il nulla, non puoi determinarlo; puoi comunque determinare l’essere del pensiero. Parmenide. E Cartesio si affretta a dimostrare che lui esiste. 554

 

Non ci meravigliamo, come gli egizi, del sole che sorge, tanto meno lo ringraziamo. Lo salutassimo almeno! 555

 

Zappa non è solo musica, è il nostro Omero e, come per Kierkegaard, il nostro Mozart. 556

 

Un’enciclopedia storica dell’America non esprimerà quanto 200 Motels. 557

 

Non basterà la scienza a spiegare le pupille e le maschere di serpi, volpi, gufi, ricci, ratti e rospi disegnate sulle ali di una farfalla. 558

 

La specie umana non è più all’altezza della situazione, non ha ancora finito di dar nomi alle cose e già si mette a manipolarle. 559

 

Se vuoi morire di noia, leggiti, a parte Fabre e qualche altro, un trattato di entomologia. 560

Hai raggiunto il benessere e ti accorgi che manca qualcosa.  561

 

La bomba atomica, calma ragazzi, sarà usata solo a fin di bene. 562

 

Più bisogni? Più attrezzi. Più attrezzi? Più bisogni. 563

 

Se in metafisica fissi dei punti fermi, devi avere il coraggio di scalarli. 564

 

Grazie a Zappa finalmente la musica ha le parole che si merita. 565

 

La nostra igiene è un insulto alla sporcizia del mondo. 566

 

Ho l’impressione che i filosofi attuali si trovino con le armi spuntate di fronte all’evolvere delle cose. 567

 

Umanità, che presunzione, il più alto ideale a cui si appellerebbe un redentore. 568

 

Su spazio e tempo i sogni non hanno ancora detto la loro. 569

 

L’amore di uno scimpanzé nello spulciare un suo compagno. 570

 

Se il saggio non si arrabbiava mai, sapeva che prima o poi ci si dava la zappa sui piedi. 571

 

Hanno la bocca storta a forza di mentire. Bulgakov 572

 

Se non ti aggreghi sei fottuto. 573

 

La nostra società è costituita da persone per bene. 574

 

Se non abbiamo poeti è che non ne siamo degni. 575

Sarebbe l’istinto a guidare l’orso mentre cerca granchi sotto i sassi, l’istinto a fargli sollevare il sasso, l’istinto a passare a un altro sasso, ma in nessuna delle sue azioni si possono trovare differenze con quelle di un uomo nello stesso intento. 576

 

L’onore offeso veniva riparato col duello. È meno barbaro denunziare e chiedere il risarcimento in denaro? 577

 

Meno male, le stelle non sono fisse come credevano i tolemaicoaristotelici. Ma più interessante è che le costellazioni sono più o meno le stesse che vedeva Omero. E chissà quali vedevano gli archeopterix. 578

 

Enorme vantaggio, “questa cosa la so fare pure io”. 579

 

I lampioni notturni sono spenti. Sono felice. Finalmente rivedo la Via Lattea, la nostra Galassia! 580

 

Tutto scorre, Eraclito. Tutto è, Parmenide. La stessa cosa. 581

 

Alla fine la logica si accorge che non riesce a stabilire la verità di una sola proposizione. Ha bisogno anch’essa di una convenzione. 582

 

Secondo costoro in paradiso sono tutti sfaticati. 583

 

Costui non rischia neanche una partita a scacchi, se si vergogna di perdere non sa neanche vincere. 584

 

Ci siamo liberati di dei e dee, di miti e superstizioni per credere in atomi e Big Bang. 585

 

Accetto una sola luce abbagliante, quella del sole, le altre insultano gli occhi. 586

 

Alla ricerca di uno stile mentre la casa sta bruciando! 587

Può fare l’uomo sogni felici se il mare è infelice? 588

 

Meglio suonare per l’eterottero che da giorni sta sulla mia tenda, che per il pubblico in abito da sera. 589

 

Va a finire che un filmato sulla realtà dei fatti è meno vero di un film di fantascienza. 590

 

La storia sta diventando il pettegolezzo del giorno successivo. 591

 

Possedendo tutto non basterà mai nulla. 592

 

Fa ancora parte del dolore del mondo il dolore dell’uomo? 593

 

Quando ci accorgeremo che il progresso è un falso idolo, tutti gli dei saranno già fuggiti dalla terra. 594

 

Illusi di creare con la tecnologia un nuovo paradiso terrestre. 595

 

Gli storici non raccontano la storia, se la contendono. 596

 

Se c’è una sostanza del mondo, è il senso degli affari. 597

 

Le colpe dei figli ricadono ora sui padri. 598

 

Cristo non fu schiaffeggiato per aver detto il falso, ma perché non aveva chinato il capo davanti al gran sacerdote. 599

 

Dove sono andati a nascondersi gli dei del lontano oriente? Nei bonsai? Non si accorgono che vengono messi in commercio? 600

 

Chi si ammala è colpa sua, non si è sottoposto a medici e a macchinari diagnostici. 601

Parecchi giorni prima di partorire la gatta cerca in ogni angolo della casa un posto tranquillo per la nidiata. 602

 

Arida e deserta la terra nel Devoniano, ma non deturpata. 603

 

Non era il salvatore dell’uomo anche il salvatore del mondo? 604

 

Mille elefanti in un ettaro fanno meno di mille inquilini. 605

 

Quando Cristo tornerà sulla terra non troverà altro che uomini alla sua destra e uomini alla sua sinistra. 606

 

Omero cantava quanto già si cantava da tempo. 607

 

Viene abbattuta una chiesa del seicento così come viene incendiato un bosco, è proprio mania di autodistruzione. 608

 

Il mormorio della pioggia notturna non è generico. 609

 

L’uomo parlava con gli animali. In che lingua? 610

 

Non si può guardare con disprezzo la fine dei dinosauri, potrebbe succedere alla nostra. 611

 

Crediamo nel progresso. Che preghiere gli facciamo? 612

 

Impunemente crede in Dio il cristiano di oggi. 613

 

Cristo, iracondo con demoni, scribi, farisei, è infuriato coi mercanti. 614

 

Che esperienze abbiamo delle notizie? Finiamo per non avere esperienza delle persone e delle cose che ci stanno attorno. 615

 

Accumuliamo proprio come voi, amiche formicuzze? 616

Immaginiamo un pezzente che ostenta, come scienziati, politici e giornalisti, gli alti princìpi morali di Kant. 617

 

Bel vantaggio, l’opinione pubblica al posto di fede, miti, superstizioni e credenze! 618

 

Quanto Pascal trova di meraviglioso nell’uomo potrei trovarlo nell’insetto. 619

 

Le notizie venivano trasmesse tramite banditori, canti, racconti, storie, aneddoti. Adesso si comprano. 620

 

Per conoscere te stesso devi diventare un altro. 621

 

Non sopporta la vista di torture, esecuzioni, detenzioni, bombardamenti, crudeltà. Il borghese delega gli altri, non si sporca mai. 622

 

San Michele occupa una grotta abitata dagli dei del paleolitico. 623

 

Se il nido di un uccello è un’opera d’arte, il concetto di arte per l’arte è una corbelleria. 624

 

Vorrei proprio sapere se lo zucchetto di vescovi ed ebrei serve più a mantenere un contegno che a proteggere la nuca. 625

 

I nostri storici non sanno raccontare né fare i cantastorie. 626

 

Abbi pietà di noi, buon curato Yorick. 627

 

Antares col suo colore d’arancio non potrà più dire la sua. 628

 

C’è differenza tra il dolore di un uccello a cui hanno incendiato il nido e quello di un uomo a cui hanno incendiato la casa? 629

C’è differenza tra gli atomi di prima e dopo la morte? 630 

 

Che il peccato di Adamo richiedesse un redentore non ne sapevano nulla i trilobiti. 631

 

Non c’è proprio altro modo per distruggere la plastica: il fuoco di Eraclito. 632

 

Incapacità di immaginare un sistema economico meno indecente. 633

 

Lo schiavo invocherà il funzionamento delle fabbriche e i profitti del padrone, lo ha deciso Hegel. 634

 

Per ebrei, cristiani, stoici, musulmani, umanisti, razionalisti, illuministi, positivisti, l’uomo è il fine del mondo. Dunque anche la fine. 635

 

Per me il Bufo bufo è bello. 636  

 

Prostituiscono la loro penna al migliore offerente. 637

 

Il sogno ci mostra diverse varianti e alternative alla vita che meniamo da svegli. 638

 

I protestanti hanno avuto anch’essi il loro Pascal, ma Kierkega-ard è meno addomesticabile. 639 

 

Trovi un fossile, quello è vissuto molto prima delle nostre percezioni e rappresentazioni del mondo, certi filosofi non hanno mai visto un fossile. 640

 

Rispetto alla memoria orale, la testimonianza scritta è datata. 641

 

Lo Stato tenta di imporre una memoria collettiva, e ci riesce. 642

In poche decine di anni scompaiono lingue e dialetti parlati per millenni. 643

 

Forma e contenuto. Sufficiente il bicchiere a dissetarsi? 644

 

Dissetava l’arte, ora ubriaca. 645

 

Sopporta la crosta il peso delle nostre città? 646

 

Illinois Bandit  mi ricorda la musica di Dioniso. 647

 

Leopardi non andava a scuola. 648

 

Gerghi e dialetti sono più vivi delle lingue nazionali. 649

 

Se i filosofi scrivessero in versi, non partorirebbero topolini. 650

 

Comprato un bonsai, l’ho liberato nel mio boschetto. 651                                     

Ciò che vogliono le masse lo decidono i media. 652

 

L’uomo si crede superiore agli altri animali da quando ha smesso di parlare con loro. 653

 

Peccatori dal confessore, malati dallo psicanalista. 654

 

Perdere la verginità col preservativo. 655

 

Anche il coniglio sa incutere paura, batte la terra con le zampe posteriori e fa vibrare il suolo come un tamburo, un gelo ti solca la schiena. 656

 

Per la psicanalisi Cristo sarebbe un esaltato. 657

 

Qualsiasi pastorello sa distinguere meglio di un fisico una rondine da un balestruccio. 658

Credo solo a storie i cui testimoni si farebbero sgozzare. Pascal. 659

 

Sfilacciati rapporti di parentela a vantaggio di quelli di potere. 660

 

Il silenzio di questi spazi infiniti mi atterrisce. Pascal. Leopardi. Ora sono spazi da attraversare con un’astronave. 661

 

Desiderio di vivere più a lungo per vedere nuovi aggeggi tecnologici più che per veder crescere figli e nipoti. 662

 

Frequenta mostre, concerti, teatri, musei, ma poveraccio è solo un sacco pieno di soldi. 663

 

Questo è il progresso, la sedia elettrica al posto del rogo. 664

 

Scienze umili (paleontologia, etologia) e scienze presuntuose (fisica, chimica). 665

 

C’è qualcuno tra voi che abbandona tutto, ville, proprietà, aziende, affari, regala tutto ai poveri e se ne va a vivere in una spelonca? 666

 

Mani, zampe, zanne, nasi, lingue. A che servono le antenne degli insetti? 667

 

I nostri commerci e le nostre industrie non hanno rivali, hanno la bomba atomica dalla loro parte. 668

 

Alla fine avremo solo le ultime notizie. 669

 

Il ragno che tesse su un’antenna non la scambia per una pianta, la fa diventare pianta. 670

 

Pare che Pegaso 51 abbia un pianeta. 671

Incatenati ai divertimenti offerti dal mercato, non riescono a divertirsi tra loro. 672

 

Cosa conosciamo dei nostri progenitori? Possiamo risalire ai sei settemila anni delle prime città. Qualcosa dei progenitori più antichi potevamo saperla dalle ultime culture primitive rimaste. Abbiamo preferito dar loro a bere il nostro dio. 673

 

Il salario, il fine di un lavoro da schiavi. 674

 

Una tipula, immobile da giorni sul muro. 675

 

Neanche la morte ci riconcilia con le cose. 676

 

Vediamo istinti nell’uomo ubriaco, innamorato, adirato, affamato, assetato, non ne vediamo quando ragiona, studia, calcola, prega, pensa, medita. 677

 

Sacrilego spreco del cibo e delle risorse terrestri. 678

 

Con la perdita del dialetto non perdiamo solo la lingua ma anche la libertà di esprimerci diversamente da come vorrebbero costoro. 679

 

Il cristiano va ancora in paradiso, ma lascia la terra nella merda. 680

 

Tollerano ogni tipo di rumore, ma denunziano chi possiede un gallo che canta. 681

 

Il gallo non vede di notte, così saluta fragorosamente il giorno. 682

 

È vero che se metti dei cani in un campo sportivo non sanno che la palla bisogna buttarla in rete, ma si divertono più di noi. 683

La carcassa di un elefante nutre, quella di una macchina sporca. 684

 

Non posso parlare di filosofia col mio gatto, ma sto meglio con lui che con un Kant. 685

 

La scienza produceva spirito, adesso denaro. 686

 

Di pessimo gusto schiacciare uno scarafaggio. 687

 

Più disgustosi di politici, industriali e giornalisti, sono artisti e scienziati che non vedono né sentono quanto sta loro attorno. 688

 

Dei sogni non capiamo nulla né riusciamo a descriverli, eppure siamo noi che li facciamo. 689

 

Ciò che dobbiamo conoscere lo decide la ricerca scientifica. 690

 

Quello sviscera i pensieri più reconditi, quell’altro li seppellisce. 691

 

L’aforisma ride, sorride, si meraviglia, s’interroga, urla, sputa, sussurra, sbadiglia, e qualche volta si abbassa a ragionare. 692

 

Una goccia di pioggia è un secchio d’acqua per la formica. S’è mai fatta sorprendere da un acquazzone? 693

 

Carriera e successo a scapito della cura di bambini, vecchi e malati. 694

Torneremo a chiederci quanto si chiedevano i primi uomini. 695

 

La prima cosa che pensa costui vedendo un gruppo di persone è come diventare il loro caporione. 696

Falso e ridicolo il cosmo così come lo intendevano la fede e il mito, avvilente e offensivo così come lo intende la scienza. 697

 

La scienza spiega il mondo, il mito gli dava valore. 698

 

Anche Einstein, come Archimede, ha fatto la sua scoperta nel bagno, l’uno immergendosi nell’acqua, l’altro osservando bolle di sapone che si attraggono. 699

 

L’allevatore ha più paura del lupo che di chi gli impone il prezzo del latte. 700

 

Se il lettore trova oscuro un aforisma, era oscuro anche chi l’ha scritto. 701

 

Il giorno s’inoltra in una notte senza stelle e la notte in un giorno senz’aurora. 702

 

Non si può parlare delle donne in generale senza dire fesserie o senza apparire misogini. 703

 

Manzoni, sicuro e rassicurante, proprio come promettono i nostri governanti. 704

 

La parentela linguistica degli indoeuropei potrebbe dipendere da incontri fra culture diverse, non da una presunta popolazione originaria. 705

 

Pavimenti. A me sa di apocalittico che un isopodo caduto a zampe per aria, per la prima volta dopo milioni di anni, non sappia rimettersi sulle sue quattordici zampe. 706

 

Riusciamo a datare il cranio di un Neanderthalensis e non capiamo che menava una vita più sana della nostra. 707

 

Qual era il pubblico del pittore rupestre? 708

Lanciano sul mercato un nuovo prodotto senza le sostanze cancerogene dello stesso prodotto che l’anno prima era stato lanciato sul mercato senza le sostanze cancerogene dello stesso prodotto che l’anno prima era stato lanciato sul mercato senza le sostanze cancerogene dello stesso prodotto che l’anno prima era stato lanciato sul merc 709

 

Api, vespe e formiche sarebbero condannate anch’esse a procurarsi il cibo col sudore della fronte. 710

 

Acqua intubata, i passeri vanno a berla nei sottovasi dei balconi, le vespe a pomparla col posteriore. 711

 

Mamma gatta ha subito accettato un gattino abbandonato, lo pulisce e lo allatta come i suoi figli. Secondo costoro non sa contare. 712

 

Il medico di un villaggio cura tutti i malati, quello di una metropoli una sola malattia. 713

 

Se all’origine dell’uomo c’è un peccato, il redentore è arrivato troppo tardi. 714

 

Miriadi di leggi di Stato non possono non contraddirsi. 715

 

Se una nuova invenzione tecnologica funziona non vuol dire che è valida la teoria scientifica che ne sta dietro. 716

 

Lì dentro c’era l’albero della conoscenza del bene e del male, non quello del bello e del brutto. 717

 

Rimbaud vittima del primo cancerogeno. 718

 

Noi maschi perdiamo lo strillo acuto di quando eravamo bambini; lo stanno perdendo anche le donne. 719

 

Cartesio non ha mai osservato un animale per più di cinque minuti, mentre Rousseau aveva il tempo di raspare il terreno a osservare il germogliare di un seme. 720

 

Lucifero voleva essere simile a Dio, noi ci siamo sostituiti a Lui. 721

 

Qualsiasi scimpanzé sa distinguere meglio di noi cittadini un frutto selvatico buono da uno cattivo. 722

 

Finiremo per conoscere soltanto le ultime notizie. 723

 

Come mai usciamo stanchi da una macchina o da un treno pur essendo stati seduti e senza far niente? Che bugie ci raccontate, scienziati, a tale proposito? 724

 

Illusorio predire la fine del cristianesimo; una religione non si estingue, si ambienta. 725

 

L’aforisma ha il vantaggio del proverbio: niente obiezioni. 726

 

Vai per informarti sulla vita degli animali e te li presentano solo mentre sbranano, divorano, orinano, montano. 727

 

L’aforisma è individuale, il proverbio collettivo. 728

 

Vedo giocare con arte le taccole in volo col vento. 729

 

Il cattivo amico di un innamorato lo ascolta con sufficienza. 730

 

Cosa non conosceremmo di Roma senza Marziale meno che senza Cicerone? 731

 

Amo le pietre. 732

Istinto, moto locale, origine dell’universo, selezione naturale, lotta per la sopravvivenza, anche la scienza ha i suoi concetti metafisici. 733

 

Fossili, reperti archeologici, pietre preziose, legni pregiati, come refurtive, in miriadi di appartamenti, residenze, ville. Non preoccupatevi, amici, la terra se li riprenderà. 734

 

Sembra che la scienza attuale sia imbelle senza finanziamenti e senza strumenti tecnologici. 735

 

Quando tutta la nostra monnezza sarà sprofondata nel suo ventre, la terra produrrà nuove rocce e, chissà, nuove gemme. 736

 

Quante specie hanno superato qualche dozzina di milioni di anni sulla faccia della terra? 737

 

L’al di là è più appagante dell’inesistenza, chi non ci crede si accontenta di tornare pietra. 738

 

All’inferno ci si abitua. Ci stiamo abituando. 739

 

L’io penso di Cartesio basta il sogno a contraddirlo. 740

 

Platone si poneva problemi, noi abbiamo certezze. 741

 

Basta cambiarne il nome e puzza di meno: sterco, feci, cacca, escremento, letame, deiezione, escrezione, copro... 742

 

Sognare cacca è sognare denaro, o no, Sigmund? 743

 

Le cose certissime sono tante, la più certa neanche una. 744

 

E intanto le galassie continuano la loro corsa forsennata. 745

La cacca serviva da concime, ora è solo merda. 746

 

Falsa disinvoltura l’attore in giacca e cravatta. 747

 

Le attrici di Barba non si depilano, ma sanno riportare gli dei sulla terra. 748

 

Cristo ci ha invitati a vivere come i passerotti, noi li costringiamo a vivere come noi. 749

 

Il nostro padrone è presente in ogni luogo, i suoi marchi di produzione li troviamo anche nel cesso. 750

 

Abbiamo iniziato con gli animali prima di imprigionare i nostri simili, abbiamo iniziato con gli animali prima di sezionare il corpo umano. 751

 

Invoca ancora Dio la musica sacra? 752

 

Se il generale è generico il particolare è stupido. 753

 

Non il medico, il macchinario decide se sei malato. 754

 

Per la prima volta nella storia sappiamo dove andiamo. 755

 

Potevamo scandagliare il sesso, ci siamo invece arenati nella psicanalisi e nella pornografia. 756

 

Per trovare sguardi espressivi, più facile trovarli in cani, gatti e gorilla. 757

 

Se non abbiamo tragedie è che non sappiamo neanche ridere. 758

 

Agostino attacca gli scettici per salvare il dogma, non per salvare la verità. 759

Vorrei proprio sapere che concetti avremmo senza aver mai udito una parola. 760

 

Il mentitore non viene messo a tacere da un sistema che gli impedisce di formulare la sua antinomia. 761

 

Maschere. All’ipocrita per mentire, all’attore per rappresentare, al sacerdote per simboleggiare, a Dio per rivelarsi. 762

 

La nostra meraviglia di fronte al cielo stellato non è superiore a quella dell’antico egizio, noi sapendo che è la nostra galassia, quelli immaginando un baldacchino da cui pendono le stelle. 763

 

Non è sconvolgente che un numero irrazionale sforni decimali all’infinito? Solo i pitagorici ne erano sconvolti? 764

 

Non possiamo impedire ai nostri sogni di trasformarsi in incubi. 765

 

Ovunque le prime religioni vedevano Dio, ovunque le ultime religioni vedono uomini da convertire. 766

 

Tra miliardi di scimpanzé è ridicolo l’atto sessuale. 767

 

Chi predice la fine del mondo, non fidatevi, ragazzi, non si accorge che è già iniziata. 768

 

Del resto amiamo più con gli sguardi che col sesso. 769

 

All’industria si dà il merito del progresso tecnologico, basta la lampadina di Brecht a smentire. 770

Stai per crepare e osi continuare a gestire la sorte di miliardi di uomini! Un bambino saprebbe farlo meglio di te. 771

 

Eraclito sprezzante! 772

 

Non sappiamo più cos’è il mondo, coperto com’è di parole. 773

 

Scrivere solo pensieri ridotti all’osso, ci restano le ossa. 774

 

Se non facciamo parte di un disegno divino, rischiamo di fare la figura di brutte comparse nella storia della terra. 775

 

Esami comuni a tutti gli alunni del mondo allo scopo di ottenere gli uomini più comuni possibili. 776

 

Antonello da Messina sarebbe oggi un Pollock. Chi meriterebbe un ritratto? 777

 

Grave l’uomo quando si vide superiore agli altri animali! 778

 

Che spiriti liberi potranno essercene un giorno, di ciò vorrei essere l’ultimo a dubitare. Nietzsche. 779

 

I bambini prodigio dipingevano cerchi a mano libera o scrivevano musica e versi, ora risolvono quiz. 780

 

Gli nomini Zappa e non sente nulla. 781

 

Attento ascolta il mio gatto l’abbaiare di cani nella notte. 782

 

Una sola obiezione: la cosa m’impedisce di guardare le stelle. 783

 

Ridicoli appariranno i nostri più alti valori, più ridicoli di quelli dei trogloditi. 784

 

Platone verrà qui a giudicarci. 785

Un corredo di menzogne ai bambini appena iniziano ad andare a scuola. 786

 

La storia, cari storici, non sono notizie. 787

 

Un popolo con molte leggi è più schiavo di un popolo senza leggi. 788

 

Urlavi e almeno le stelle parevano ascoltare. 789

 

Sembra greco l’uomo più illuso, dunque, Leopardi, il più felice. 790

 

Poveri meteoriti, minacciosi colpevoli di estinzioni! 791

 

L’età più bella è per chi l’ha persa, non per chi ci sta dentro. 792

 

Ci si poteva illudere di passare alla storia bruciando un tempio. 793

 

Non siamo testimoni di nessuna delle notizie che ci danno. 794

 

Non si può ragionare, ha ragione solo chi detiene il potere. 795

 

Che il dio degli artropodi mi accolga nel suo regno. 796

 

In Platone si sente un odore di antiche sapienze. Con Aristotele si inizia a incasellare, definire, sistemare conoscenze, come se queste fossero separabili dai sentimenti, dalle passioni, dalle fantasie, dalle aspirazioni. 797

 

Tutto organizzato affinché nessuno possa sentire urla o possa vedere strepiti di agonizzanti. 798

 

Proprietà di linguaggio. Niente metafore, capito, ragazzi? E guai agli anacoluti. 799

Muoiono gli olmi d’Europa, nemmeno un bagolaro al loro posto. 800

 

Vedremo che avere un cielo stellato vale di più che avere la pace universale che ci promettono costoro. 801

 

Con quattro frammenti Eraclito parla più di un Kant. 802

 

Come e dove accarezzare una tartaruga lo sanno solo le tartarughe. 803

 

Quanto orgoglio in un rapace ferito! 804

 

Si bestemmiava Dio. Se ora l’uomo è dio, bisogna bestemmiare l’uomo. 805

 

Dell’uomo bianco potranno ricordare soltanto il naso lungo. 806

 

Potremo sempre chiedere suggerimenti ai bambini. 807

 

Restare nascosti come diamanti, che ce ne facciamo del successo? 808

 

Divorata la madre, divoreremo noi stessi. 809

 

Seneca era troppo pulito per fare il politico, adesso per fare il filosofo. 810

 

Canta l’assiuolo durante la pioggia? 811

 

Una religione come il cristianesimo, che predica l’estremo, ha finito per trovarsi all’estremo opposto. 812

 

Un treno su cui mi piacerebbe viaggiare è quello di King Kong. 813

Borghesi. Con il nostro mastodontico giro di affari possiamo decidere i sogni del mondo. 814

 

Ciò che resta di noi in cento anni. In mille anni. In diecimila anni. In centomila anni. In un milione di anni. 815

 

Un essere che produce tanti escrementi dev’essere proprio malato. 816

 

Fare un esperimento della propria vita. 817

 

Da morto non conta più nulla, dopo una vita a contare di meno. 818

 

Potevamo realizzare il sogno dei Greci, una conoscenza smisurata del mondo. 819

 

Nel nostro mondo vecchi e bambini non contano nulla. 820

 

Un insetto campa poco da molto tempo, noi molto da poco. 821

 

Chi vi assicura che un cane non pensi dell’uomo “Gli manca solo l’abbaiare”? 822

 

Siamo mangiatori di polli spennati vivi, appesi al nastro della spennatrice. 823

 

Nella nostra civiltà progredita Kleist si butta da un ponte con la fidanzata, Van Gogh si spara e Marina Cvetaeva s’impicca. 824

 

Avete mai visto una formica mangiare? 825

 

Impossibile mantenere in piedi le nostre città senza distruggere tutto il resto. 826

Cristo non aveva una buona reputazione. 827

 

L’eleganza di stile è inutile se bisogna arrabbiarsi per affermare il vero. Pico. 828

 

La luce di candela si consuma, la luce elettrica consuma. 829

 

Mica a Eratostene veniva imposta la ricerca scientifica dalla regina d’Egitto! 830

 

Fa felice il ricordo del giorno uno sguardo di donna. 831

 

Pietà per le nuove generazioni, mai sapranno cosa vuol dire vivere senza macchine e senza l’imbonimento dei media. 832

 

Distici elegiaci a un grillo notturno. 833

 

Missa Luba. 834

 

Il paraurti di una macchina vale per costoro più di un cane. 835

 

Dante non è riuscito a immaginare un girone d’inferno come la nostra città. 836

 

Se sei sazio di diritti non hai fame di giustizia. 837

 

Ho i soldi, dunque sono. 838

 

Basta una maggioranza a promuovere leggi contro l’economia della terra. 839

 

La maggioranza ha l’istinto del proprio danno. 840  

 

Fare l’ingiusto facendo il giusto o fare il giusto facendo l’ingiusto? 841

I dinosauri non avevano strade, così hanno potuto lasciarci le loro impronte. 842

 

Che ne dite, amici? Lo ammettiamo questo Tolstoj nella nostra compagnia? 843

 

Privi di memoria storica, gli americani scoprono ogni tanto un nuovo tipo di acqua calda. 844 

 

L’aforisma si prova a farlo diventare proverbio. 845

 

Scopo dell’uomo. Sempre più umano. 846

 

La morte è un dato statistico. 847

 

Noi i nostri padroni li vediamo solo in televisione. 848

 

La scienza non sa che farsene della conoscenza che le mie dita hanno del pianoforte. 849

 

Combattevamo, cari illuministi, la retorica e la saccenteria di preti e accademici, per trovarci tra i piedi quella di scienziati e giornalisti. 850

 

Dillo chiaro e tondo, scienziato, non tu decidi le tue conoscenze, ma la tua azienda. 851

 

Egizi e Aztechi spaventati che il giorno dopo non sorgesse il sole. 852

 

Dice e non dice, così sarà punito più di chi dice e più di chi non dice. 853

 

Non fidatevi, parla con voce né alta né bassa, né lenta né svelta, né piano né forte. 854

Siamo sicuri che un insetto sia meno autocosciente di noi? 855

 

Meraviglia la tecnica, ma non si meraviglia. 856

 

L’autocoscienza è presente anche nei sogni, ma è impotente, non può neanche decidere quale sogno sognare. 857

 

L’istinto non è un concetto scientifico, è ideologico. 858

 

Non accettiamo la morte, pensiamo ad allontanarne il pensiero. 859

 

Non devi, attore, caricare di significati i tuoi gesti, altrimenti il dio trova il posto occupato. 860

 

Barba rifiuta le grandi platee. Lì mormorii e fruscii non possono sorprendere gli spettatori sprofondati in poltrona. 861

 

Occasioni per scrivere una poesia al minimo storico. 862

 

Verrà la morte, Pavese, e non avrà neanche gli occhi, li abbiamo persi. 863

 

Potessimo almeno urlare come Isaia, senza essere presi per pazzi. 864

 

Con le sue unghie corte non sembrano belle le sue dita, ma al pianoforte sembrano quelle di una dea. 865

 

Il soddisfacimento dei bisogni artificiali è inversamente proporzionale al soddisfacimento dei bisogni naturali. 866

 

Se un autore fosse unico e irripetibile, non avrebbe bisogno del copyright. 867

 

Tutte le notizie del mondo non fanno il pettegolezzo con il tuo dirimpettaio. 868

Il comportamento individuale è tendente allo zero del comportamento di massa. 869

 

Il racconto si è trasferito nella discarica di cinema, televisione e fumetto. 870

 

Bisogno naturale non necessario. Epicuro. Oh, poche ore di felicità e tanti giorni di tormento! 871

 

Hanno deriso il nostro vestire a lutto, già ridiamo dei loro funerali. 872

 

Che colpa ha Leopardi se è pessimista? 873

 

Non è simbiosi cavallo e cavaliere. 874

 

Machiavelli frequentava le osterie, lì di politica si capisce meglio che nelle corti. 875

 

Protetto dalle guardie del corpo non rischi pesci in faccia. 876 

 

Parli difficile? Più facile mentire. 877

 

Se muore un cittadino si libera un posto. 878

 

Chi è diverso da loro è un’offesa. 879

 

Se Adorno non ha capito il jazz, il jazz non ha capito Adorno. 880

 

Bestemmie fatte passare per libero pensiero. 881

 

Ai padri non resta che constatare l’abisso che li separa dai figli. 882

 

Non sapranno distinguere le proprie idee da quelle altrui. 883

 

E' come voler studiare le abitudini di un cane dopo averlo spaventato appendendogli alla coda una vecchia padella.  Jean-Henry Fabre . 884

 

Sarà facile a che miliardi di uomini abbiano le stesse opinioni di chi le impone. 885

 

Come se Gesù Cristo avesse espresso delle opinioni! 886

 

Moltiplicatevi e riempite la terra in progressione geometrica. 887

 

Indagare sulle cose divine è bello, ma ne hanno fatto un corso di studi universitari. 888

 

A parte la Vergine Maria, conosco solo madri atterrite dall’aver partorito un Nietzsche, un Baudelaire, un Rimbaud. Non lo avrebbe preferito banchiere la madre di Pasolini? 889

 

La possibilità di comunicare immediatamente con tutti gli uomini del pianeta finita in mano a quatto o cinque sporchi affaristi. 890

 

Non si capisce come l’essere superiore della terra abbia smarrito i meccanismi di autodifesa presenti anche nelle specie più umili. 891

 

Addomesticare il maggior numero di persone al minor numero possibile di gusti. 892

 

Ci esortano a non buttare nella spazzatura le schifezze che producono. Glie le buttiamo in faccia? 893

 

Beh, Voltaire, ci siamo liberati dei pregiudizi e delle superstizioni per cui ti sei dannato l’anima. E ora? 894

 

Nessuno si scandalizza se bombardano inermi città, tutti si scandalizzano se si manifesta contro. 895

 

Sono contento di abitare il più lontano possibile dall’ospedale più vicino. 896

Se ai capitalisti non va bene un governo, non scendono in strada a protestare, fanno crollare la borsa. 897

 

Ciò che conta nei sogni può non contare da svegli. Ma cosa conta di più? 898

 

Si crede più alla scienza che alla propria coscienza. 899

 

I bisogni di un eremita sono presi per attentati alla sopravvivenza della megasocietà. 900

 

Dietro l’alfabetizzazione c’è il cinismo del colono che deve sbarazzare il terreno per una nuova cultura. 901

 

Che pensieri può avere uno che ha gusti musicali così bassi? 902

 

Enorme larva d’insetto col posteriore a forma di testa di serpente. 903

 

Miriadi di notizie, ognuna la copia dell’altra. 904

 

Che le verità in logica e in matematica possano avvicinarsi a verità universali, non vuol dire che siano quelle di Dio. 905

 

Che pace possiamo attenderci da chi la promette armato fino ai denti? 906

 

Ti viene incontro il gatto perché tu gli apra la porta ed è l’istinto, ti viene incontro tuo figlio per lo stesso motivo ed è l’intelligenza. 907

 

Per costoro gli animali non sono altro che risorse energetiche. 908

 

Cure parentali estorte alle mamme e affidate allo Stato. 909

Valori di bottegai assurti a valori universali. 910

 

Sono ancora padroni del cielo, Aristofane, gli uccelli? 911

 

Non perdiamoci in chiacchiere, costoro preferirebbero che facessimo studi sui loro loghi aziendali. 912

 

Ci hanno espropriati delle nostre conoscenze per affidarci a quelle della loro scienza. 913

 

Non possiamo controllare alla fonte le notizie, sono in mano a un unico potere. Guardiamo il mondo da un unico punto di vista. 914

 

Della megasocietà non colpisce tanto l’avidità e l’edonismo, comune a tante altre società del passato, quanto la presunzione e la superbia. Neanche l’uomo di Babele era giunto a tanto. 915

 

Viene riconosciuto solo il prodotto che può essere messo in commercio. Chi consuma i prodotti del proprio orticello è un parassita. 916

 

È un ostacolo al sistema la molteplicità di lingue e dialetti, facciamo che chi li parli se ne vergogni. 917

 

Sempre meno cose, sempre più prodotti. 918

 

La conoscenza ha perso la felicità di conoscere. 919

 

Beati gli elefanti, non hanno il diritto di voto. 920

 

Il calore del nido di un uccello è incomparabile con la temperatura in gradi centigradi. 921

 

Cos’era, Silvio, l’età dell’oro? Il paradiso terrestre? Non era il tempo della naturalezza dell’uomo? Appena Adamo ed Eva si vergognano di essere nudi, diventano innaturali. 922

Sradicati dalla natura e imprigionati nelle nostre città crediamo di bastare a noi stessi. 923

 

Novalis sognava una chimica ben diversa. 924

 

Una mosca morente ai primi freddi d’autunno accetta la malattia e la morte con più saggezza di noi. 925

 

In inverno la gazza sposta il nido da un ramo a un altro se quello su cui era stato costruito si sta seccando. 926

 

Meno male, pare che sull’autocoscienza degli animali non si possano fare esperimenti tanto facilmente come sui follicoli piliferi. 927

 

Non è la grazia della marionetta di Kleist la stessa che sognavano i Greci? 928

 

Disegnare una donna nuda è per costoro più scandaloso che portarsela a letto. 929

 

Grave, in città non si sentono i propri passi. 930

 

Disse che la canzone era bella, bellissima, e che perciò non era commerciabile. Billie Holiday. 931

 

I nostri detersivi sporcano più di quanto puliscano. 932

 

Corpo vuoto. Oggetto di medici, scienziati, dietisti, psichiatri, terapisti, estetisti, produttori e mercanti di cosmetici, di vestiti, di scarpe. Ancora autosignificante, Silvio, il corpo? 933

 

La grazia di un ballerino sfuma in estetismo appena si compiace di se stessa. 934

 

L’estetismo è il colmo dell’affettazione, la grazia il colmo della naturalezza. 935

Civile, civiltà, civilizzazione, vuol dire cittadino, o no? 936

 

Tra innumerevoli notizie ci propinano solo quelle che contribuiscono a formare un’opinione pubblica. 937

 

Anche un dio incosciente non avrebbe concesso più di un macchinario ogni mille abitanti. 938

 

Guazzare nel mosto, come moscerini, con le stesse opinioni, gli stessi ideali, gli stessi gusti. 939

 

Solo la poesia ci permetteva di parlare con dignità delle stelle. Le stelle, ragazzi, non sono che esplosioni nucleari. 940

 

Leonida da Taranto, Camillo Sbarbaro, umili briciole, umili trucioli, umili licheni. 941

 

Incravattati. Si vergognano di me senza cravatta quando sono io a vergognarmi di loro. 942

 

Artaud, un teatro pericoloso. 943

 

Ciàule. Dare un nome alla taccola? Una volta lo suggeriva lei. 944

 

Non l’artista sceglie la propria opera, ma il pubblico che ha scelto il produttore. 945

 

Studiano il comportamento degli animali in cattività; perché non vanno in carcere a studiare quello dell’uomo? 946

 

San Francesco parlava con gli uccelli. Pure io. 947

 

Lennie Tristano si rifiutava di parlare coi giornalisti. Anche Dürrenmatt. Chi altri? 948

Si occupano della funzione dell’arte davanti al moribondo. 949

 

Un bambino che maltratta un animale bisogna picchiarlo. Lo dice Ceronetti. 950

 

Credevo di insegnarle i trucchi del sesso e sono finito suo alunno. 951

 

Ho il potere di parlare con una gazza, che me ne faccio della libertà di parola? 952

 

Non aveva diritti la donna, ma, angelo o diavolo, era sacra. 953

 

Costoro provano a dare un ismo al sessantotto. 954

 

Il pipistrello è rimasto con le ali accartocciate sulla testa. 955

 

Agivano gli uomini, non gli enti. 956

 

Oh, mio Dio, non si tratta di rivelazioni celesti! Bernanos. 957

 

Parrà un’impresa folle alzare la voce contro coloro che comandano. Dico folle, non eroica e neppure onorevole. Bernanos. 958

 

Possibile, Lorenz? Ti fai intrappolare dal quiz di un giornalista? 959

 

I profeti pensavano anche alla forma? Sicuramente vi pensava la Pizia. 960

 

Silenzio privo di mistero in banche e supermercati, silenzio sospetto come in covi di ladri. 961

 

Athene noctua cammina come un muride, veloce e ricurva in avanti. 962

Ciò che avveniva in milioni di anni lo si fa avvenire in un mesetto nei nostri laboratori. 963

 

Un unico dio, lo Stato, a scapito di tutti gli altri dei. 964

 

Negli antichi testi, egizi, biblici, non c’è ironia, neanche in Omero. 965

 

C’è del laido nella scienza, la psicologia. 966

 

L’ultimo macchinario diagnostico, non ridete, ragazzi, è sempre meno pericoloso del precedente. 967

 

Sterne sarebbe un sentimentale! 968

 

Si risparmiano perfino di pettegolare. Hanno delegato giornali, radio e televisione a pettegolare per loro. 969

 

L’essenza del jazz non è l’idea platonica del jazz, ma l’anima di Mingus. 970

 

Terra, inghiotti quello che è uscito da Te. Testo egizio. 971

 

La pratica del silenzio! Pitagora. 972

 

Ti concede il suo sesso, non i suoi occhi. 973

 

Dov’è un luogo rimasto sacro? 974

 

Per Artaud neanche uno che gli dicesse “Beato il seno da cui pendesti”. 975

 

Il riscatto dalla povertà dovrebbe basarsi sul disprezzo dei ricchi più che sull’espropriazione dei loro beni. 976

 

Piove. Bevono gli alberelli che ho piantato nel mio boschetto. 977

Erasmo europeo! Un insulto al suo pensiero. 978

 

Con la confessione il cattolicesimo controlla le coscienze; alla borghesia bastano spot, novità e notizie per controllare opinioni e pensieri delle masse. 979

 

Il teatro come istituzione immorale. Rilke. 980

 

Musil pronunzia un discorso in onore di Rilke, Valery in onore di Göthe. 981

 

Ignobile, per Göthe le insolenze subite da Kohlhaas sono argomento ignobile. 982

 

Meno male che nel mio paesino esistono ancora gatti randagi e che non esistono accalappiagatti. 983

 

Tanti morti, ma nessuna storia della loro morte. 984

 

Blake non aveva un editore. 985

 

La pazienza con cui veniva costruito un pianoforte o un violino era pari a quella di chi imparava a suonarli. 986

 

Senza protesi non si può nulla. Non sono protesi le macchine? 987

 

Solo se ti abbandoni, Pavese, solo se ti mostri nudo in tutto. Così finisci per apparirle un verme. 988

 

Non è il linguaggio di Platone quello che Kleist fa rivivere col suo teatro delle marionette? 989

 

Dov’è andata a finire tutta la forza che c’era nei canti popolari? 990

Per raggiungere la santità bisogna imparare a essere abbandonato da tutti. 991

 

Presunzione. Equilibrare, programmare, pianificare animali e piante di un bosco! 992

 

Diogene Laerzio: la ginnastica consisteva nell’impastare, macinare, lavare, trasportare. 993

 

I pipistrelli schioccano veloce la lingua sui denti. 994

 

Dopo aver programmato ogni territorio, programmano la propria rovina. 995

 

Non si può essere poeti senza insofferenza per la società attuale. Cristina Campo. 996

 

Una raccolta di pensieri di uomini in punto di morte. 997

 

Anche i moribondi vengono messi a tacere. 998

 

Se proprio si vuol valutare una civiltà, è il suo senso della morte.999

 

Osano attentare alla conoscenza con un sistema filosofico! 1000

 

La tecnologia doveva essere trattata coi guanti. 1001

 

Non sappiamo quasi nulla dei Traci. 1002

 

Non sappiamo qual è la destra e la sinistra, il sotto e il sopra, il prima e il dopo, solo l’utile conosciamo e per utile intendiamo l’immediato. 1003

 

Lasciare un figlio erede di che? 1004

Ha ancora tempo l’uomo per diventare una ricchezza per la natura così come la natura è una ricchezza per lui? 1005

 

Natura è anche la gratitudine dei gattini quando li accarezzo. 1006

 

Secondo Ippocrate i mali naturali sono divini. 1007

 

Peggiore il medico della malattia. 1008

 

Per parlare di gente volgare devi essere volgare oppure, come Dante, mandarla all’inferno. 1009

 

Gli uccelli sono gli animali più allegri. Leopardi. 1010

 

Ci sono ancora cose di cui gli uomini non hanno mai osato parlare. 1011

 

Le dita di un pianista muoiono più delle dita altrui. 1012

 

Andare in vacanza è cambiare padrone. 1013

 

Siete sicuri di trascorrere una giornata proprio tutta vostra? 1014

 

Lo sa cosa sta facendo il Bembix quando s’imbratta di polline? E lo sappiamo noi quando deviamo un fiume? 1015

 

Terribile, il logos si è fatto carne! 1016

 

E falsa sia ogni verità che non sia accompagnata da una risata. Nietzsche. 1017

 

Chi assiste un sofferente non deve essere ringraziato, lo deve ringraziare. 1018

 

La terra è una trottola attorno al sole, avremo sempre orologi da rimettere. 1019

 

La dinamica aristotelica era una teoria generale del mutamento, comprendente il moto locale, il mutamento qualitativo, la generazione e la corruzione, e forniva una base teorica anche alla teoria delle arti magiche. La dinamica di Galileo e dei suoi successori si occupa del solo moto locale, e anche in quest’ambito solo del moto locale della materia. Altri tipi di moto sono messi da parte con la promessa (risalente a Democrito) che il moto locale riuscirà alla fine a spiegare ogni moto. Paul K. Feyerabend, Contro il metodo, Milano 1980. 1020

 

Puoi anche chiavare, amica mia, con la sigaretta in bocca, ma non partorire. 1021

 

Alla fine dei tempi caccia alle streghe ai giornalisti. 1022

 

Non ignoro i pregi di questa macchina, ma avrei vergogna a servirmene.
Chuang Tze
 1023

 

Pur di seguire le mode, non sanno soddisfare neanche i propri desideri. 1024

 

Per costoro la vittima soffre di vittimismo e il perseguitato di mania di persecuzione. 1025

 

Se non sai parlare con gli occhi, meglio che ti tappi la bocca. 1026

 

Sui bonsai non nidificano gli uccelli. 1027

 

Il diritto di sfamarsi e dissetarsi viene messo sullo stesso piatto del diritto al divertimento. 1028

 

Il morso di un uomo digiuno provoca gravi ferite, di difficile guarigione. Eliano, IX 15. 1029

 

Le antiche città producevano schiavi, le nostre producono disoccupati. 1030

 

La pace era ascoltare lo stormire di foglie. 1031

È morto Felice Pignataro, del quartiere napoletano Scampìa. No, ragazzi, non è morto, sapeva che i ragazzi casinari sono amati dagli immortali più dei ragazzi per bene. 1.032

 

Letto in quattro e quattr’otto il libro di Shelley, Franckenstein. Provate a cambiare la parola Frankenstein con la parola scienza: è innocente, ma non ha la coscienza a posto. 1033

Non il Neocene, è l’Antropocene la nostra era geologica. 1034

Meglio rispondere al miagolio di un randagio che al telefono. 1035

 

Qualsiasi idea contraria al potere può essere accusata di terrorismo come una volta qualsiasi idea contraria al potere poteva essere accusata di ateismo, apostasia, sacrilegio, eresia. 1036

Meglio farsi governare da chi ha la forza fisica, come un cavaliere del medio evo, che da un vecchiacone con la bomba atomica. 1037

Le radio sono libere, trasmettono anche Zappa, ma a notte fonda, quando tutti dormono. 1038

 

Tutti innocui al potere, anche noi affamati di giustizia. 1039

 

Sì, Elisa, c’è dignità in un cane che orina. Se abbiamo scelto il cesso per orinare, l’abbiamo scelto anche per vivere. 1040

 

Il sole è tramontato, la ☾sta sorgendo, il tempo sta e ho trovato pure il simbolo della ☭, utile come spaventapasseri. 1041

 

Sì, Francesco Dezio, via da qui. 1042

- Adorno ha detto che dopo Auschwitz non ci sarebbe stata più arte, il progresso artistico gli ha dato torto.

- È vero, già in un cesso si nota l’evoluzione artistica nel disegno del water. 1043

 

È come se Dio si preoccupasse di cosa ne pensa un formicaio. 1044

 

C’è anche il partito delle macchine pensanti e non pensanti. Se l’intelligenza non si commuove è stupida. Capìto che una macchina non si commuoverà mai? 1045

 

Il voto è quanto di più stupido abbia potuto inventare una scuola. Non è Dio un autodidatta? 1046

 

Tutta la cosiddetta civiltà industriale è in genere la più volgare forma di esistenza che si sia avuta fino ad oggi. Nietzsche. 1047

 

Se si sostituisse il Crocifisso con la bandiera americana non cambierebbe nulla nell’attuale senso comune dei cristiani. 1048

 

Infelici i gatti di città. Gli uomini hanno deciso che gli animali devono adattarsi alla città, non viceversa. 1049

 

Come mai si spezzano impunemente rami e si graffiano tronchi d’alberi mentre nessuno, neanche un bambino, si permetterebbe di graffiare una macchina? Troppo umana la morale. 1050

 

Le macchine non servono né alle amebe né alle balene, servono agli uomini, e solo a una parte degli uomini. 1051

 

Il solo farne parte è un’ingiustizia. Adorno. Dunque, l’unica giustizia possibile è lasciare tutto e ritirarsi in una grotta. 1052

 

La forza era sollevare un peso, ora è mostrare la propria auto. 1053

Gli uomini hanno adesso la libertà di parola, ma non hanno più nulla da dire. 1054

 

La pubblicità non osserva il minuto di silenzio. 1055

 

Il calzolaio misurava i piedi, l’industriale le scarpe. 1056

 

No, non c’è neanche la voce di un Pasolini. Tutto tace. 1057

 

In questo mondo l’anima è sprovvista di conoscenza, tranne quando è ormai in punto di morte; in quel momento fa un’esperienza analoga a quella provata da coloro che si sottopongono all’iniziazione ai grandi misteri. Plutarco, fr. 178. 1058

 

Bello un grattacielo? Vedo bella una casa, un pagliaio, un nido, una ragnatela, non una torre di Babele. 1059

 

Illusione che la ragione abbia potere, solo il potere ha ragione.  1060

 

Noi gatti potremmo far valere i nostri diritti se possedessimo la bomba atomica. 1061

 

Più che una scienza, la sociologia è diventata un centro di documentazione poliziesca. 1062

 

Dov’è che Giordano Bruno dice che l’uomo non è l’essere più saggio e che ci sono animali saggi almeno quanto lui? 1063

 

Sembra che gli uomini non riescano a conoscere nulla con la propria vista, udito, tatto, fiuto, gusto, devono aprire un libro, un giornale, accendere un aggeggio, e cioè nessuna conoscenza. 1064 

I ladri rubano per procurarsi da vivere o per altro. Il ristoratore o il negoziante che li accoglie nel proprio locale e accetta il loro denaro, ben sapendo come se lo son procurato, è un briccone quasi quanto i suoi clienti. Letto in Mandeville. 1065

 

Gli esperimenti sul comportamento degli animali si riducono a far premere pedali. Con noi gatti non ci provano,  ci ritengono, noi fortunati, animali poco intelligenti. 1066

 

Se Dio ha creato il gatto perché l’uomo possa immaginare di accarezzare una tigre, ha creato l’uomo perché il gatto possa strusciarsi alle sue gambe. 1067

 

Per fare arte ci vogliono investimenti e un pubblico pagante, per il resto qualsiasi fesseria avrà successo. 1068  

 

Non più musica tragica (e se vi dicessi che la musica di Zappa è tragica?). 1069

 

Ornette Coleman ha prodotto il rumore di una fabbrica con un sassofono ed è musica, costui ha prodotto musica d’elicotteri con un quartetto d’archi, ed è rumore. 1070

 

Grave, molto grave, non ci sono bambini tra il pubblico. 1071

 

Impossibile l’eroe nell’era della bomba. 1072

 

Mangiamo animali macellati in catene di montaggio, da spennatrici, da pelatori, da scuoiatori, carne sotto vuoto, in bella mostra nei supermercati. Tali animali, materia prima dei macchinari, non vengono sacrificati ad alcun dio. Se per essi non c’è alcun urlo di vendetta, il nostro Dio è inerme. 1073

 

Che il piacere sessuale sia effimero, l’avevano capito sapienti, monaci ed eremiti. Cosa ne resta? Il dogma della selezione sessuale. 1074

Basta guardare un fossile di qualche centinaio di milioni di anni fa e tutto il catafalco dalla filosofia occidentale degli ultimi secoli crolla su se stesso. 1075

 

I ricchi sono sempre esistiti, solo che non sono mai stati tanto schifosi come oggi. 1076

 

La fisica delle particelle con le teorie che vi stanno dietro somiglia più a una scommessa sul funzionamento di qualche aggeggio che a una conoscenza. Stiamo scherzando con l’ambra. 1077

 

Ha aperto un negozio di critica letteraria. 1078

 

Dannazione, deve essere proprio un peccato originale, discute ancora sull’intelligenza degli animali invece che sulla propria. 1079

 

Ai bambini non fanno vedere i morti. 1080

 

Non denigrare i baffi, il dio dei gatti potrebbe offendersi. 1081

 

Linguaggio segreto dei sacerdoti egizi, noi di scienziati, burocrati e massoni. 1082

 

Sguardo di adolescente s’interroga d’amore. 1083

 

Era già un luogo comune la saggezza di un Orazio? 1084

 

Ragazzi, non fidatevi degli artisti borghesi, non sono mai del tutto sinceri. 1085

 

L’immortalità dell’uomo non gli basta, costui vorrebbe pure quella dell’umanità. 1086

 

È impossibile che tanti miliardi di uomini possano ottenere quanto promettono costoro. 1087

Cadeva musica la pioggia. 1088

 

Il capitalismo illude lo schiavo di essere padrone del proprio stato. 1089

 

Come se occuparsi dei Greci fosse una cosa innocua! 1090

 

Asor Rosa non ha un buon amplificatore oppure non sa fare la voce grossa. 1091

 

Sfaticato e stupido il povero, intelligente e laborioso il ricco, mai società era scesa più in basso. 1092

 

È necessaria la danza per sperare nella visita di qualche dio. 1093

 

Se Dio ci ha fatti a propria immagine e somiglianza non ci pro-verà più. 1094

 

Per fare bene l’insegnante bisogna, come Socrate, farsi condannare a morte. 1095

 

L’idea che ho di Dio? Di uno che se la ride. 1096

 

Per capire il mare non basta andare a fondo, bisogna affondare. 1097

 

Un cucciolo di cane geme nella notte. Non lo ascolta il vento, non lo notano le stelle, solo un uomo potrebbe soccorrerlo. Oh, dignità dell’uomo! 1098

 

Ora Allah, se mai decide di parlare, non ha l’abitudine di parlare con gli scienziati. Dürrenmatt. 1099

 

Sta diventando a poco a poco un’indecenza tutto quello che ha il coraggio di spacciarsi per cristiano. Dürrenmatt. 1100

Sanno le femmine di altri animali introdursi il membro? 1101

 

Secondo costoro chi si ammala è colpevole. 1102

 

Per andare dal Canada in Alaska basta scavalcare il 140º meridiano. 1103

 

Siamo farfalle, il successo ci brucia. Orfeo. 1104

 

Che l’uomo abbia bisogno di un redentore l’ha capito subito. 1105

 

Schifoso, l’unico posto dove si può urlare è in borsa. 1106

 

Proporrei a Kant di riconsiderare tutta la questione ponendosi dal punto di vista degli insetti. 1107

 

Dionisodoro! Si vantava che nessuno aveva mai ascoltato la sua musica. 1108

 

Non si prende in considerazione il Fedro di Platone là dove si parla di conoscenze da delirio o da mania. Ah, miserabile filosofia degli ultimi secoli! 1109

 

Sarà difficile aggiungere qualcosa di nuovo a quanto detto da Adorno e Horkheimer sulla nostra società. 1110

 

Se stabilisci qual è la cosa più importante del mondo ne trovi sempre qualcuna più importante. 1111

 

Nell’idealismo il colore della gomma da masticare s’intona con quello del vestito. 1112

 

Il Rocci, ragazzina, sai che è lo stesso che usavo io da ragazzino? 1113

In punto di morte mi consolerà il pensiero di aver meritato il paradiso di cani e insetti più di quello di cristiani e musulmani. 1114

 

Per verificare l’ipotesi che il cane ha sei zampe, lo scienziato va in laboratorio a crearne uno. 1115

 

L’unico vantaggio dell’onanista è che non ha le corna. 1116

 

I marxisti dicono ai padroni dateci quello che è di tutti, gli anarchici non rompeteci altrimenti ve le rompiamo. 1117

 

Costoro chiamano col nome di museo i luoghi di raccolta di refurtive a spese della natura e di vetuste civiltà. 1118

 

S’è mai posto qualche diritto internazionale il problema di re-stituire i territori ai nomadi? 1119

 

Il popolo era libero di parlare la lingua di propria creazione, il dialetto. La borghesia ha imposto la lingua nazionale dello Stato e quella universale del mercato. I popoli sono diventati massa. 1120

 

La conoscenza può diventare notizia, non la sapienza. 1121

 

Al potere importa che la massa resti ignorante. 1122

 

La tecnologia era un mezzo, ora è un fine. 1123

 

L’inizio di Big Swifty scuote i sassi. 1124

 

I loro dei sono umili ed esterrefatti rispetto al nostro onnipotente unico Dio. 1125

 

Campiamo sì e no qualche secolo, che ce ne facciamo di una società che promette una vita più lunga e un futuro pieno di miracoli tecnologici? 1126

Se gli scienziati facessero esperimenti sulla propria pelle, sarebbero meno sospetti. 1127

 

Chi comanda ha bisogno di coglioni ubbidienti. 1128

 

Che società è quella che farebbe volentieri a meno di vecchi, malati e pazzi? 1129

 

In una piccola comunità puoi riconoscere (dalla fisionomia, dalla camminata, dalla parlata, dai gesti) a quali famiglie appartengono bambini, adulti e anziani. 1130 

 

Tentativo l’aforisma di scrivere contenuti senza forma o con la forma che si meritano. 1131

 

Si bombarda come l’insetticida l’insetto. 1132

 

La forza bruta è ora il potere economico. 1133

 

I figli del cittadino Caino hanno popolato la terra, non quelli del pastore Abele. 1134

 

Sempre meno per noi stessi, parenti, amici, vicini, sempre più per enti, associazioni, compagnie, imprese, partiti, ismi. 1135

 

Coraggio, Diana, non sei l’unica cosa bella a passare inosservata. 1136

 

Ci informano su tutto eccetto su ciò che ci interessa. 1137

 

C’è più differenza tra due paesini che tra due metropoli. 1138

 

Né presente né passato, viviamo nella promessa del futuro. 1139

 

Vedo salire sul patibolo re e regine, mai un capitalista sulla sedia elettrica. 1140

Il contadino piantava il salice per ottenerne legacci, non aveva bisogno dell’industria e del commercio delle corde. 1141

 

Il solo rumore che assorda la terra potrebbe far rimpiangere la più miserabile delle precedenti condizioni umane. 1142

 

Il potere è una forma di volgarità travestita di giustizia. 1143

 

I nostri luoghi sacri (monumenti, musei, cimiteri) sono fatui rispetto allo speco di San Benedetto o alla grotta di San Michele. 1144

 

Il sapere è diventato come un modello di macchina, il vecchio non fa parte delle radici del nuovo, va in discarica. 1145

 

Quelle di Cecil Taylor non sono note a casaccio. 1146

 

Civiltà dell’effimero, abbiamo il volo ma ci manca l’aria. 1147

 

La patria di costoro è dove stanno le loro ricchezze. 1148

 

Alla quercia non importa chi raccoglie le sue ghiande. 1149

 

Per il borghese non c’è salvezza, se ne frega. 1150

 

Appena sente parlare di istinto, il mio gatto s’innervosisce. 1151

 

C’è più volgarità nelle azioni che nelle parole volgari. Se le parole sono pietre, le azioni sono macigni. 1152

 

Il Merda di Pasolini e la Merdre di Barba. 1153

 

Se come marcia nuziale mi suonano Peaches En Regalia di Zappa, mi sposo. 1154

Del resto nessuna legge punisce l’omicidio commesso dai medici. Rorario. 1155

 

Il cervello della donna pesa di meno, dunque è senza scorie. 1156

 

Come se lo stato attuale delle cose fosse l’ordine naturale! 1157

 

Se non è anche una festa, non è una rivoluzione. 1158

 

Per vendere più carne, vietano fumo, alcolici e droga. 1159

 

Più facile trovare cibo e acqua nella savana che intrappolati nel traffico. 1160

 

Ma come si fa a chiamare scienziato chi ha inventato la bomba atomica? 1161

 

Betlemme si vanta di Cristo, Santo Domingo di Cristoforo. 1162

 

Parlano di libertà nei loro gironi d’inferno. 1163

 

Basta sollevare un sasso e osservare un mondo diverso dal nostro. 1164 

 

Solo l’ideologia ci separa dagli animali; qualsiasi umano si riconosce con gli stessi occhi, le stesse orecchie, lo stesso cuore, le stesse viscere di un mammifero. 1165

 

Appena mi ha visto, il gattino ha fatto un saltello di gioia, così ho provato a saltellare pure io. 1166

 

La specie più presuntuosa, ecco cosa ci distingue dagli animali, e Nietzsche ci mette in guardia dallo stesso concetto di specie. 1167

Siete così sicuri che nell’ambiente che ci siamo creati non abbiamo bisogno della comparsa di Fomalhaut? 1168

 

Il cristianesimo ha preferito l’ipocrisia e l’ateismo pratico del borghese allo zelo e all’ateismo teorico del comunista. 1169

 

La più grande invenzione tecnologica non m’impressiona quanto la scoperta dell’etimologia di una parola del mio dialetto. 1170

 

Che ce ne facciamo della giustizia se non c’è giustizia per animali, piante e pietre? 1171

 

La salvezza dell’uomo! Io inizierei col salvare gli insetti. 1172

 

Meglio le usanze obsolete del mio paesino che le feste di lavoratori, donne e innamorati. 1173

 

Dagli animali possiamo imparare a pensare senza parole. 1174

 

Sì, Marco, recente è lo specismo, la lente aberrante con cui guardiamo il mondo. 1175

 

Chiamiamo mete turistiche luoghi incontaminati, depredati dagli affaristi e profanati dai turisti. 1176

 

Oltre la velocità della luce! Così la corbelleria di tornare indietro nel tempo. 1177

 

Non capisco perché accettano la castrazione di un gatto e non quella di un uomo. 1178

 

Appena cerchiamo differenze tra noi e gli animali, incappiamo in astruserie come anima, intelligenza, coscienza, libertà, colpa. 1179

 

All’individuo non resta che difendersi da questa società. 1180

Dario Fo non ha rifiutato il Nobel. 1181

 

La rivoluzione avrà inizio quando si bruceranno le cravatte. 1182

 

Va a finire che quanto chiamiamo concetti non sono che parole; non sono già pronomi e congiunzioni categorie logiche? 1183

 

Ridicolo farne un dramma, ma è sempre un dramma la passione per una donna. 1184

 

Una verità assoluta? Il fumo fa male. 1185

 

I santi baciavano piaghe di infermi e lebbrosi; se la santità non è fuggita dalla terra, è ora di baciare un cane rognoso. 1186

 

Dopo la mia morte nessuno innaffierà le mie piante. 1187

 

Noi ricordiamo Cesare e Carlo Magno. Che ne sappiamo della memoria storica degli animali? 1188

 

La verità come convenzione sociale. 1189

 

Ore di lavoro al computer e ti ritrovi con un pugno di mosche. 1190

 

L’uomo scopre sul suo corpo un’escrescenza, una cisti, e corre dal chirurgo; l’animale la vede come una nuova parte del corpo e se la lecca. 1191

 

Muori e devi lasciare tutto! 1192

 

La morte di un albero è vita per insetti e funghi. Per chi è vita la nostra morte? 1193

 

La notizia è il reale e il reale è la notizia. 1194

Pronti a cercare nei tuoi vizi le cause della tua malattia. 1195

 

Sessantotto, sprazzo di luce nella civiltà borghese. 1196

 

Al contrario di un violino o di un pianoforte, gli aggeggi della tecnologia hanno una vita effimera. 1197

 

Non permettono di ritirarci nel deserto o in cima a un albero. 1198

 

L’amore, ragazzi, è un fenomeno chimico. 1199

 

La vile pecora sopporta il recinto meno del fiero leone. 1200

 

Ecco il mare! Possiamo qui scordare la città!  1201

 

Tutta la forza dei canti popolari rieccola in Zappa. 1202

 

Se Dio parla, non fa discorsi. 1203

 

Mosè, Romolo e Remo non si trovano in una cesta sul fiume ma in un cassonetto della spazzatura. 1204 

 

La ragione è soffocata dalle ragioni di mercanti e affaristi. 1205

 

Del pulcino di cornacchia non restano che quattro piume. 1206

 

Si son voltate a guardare chi guardavo delle due. 1207

 

Seminiamo su una terra coperta di rifiuti, raccogliamo rifiuti. 1208

 

La Vergine Maria ha preferito lo Spirito Santo a un coetaneo. 1209

 

Funesto nonbiodegradabile, anche tra i piedi del redentore quando tornerà sulla terra. 1210

Il professor Zolla è fuggito dalla città. 1211

 

È l’istinto della formica nel risalire il muretto da cui è caduta lo stesso del nostro nel continuare a sporcare e assordare la terra? 1212

 

Mimetismo! Insetti e farfalle portano vestigia di antiche stagioni. 1213

 

Pubblico pagante, come con la prostituta. 1214

 

Solo leggi scritte, dunque basta eliminare la carta. 1215

 

Un mare di notizie per nascondere quelle che ci interessano. 1216 

 

Farfalle, migliaia di anni a provare disegni sulle ali. 1217

 

Platone riesce ad essere poeta ragionando. 1218

 

La pace universale garantita dalla bomba atomica. 1219

 

La terra non si fida dei medici che vogliono curarla. 1220

 

Alberi profumati dell’Etiopia. 1221

 

Il televisore al posto del focolare domestico. 1222

 

Se pure Zappa giocherellasse, lo fa curando ogni particolare. 1223

 

Interessa qualcuno di voi il miracolo che si compie alla nascita di un insetto? 1224

 

L’ira della vittima è diventata reato contro il carnefice. 1225

Se appare un alieno sulla terra gli mostreremo subito il nostro regno dei cieli. 1226

 

Gli insetti sono più bravi di me nell’afferrare una femmina. 1227

 

Libertà di pensiero quando è diventato innocuo. 1228

 

Lo  Stato dà a tutti i diritti umani, ma poi li tratta da coglioni. 1229

 

Hanno ucciso un enorme coleottero davanti ai miei occhi. Quasi quasi rischierei la vita per lui. 1230

 

Per i Greci l’immortalità non è creare memoria? 1231

 

Da ospite a padrone della terra. 1232

 

Donne in borsa a urlare, a contar soldi in banca, per aria a guidare bombardieri, le chiamano conquiste della donna. 1233

 

Con rime e ritmi è più facile ricordare versi. 1234

 

Mai più il silenzio. 1235

 

Imprinting cittadino, ricordi di asfalto e cemento. 1236

 

Vogliamo a tutti i costi capirci qualcosa. 1237

 

L’arte vuole tempo, come la paziente natura. 1238

 

Delle tragedie greche non ci restano neanche le sacre rappresentazioni. 1239

 

Effimero. Subito dopo tu sei tu e lei è lei. 1240

 

Dopo avere ucciso la terra aspirano a non uccidersi tra loro. 1241

Non conosciamo i pensieri di uomini vissuti oltre sei o settemila anni fa. 1242

 

Salta di gioia se le propongo di guardare le stelle. 1243

 

La castità non è astenersi dal sesso ma dalla volgarità. 1244

 

Difficile comunicare novità interiori. 1245

 

Timidezza e vigliaccheria nei nostri migliori pensatori. 1246

 

Non sapremo distinguere tra un urlo e un rumore. 1247

 

Invece di strapparsi i capelli vanno a curarsi la calvizie. 1248

 

Ci sarà qualcuno che racconti com’era il cielo notturno? 1249

 

Scrivere come in punto di morte. 1250

 

Abituano i bambini ad avere ragione, non a cercare ragioni. 1251

 

Parliamo la lingua di Manzoni, così non capiamo quella di Leopardi. 1252

 

Talmente abituati alla morte altrui, da considerare impensabile la propria. 1253

 

Urla soffocate dai sedativi. 1254

 

Liberaci, Signore, dal morire intubati in ospedale. 1255

 

Gli antichi non avevano la dea comodità. 1256

 

Scontato che muoiano in vitro se nascono in vitro. 1257

Rossa la lingua dei pulcini di gazza. 1258

 

Un pastore guadagnava tempo stando fermo, noi lo perdiamo correndo. 1259

 

Da quando l’uomo si è insuperbito nei confronti della natura? Da quando ha inventato la ruota o da quando si è inventato l’anima? 1260

 

A onor dei ricchi potrei narrarvi la storia degli scacchi. 1261

 

Dare, offrire lavoro, come se il lavoro fosse un’elemosina. 1262

 

Chissà se Cristo riuscirà a trovare dei motivi per tornare alla fine del mondo. 1263

 

Indispettito di morire senza vedere l’ultimo modello di macchina. 1264

 

Morire contenti, io per aver piantato un bosco. 1265

 

Il crescete e moltiplicatevi era rivolto a un popolo di quattro gatti. 1266

 

Condizionati dall’orario. 1267

 

L’orologio è sempre sballato rispetto alla posizione del sole. 1268

 

Per la storia e la geografia non vi danno che cose false a forza di essere schematiche. Simone Weil. 1269

 

Come Ippocrate, erede della sapienza di generazioni di medici. 1270

 

Per educare qualcuno bisogna prima innalzarlo ai nostri occhi. Simone Weil. 1271

È un privilegio se il gatto mi aspetta davanti casa. 1272

 

Tutto inizia, tutto finisce nell’eterno divenire, ma l’apparizione dell’uomo non sta promettendo nulla di buono. 1273

 

Da quali luci erano attratte le falene prima della lampadina? 1274

 

Lotta tra Dio e Lucifero, bene e male, uomo e natura. 1275

 

Già fanno i nidi gli uccelli sugli alberi del mio boschetto. 1276

 

L’innocenza del bambino fa paura all’adulto. 1277

 

L’affamato di giustizia muore di fame. 1278

 

I politici sognati da Platone si rifiuterebbero di governare una società come la nostra. 1279

 

È finita per l’asino e per il mulo. 1280

 

Il pulcino di gazza espelle la cacca dal nido. 1281

 

Sopporta la crosta il peso di dighe, ponti e grattacieli? 1282

 

Tra i vermi che divorano il formaggio non c’è un colpevole. 1283

 

Credono di vivere felici in un mondo infelice. 1284

 

Il disarmante annaspare di un rondone caduto dal cielo. 1285

 

Salinger, classe 1919. 1286

 

La parola va scritta a proprie spese. 1287

 

La cacca ha perso l’essere da quando è nato il water. 1288

 

La parola ha vestito il mondo, è ora di spogliarlo. 1289

Un geco come ospite. 1290

 

Il capitalista è mortale, il capitale immortale. 1291

 

I passeri tedeschi non scappano alla vista di un bambino. 1292

 

Conoscenze confezionate. 1293

 

La gazza smemorata semina alberi. 1294

 

Sogno americano. Miliardi di persone con la cicca in bocca. 1295

 

E se volessi collegarmi con una mosca? 1296

 

I gabbiani pescano nel mare dei rifiuti umani. 1297

 

I bambini vengono cresciuti come bonsai, adulti in miniatura. 1298

 

Il moscerino dovrebbe valere qualche chilometro all’ora in meno. 1299

 

I bambini indisciplinati rifiutano la potatura, o no Salinger? 1300

 

Non è già volgare il numero degli uomini? 1301

 

Uno spettacolo che non vuole applausi. 1302

 

Politica a una dimensione, destra e sinistra, né alto né basso, né interno né esterno, senza profondità. 1303

 

La natura sono i documentari sulla natura. 1304

 

I mercanti del tempio non erano ambulanti. 1305

Il pudico giglio coltivato in impudiche serre. 1306

 

La storia dal punto di vista degli zingari. 1307

 

Fonti e sorgenti non conviene che siano sacre, altrimenti non si possono comprare, vendere, intubare e imbottigliare. 1308

 

La scuola è diventata un edificio. 1309

 

Asservimento di tutte le culture a una sola, anche l’ultimo a-borigeno indosserà la cravatta. 1310

 

Al gatto basta la coda per giocare. 1311

 

Rimpiazzabili come lampadine fulminate. 1312

 

Anche quando gli dei se ne andranno dalla terra, vorranno ancora inchinarsi davanti agli idoli. Dostoevskij. 1313

 

Ogni peccato sarà rimosso, purché sia stato fatto col nostro permesso. Dostoevskij. 1314

 

Nella natura non c’è nulla di ridicolo. Dostoevskij. 1315

 

La nostra società non sa raccontare nulla. 1316

 

Gli stati che hanno la bomba atomica sono ridicoli. 1317

 

La libertà non è soddisfare i bisogni, ma sapere quali. 1318

 

Mandiamo Einstein in una bettola a spiegare la sua teoria e vediamo come se la cava. 1319

 

L’artigiano sta bene in un museo. 1320

 

Sospetto un pensiero che non abbia la poesia dalla sua parte. 1321

Le campane non si sentono più. Orwell. 1322

 

Più soli tra la folla che da soli. 1323

 

La lurida mosca sta sempre a pulirsi. 1324

 

L’arte è diventata neutrale, né maschile nè famminile. 1325

 

Più santo Artaud di Padre Pio. 1326

 

Chi ha sganciato l’atomica su Hiroshima è una persona per bene. 1327

 

Più libero uno schiavo greco di un operaio della FIAT. 1328

 

Non c’è fame di giustizia dove tutto è giustificabile. 1329

 

Nei dialetti meridionali ‘cristiano’ significa ‘persona’. 1330

 

Dopo una vita innaturale non potremo invocare una morte na-turale. 1331

 

Topolino è arte per l’arte, non si capisce come si guadagna il pane. 1332

 

Lo cataloghi in un ismo ed è subito messo a tacere. 1333

 

Citare Čapek. 1334

 

Certo, Pascal, nell’uomo c’è qualcosa di sconfinato, l’abisso che lo separa dalle cose. 1335

 

I condriti considerati rametti, poi icnofossili. Non potrebbero essere disegni che l’argilla forma asciugandosi? 1336

 

Non sopravvivono in città i dialetti. 1337

Dal figlio accetta qualsiasi bravata, ma non che voglia farsi santo. 1338

 

Lei si meraviglia di come riesca ad apparire tanto desiderabile quando nello specchio si trova con mille difetti. 1339

 

Su strade cittadine devi dar tono alla camminata. 1340

 

Saper guardare, ossia dimenticare il nome delle cose che si vedono. Valery. 1341

 

Le ha spezzato il sorriso con uno sbadiglio. 1342

 

Pierre Barnave è morto a trent’anni. 1343

 

Le adolescenti ridono dei loro coetanei. 1344

 

Non è concesso al primo venuto di parlare degli animali. Fabre  1345

 

Sono ancora belli i tramonti romani? 1346

 

In caso di pericolo, pensiero e azione coincidono, proprio come negli animali. 1347

 

Il cantastorie tramandava storie, noi abbiamo la storia di Stato. 1348

 

L’etica kantiana basata sull’io penso cartesiano. 1349

 

E se le camminate lunari fossero un editto di Costantino? 1350

 

L’oggetto della psicologia è il soggetto. 1351

 

È talmente bella che ha sempre ragione. 1352

 

Zappa, come Dante, scrive in volgare. 1353

La ragione è bella solo quando gioca, in matematica e in logica. 1354

 

Le grandi città sotto la luna. Barba sorride triste. 1355

 

Masse ridotte in polvere dalle statistiche. 1356

 

Un moscerino color acquamarina. 1357

 

L’Europa, l’Asia, l’Africa, l’America, tutto il mondo è proprietà privata. 1358

 

L’estetica si occupa di aggettivi, la morale di verbi, la logica di articoli, pronomi, preposizioni e congiunzioni. 1359

 

Le religioni primitive non proclamano verità assolute. 1360

 

Il servo della gleba non guardava previsioni del tempo, le faceva. 1361

 

Necessaria la bellezza nell’arte ma non sufficiente. 1362

 

La borghesia ha ostacolato ogni progresso scientifico e tecnologico; ha promosso solo quello dei propri interessi. 1363

 

L’esaltazione non riguarda più la visione di un dio ma lo spirito del gregge. 1364

 

Vogliono eliminare la sporcizia dal mondo, ma scendono a patti con chi la produce. 1365

 

Con una pedata hanno messo a tacere un cane che abbaiava contro un amplificatore. Ma non dovevano darla all’amplificatore? 1366

 

La pubblicità non fa mai sciopero. 1367

Artaud s’è riappropriato della parola ma l’hanno messo in manicomio. 1368

 

La cultura non coltiva più nulla, parla di coltivazioni. 1369

 

Prima creava il mondo; adesso si è buttato sulla produzione. Karel Čapek. 1370

 

Subire con ordine e decoro, proibito mettersi le mani nei capelli. 1371

 

Il santo era anche un ribelle. 1372

 

Chiunque diventa cattivo in gabbia. 1373

 

Lo stivale delle sette leghe era più bello dell’automobile. Musil. 1374

 

Segno dei tempi il museo. Non è tutto un cimitero? 1375

 

Parlare dell’essere senza usare il verbo essere. 1376

 

Un’assemblea di mille imbecilli non fa una persona intelligente. Schopenhauer. 1377

 

Darei una multinazionale per una lucciola. Pasolini. 1378

 

Beati gli uomini nati prima della televisione. 1379

 

L’opinione, mal caduco. Eraclito. 1380

 

Alla morte ci pensano le pompe funebri. 1381

 

Permettono tutto, purché nulla abbia valore. 1382

 

È necessario convincere i macellai che gli animali non hanno coscienza. 1383

La filosofia dovrebbe stupire più che convincere. 1384

 

Se dormi, non gocciola il naso. 1385

 

Il diritto internazionale degli scarabei. 1386

 

Riprodurre fedelmente la realtà e ti accorgi che anche quella è un’interpretazione. 1387

 

Ce l’hai tu il rifugio antiatomico? 1388

 

Al pollo fa ridere il becco dell’aquila. 1389

 

Migliaia di anni per abituarsi ai vestiti, poche decine per abi-tuarsi alle macchine. 1390

 

Se non fa il politico, il capitalista se lo compra. 1391

 

Gli scritti sono i pensieri dello Stato; gli archivi la sua memoria. Novalis. Debord. 1392

 

Socchiudevano gli occhi come i gatti le stelle. 1393

 

Il tempo offeso dall’orario. 1394

 

Oh, movimenti degli strigidi! 1395

 

La tecnologia non sopravvive senza sventrare la crosta. 1396

 

Andare a piedi è sfidare le macchine. 1397

 

Nel mondo regna l’ordine, l’ordine poliziesco. 1398

 

Non si scherza coi fossili. 1399

 

I primi a uscire allo scoperto furono gli scorpioni, i primi adesso a scapparsene. 1400

Con quale cane non si può giocare? 1401

 

La dentiera fa brutti sogni. 1402

 

Da quando i coccodrilli non sono sacri, ne facciamo portafogli. 1403

 

Secondo Erodoto gli Egizi erano vegetariani. 1404

 

Alessandria insorse perché un soldato romano aveva ucciso un gatto. 1405

 

Il ciliegio viene dalla città di Kerasos. 1406

 

Il macellaio non è più un sacerdote. 1407

 

La matematica è bella perché c’è contraddizione. Simone Weil. 1408

 

Alla fine il re vale meno del pedone. 1409

 

I tentativi di mettere zingari, tuaregh e pellerossa alla catena di montaggio sono falliti. 1410

 

Se la Fenice non si lascia scorgere è per paura dell’uomo. 1411

 

Funziona tutto a meraviglia ma con l’incubo delle batterie scariche. 1412

 

Dall’acqua di Talete alla volontà di potenza. In filosofia non c’è  stato progresso. 1413

 

Il commerciante contrattava il prezzo, ora lo impone. 1414

 

Scandalose fanciullaggini ci attirano la loro invidia. 1415

 

È sempre la macchina che stabilisce che cosa deve diventare il corpo. Anders. 1416

 

L’avvenimento è una merce. Anders. 1417

 

Dato che il mondo ci è fornito in casa, non ne andiamo alla scoperta; rimaniamo privi di esperienza. Anders. 1418

 

La menzogna non ha mai posseduto uno strumento migliore: non mente più contro la realtà con l’aiuto di immagini false, ma con l’aiuto della realtà stessa. Anders. 1419

 

Sudiciume condiviso da migliaia è pulito.  Anders. 1420

 

Il concetto di progresso ci ha resi ciechi all’Apocalisse. Anders. 1421

 

Il terrore che attanaglia il teorico della scienza è quello di vedere un sapere all’opera che non sa dare ragione di sé, un sapere che funziona, senza dubbio, ma sembra funzionare su un abisso. Marco Maurizi. 1422

 

Il museo è l’esempio più eclatante della neutralizzazione della pittura. Marco Maurizi. 1423

 

Avete mai associato Galileo al Galileo? 1424

 

L’incredibile è che resta sempre il dubbio. 1425

 

Dio non ha amici. 1426

 

C’è una storia dei morti per amore? Gli arabi ne hanno una bellissima. 1427

 

Non sapeva che le leggi di mercato sono più forti delle leggi divine. Karel Čapek. 1428

 

Chi non si accorge della tua assenza non è tuo amico. 1429

 

Non potrai rifugiarti nella solitudine se non la sopporti. 1430

 

La personalità ineludibile dei gatti. 1431

 

Chi ha detto che non si può avere un animale per amico? San Tommaso? Ne capiva di più San Bonaventura. 1432

 

Ah ah, la dotta ignoranza! 1433

 

Come'è arrivato l'uomo a minacciare il proprio pianeta nel modo che oggi stiamo sperimentando? E di fronte a questa situazione ha ancora senso l'idea di progresso?  Vittorio Hösle , 1434

 

All’arrivo di un’auto il riccio si raggomitola invece di fuggire. 1435

 

Un’epoca che si vanta del progresso deve chiedersi quanto ne ha fatto per superare uno Stradivari. 1436

 

Basta che manchi la corrente elettrica perché le nostre abitudini vadano a gambe all’ aria. 1437

 

Hanno preso la via più facile: deificare Cristo invece di comprenderlo. Ceronetti. 1438

 

Se non vuoi rinunziare alla carne, devi macellartela con le tue mani. 1439

 

Questo scritto non ha il copyright, grazie, Debord. 1440

 

Tutto, Heine, è diventato vil plebe, anche Berlino. 1441

 

Non c’è società peggiore di quella in cui i più ricchi sono considerati i migliori. Cicerone. 1442

 

Nell’era della bomba addestrati a pensare che tutto va bene. 1443

 

Beckett , roba da fine del mondo. 1444

 

Gli animali si vedranno solo in bianco e nero, a colori, in primo e secondo piano, con commento e sottofondo musicale. 1445

 

Insomma, per parlare con qualcuno devi pagare. 1446

 

È possibile immaginare un luogo del mondo rimasto bello e incontaminato? 1447

 

Lei ha provato a mormorare le dolci fusa del gatto. 1448

 

 

ateo di quale Dio?

100 aforismi su Dio e non dio (2006)

                            ad Agnese Pignataro

  

Se Dio non esiste, esiste lo Stato. 1

 

L’idealismo ha deificato la storia, ma prende in considerazione soltanto la storia degli ultimi quattro o cinquemila anni, e solo quella dell’uomo. La storia insomma di un dio poppante rispetto a quella di trilobiti e insetti. 2

 

Dio trascendente uno in tutto, Dio immanente tutto in uno. 3

 

Quello che resta di religioso nella nostra megasocietà è idolatria, chiamatela pure moda, ideologia, opinione pubblica, libero pensiero, cultura, arte. 4

 

Il cristianesimo ha accettato il dio Stato fin dalle origini, fino a trovarselo tra i piedi come inesorabile rivale. Chi è dunque l’Anticristo? 5

 

Quando Dio parla per bocca degli animali, dei bambini, della Sfinge, della Sibilla, di Cassandra, dei deliranti, dei moribondi, dei miti, non basta una scrollatina di spalle come quando parla per bocca di filosofi e teologi. 6

 

Satana non è ateo. 7

 

L’ateo è sempre anticlericale, non viceversa. 8

 

Tante forme di ateismo quante forme di dei. Cristiani ed ebrei erano atei secondo i pagani. 9

 

Da quando la scienza  è stata asservita alla tecnologia è diventata un affare e agli affari contribuiscono i credenti e i non credenti, così si presta a far loro anche da feticcio. 10

 

L’ateo non bestemmia, è una bestemmia. 11

 

La ragione funziona sia nei credenti che negli atei. Chiamiamo allora Dioniso a giudice della questione. 12

 

Chi passa all’ateismo è un pervertito, chi passa alla fede è un convertito. Qui vale la ragion di stato. 13

L’ateismo nasce in città. I primitivi, i nomadi, i raccoglitori non sono né atei né credenti, così come né atei né credenti sono i bambini. 14

 

Anassimandro fu espulso da Atene per aver detto che il sole è un sasso. 15

 

La costituzione ha sostituito la fede in Dio. 16

 

Ah, se non avessimo il verbo essere! 17

 

Il topo di campagna sente, vede, immagina qualche dio, il topo di città lo impone. 18

 

Nessun potere può reggere se non ha qualche Dio che lo giustifichi. 19

 

Un infinito vuoto, dice Qohélet, un infinito niente, tutto è vuoto e niente. 20

 

Platone si chiede se la religione non sia una sorta di piedistallo per il potere, visto che un potere basato sulla sola forza apparirebbe più violento. 21

 

Facevano bene i Greci a pensare che nessun dio può determinare il destino di alcuno. 22

 

I credenti si chiedono come sia possibile avere dubbi sull’esistenza di Dio e l’ateo come sia possibile credere in certe fesserie. 23

 

L’ateismo prodotto dell’evoluzione! Enc. Einaudi, vol. II, p. 20. 24

 

Preferisco credere in diverse cose più che in una sola, preferirei parlare degli dei più che di questo mastodontico unico Dio. 25

 

Il laico ha la presunzione di stare al di sopra delle parti, non si accorge di starne dietro, a spiare lotte di credenti e non credenti,   pronto a raccoglierne le spoglie. 26

 

L’ateo ha la a privativa, non commetta l’errore di proclamarsi, il mentitore sta in agguato. 27

 

Se Dio non esiste è comunque un vuoto e un nulla da riempire. 28

Dio ha inventato l’inferno sul modello del carcere. 29

 

Sugli dei non ho alcuna possibilità di sapere né se esistono né se non esistono. Protagora (in Diogene Laerzio). Così dagli Ateniesi fu accusato di ateismo e le sue opere bruciate. 30 

 

Teodoro l’ateo, detto successivamente dio. Diogene Laerzio. I proseliti hanno sempre bisogno di un dio, anche se è ateo. 31

 

Se non hai fede in Dio sei inaffidabile. 32

 

Se Dio esiste se ne frega. 33

 

Veniamo dal nulla, prima di nascere non sapevamo di esistere. L’ateo ha il coraggio di pensare altrettanto dopo la morte. 34

 

Se Dio non fosse un redentore non saprebbero che farsene. 35

 

La teologia cristiana avrebbe risparmiato un sacco di carta se non avesse preso Dio per una persona. 36

 

Se ogni specie vivente credesse in Dio, anche un insetto avrebbe diritto al redentore. 37

 

C’è della presunzione nella fede in un unico Dio, a immagine e somiglianza dell’uomo. Più che l’autocoscienza, più che l’intelligenza e la ragione sembra essere la fede in Dio la qualità che distingue l’uomo dagli animali. Ma pare che alcuni etologi abbiano osservato comportamenti religiosi negli elefanti. 38

 

C’è un rito senza un dio? Attento, ateo, il tuo rito potrebbe diventare il taglio del nastro e il minuto di silenzio. 39

 

Per gli Ebrei gli dei altrui erano diavoli. 40

 

L’ateo ha la forza di riconoscere di non sapere dove appoggiare il significato del mondo. Se chiama la scienza in aiuto dovrebbe accorgersi che neanche essa sa dove appoggiarsi. Non è necessario invocare il teorema di Gödel per capire che neanche la logica e la matematica sanno dove appoggiarsi. 41

Infatti gli scettici erano accusati di ateismo. 42

 

L’ateo oppone una stoica resistenza alla tentazione di credere. 43

 

Chi è sospetto viene accusato di ateismo, Socrate, Anassimene, Bruno, o di terrorismo. 44

 

Per Voltaire senatori e cavalieri romani erano atei. Proprio come nobili, chierici, borghesi e capitalisti che son venuti dopo. 45

 

Il divino Platone. Il divino ateo Nietzsche. 46

 

Ci vuole del fegato nel dichiararsi atei in punto di morte. 47

 

Il capitalismo è ateo, ma dopo essersi impadronito delle risorse terrestri e umane si è accorto che, accettando ogni fede, superstizione o idolatria, può impadronirsi anche dei pensieri degli uomini. Per il borghese qualsiasi minestra fa brodo. 48

 

Un ateo attuale dovrebbe saper sputare sul taglio del nastro e rompere con un insulto il minuto di silenzio. 49

 

Con il capitalismo è scomparso il senso del mistero: tutto è conoscibile, tutto è utilizzabile, tutto è arraffabile, tutto è pensabile, tutto è tollerabile, tutto è violabile. 50

 

L’eretico veniva accusato di ateismo e bruciato vivo. Chi non accetta il sistema capitalistico non viene accusato di nulla, viene annullato. 51

 

All’imprenditore e allo schiavista non interessa se l’operaio o lo schiavo creda o non creda in Dio. 52

 

Ogni essere vivente era sacro o degno di qualche rispetto (fosse pure superstizione o idolatria), ora è solo utile, scuoiabile, triturabile, torturabile, sezionabile, confezionabile. Neanche un dio a cui essere sacrificato. 53

 

Le parole non designano le stesse cose di una volta: Dio non sembra più designare un signore con la barba, ma la bandiera di qualche Stato. 54

Pregava lo scontroso Eraclito? E l’irascibile Beethoven? 55

 

Il dio Stato non fa miracoli, li promette. 56

 

Dichiarare la propria fede con una crocetta sulla scheda d’indagine statistica. La scelta dovrebbe essere testimoniata col sangue. 57

 

L’assoluto è un dio immanente che si evolve, ha perso l’eterna immutabile presenza, si adatta benissimo al concetto di progresso, di scienza e di società capitalistica. 58

 

Abbiamo perso il senso del sacro, ma è sacrilego sputare su una bandiera nazionale. 59

 

Gli slogan dei manifestanti sono più che bestemmie; se a queste bastava un confessore, a quelli non bastano le manganellate. 60

 

Come noi crediamo ciecamente nell’ordinamento dello stato borghese, allo stesso modo un uomo del Medio Evo credeva in Dio. Con la differenza che un Dante poteva immaginare un inferno dove mandare i potenti dell’epoca, noi neanche una sedia elettrica su cui mandare un capitalista. 61

 

Se Dio non esistesse sarebbe tutto permesso. Dostoevskij. Infatti tutto è permesso. 62

 

Mettilo alla prova, chiedigli qual è la cosa più importante del mondo. L’incravattato che all’anagrafe si è dichiarato cristiano penserà tutt’altro che a Dio. 63

 

Semplice, l’universo esiste che lo pensiamo o meno, che esistiamo o meno. Chiamo a testimoni i trilobiti. 64

 

E le galassie continuano la loro corsa forsennata. 65

 

Più che “io sono” doveva dire “c’è”. 66

 

Se la creazione è il sogno di un dio, il petrolio dovrebbe essere la sua cacca e il diserbante il suo vomito. 67

 

Per i neopositivisti “Dio esiste” e “Dio non esiste” sono proposizioni insensate, non sono ‘protocollari’. Se vai a chiedere quali sono le proposizioni protocollari ti rispondono che sono quelle della scienza. Se vai a chiedere agli scienziati ti rispondono secondo le diverse discipline a cui appartengono, giù giù fino al grafologo.

Se Dio non esiste ne resteranno vestigia ovunque. 68

 

Se ci meravigliamo siamo pronti ad ammettere la cosa più meravigliosa. 69

 

Dio si meraviglia di ogni cosa che crea. 70

 

Si inferisce Dio come ciò senza cui non si spiegherebbero certi aspetti del mondo dell’esperienza. Ma è proprio necessario spiegarli con l’esistenza di Dio? Non si rischia di farne un uso secondo i bisogni dell’epoca? 71

 

La nostra megasocietà, a parte una sparuta minoranza di praticanti, è di fatto atea. E l’ateismo teorico? Bello discutere di Dio con un ateo, più bello che con un credente. 72

 

È ora di inventare una nuova parola per indicare Dio. Vado a cercarla tra i Nambikwara. Il Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe è diventato arteriosclerotico. 73

 

Dio era sempre presente nel quotidiano, dalla mattina alla sera, dalla sera alla mattina. Ora lo sostituisce il televisore. 74

 

Il timore della morte è un potente sostegno alla fede in Dio. 75

 

Se l’assoluto è Dio, Hegel ha scoperto l’acqua calda. 76

 

Il Bue Muto Tommaso? Le sue cinque vie utilizzano adesso il semaforo. 77

 

La teoria del Big Bang, al contrario di altre cosmologie, ha bisogno di Dio, ecco perché è quasi una verità di stato. 78

 

Vittima dell’illusione che la scienza empirica possa soppiantare ogni altra forma di conoscenza, il mondo si fida solo dell’andamento della borsa. Una fede scaccia l’altra. 79

 

A ognuno sarà dato secondo la propria fede. Bulgakov. Così nella bara gli hanno messo tra le mani il suo giornale preferito.80

Un popolo eletto da Dio! Già per Erodoto era una curiosità antropologica. 81

 

Che non capiamo tutto non vuol dire che ci sia Uno che capisca tutto. 82

 

Sarebbe bello sapere cosa ne pensa un abitante di Pegaso 51. 83

 

Se Dio è morto non è colpa di Nietzsche. 84

 

L’agonia di Dio è proporzionale alla deificazione dell’uomo; morto un dio se ne fa un altro. 85

 

La scienza è diventata un dio senza altare, ma sacrifica più esseri viventi di tutte le ecatombi delle epoche precedenti. 86

 

L’idea di Dio onnisciente è indispensabile per sapere cosa fa lei in questo momento, si starà pettinando. 87

 

In nessuna civiltà Dio si è prostituito col potere come nel cristianesimo. 88

 

Se sull’asfalto cresceranno le viole è un miracolo. Allora sì che po-tremo riprendere a credere in un Dio. 89

 

Se il Dio a cui si appella un presidente degli USA è lo stesso a cui si appella un moribondo, merita la sedia elettrica. 90

 

Il medioevale timor di Dio è diventato devozione incondizionata alle leggi dello Stato. 91

 

Tolstoj sì che pregava, sembrano pregare perfino i suoi romanzi. 92

 

La chiesa cattolica non scaglia più anatemi contro gli atei, è diventata atea. Non è da atei accettare la connivenza col sistema capitalistico? 93

 

Cristo non è cristiano. 94

 

Meglio credere nella verginità della Madonna che nell’esistenza dell’atomo. 95

Il Dio degli Eserciti è diventato il Dio della Borsa. 96

 

Al sacrificio degli animali sull’altare Cristo ha sostituito il proprio, così i cristiani hanno inventato i macelli. 97

 

L’ateo non sa dare ragioni alla propria esistenza, ma il credente non sa darne che di stupide. 98

 

Costoro se la ridono dei pellerossa che si disperano perché un ente di ricerca ha deciso di mozzare la cima a una montagna sacra per impiantarvi un telescopio. 99 

 

Il dio dei gatti potrebbe incazzarsi. 100

 

 

Cassandra

(1984)

 

Sempre più la musica perde in allegria e guadagna in contegno. Come fa una musica ad essere seria? Una musica col direttore? con spettatori che prendono appunti? Una corrente musicale invece di una musica che corre. Una forma che scavalca un’altra, come un nuovo detersivo, come un nuovo modello di macchina, sempre più nuovo e sempre più gracile, da consumare subito; neanche il tempo di farsi intaccare dalla ruggine o da un’affezione sentimentale. Una nuovissima forma, l’ultima, fino a mascherare il suono con l’atteggiamento di suonare. Col pubblico in devoto raccoglimento, ma non per pregare o ascoltare: la devozione non esiste più. Solo aspettare e vedere cosa succede dopo, un nuovo stimolo alla chiacchiera, alla ciarlataneria, al giornale quotidiano. 1

Non si canta più. Chi fischia il lilibullero, caro Merimèe? Anche solo per dare una risposta elusiva, come il buon curato Yorick? 2

Ogni cultura aveva il suo blues, le sue nenie, i suoi bassi ostinati, le sue tarantelle. 3

Guardavi in alto e le stelle erano attonite, e tu con esse. Ovunque adesso luci invadenti impediscono di guardare attoniti le stelle. 4

 

Potremo solo urlare. Ma chi sentirà la nostre urla? Sarà facile farle passare per rumori di macchine o di sirene. 5

 

Erano forse più infelici Stendhal e Kierkegaard per non avere, come noi con lo stereo, la possibilità di ascoltare il loro Mozart seduti sul cesso? 6

 

Bisogna organizzare una festa per cantare il blues. Ma come cantare là dove c’è un organizzazione?  Non più l’organismo, ma l’organizzazione! Non più il delirio delle Muse, al massimo un po’ di originalità. 7

 

Quando prendevo un minimo di stipendio non mi tremavano le mani mentre al bar giravo il caffè. 8

 

Caro Gogol, mai un pantalone a pennello, una giacca a pennello, sempre troppo stretto o troppo largo, non abbiamo la pazienza o l’indelicatezza di provare una decina di paia di scarpe. 9

La sincerità biliosa di Rousseau o quella di Cartesio, l’uno nel denudare i sentimenti e l’altro nel denudare la ragione. 10

 

In chiesa ho cercato lo sguardo di una ragazza che tornava dalla comunione e l’ho ottenuto. 11

 

Chissà se lei mi sta pensando in questo momento. Chissà che starà facendo lei in questo momento. Forse si starà guardando e accarezzando. 12

 

Le verità più lampanti non ci passano neanche per la testa. A che serve dunque conoscere la verità? 13

 

Più che razionale, l’uomo è un animale abitudinario. Ecco perché il processo d’industrializzazione inutile, anche a dispetto della bomba atomica, sono processi irreversibili. 14

 

Russell, questo contenitore di cent’anni di ricerche logiche. I suoi libri sono invenduti anche sulle bancarelle dell’usato e neanche in logica potrà dire la sua. 15

 

Non più filosofia, ma letteratura filosofica. Da tre o quattro secoli i filosofi (ma ha ancora un senso la parola filosofia?) si nascondono dietro romanzieri e artisti o arlecchini. 16

 

Eraclito l’oscuro parla ancora oggi. Cartesio, chiaro e distinto, non si distingue più nella massa dei filosofi d’accademia. 17

 

Odo finalmente la notte. 18

 

Una pineta invasa dai turisti, dalle tende, dalle schitarrate e gli animali impauriti da un’accozzaglia di voci e cattivi odori; dov’era la pace di ottobre? 19

 

Girare con lo sguardo senza muovere le pupille, come Montezuma o come le aquile. 20

 

Tutto ciò che si guadagna conversando si perde discutendo. 21

 

Non si conversa più, non si racconta più, non si sussurra più. Si chiacchiera o si discute. 22

 

Non esistono critici che s’entusiasmano per l’opera che stanno analizzando. Perderebbero l’obiettività e l’obiettivo. 23

Se ti amo che te ne frega? Cervantes. 24

 

Cristo in mezzo a noi. Chi sono scribi e farisei? 25

 

C’è qualche scienziato in mezzo a noi che ha lasciato trapelare, come Archimede, di aver scoperto qualcosa nel bagno? 26

 

Di fronte a un terremoto artistico (Jarry, Artaud, Barba, Grotowsky, Zappa) i contemporanei lo prendono subito per una nuova forma, una nuova moda. 27

 

Gli artisti cosiddetti impegnati, se scomparissero i motivi dell’impegno, non avrebbero altro motivo per fare dell’arte, o no, caro Brecht? 28

 

Non è lontano il tempo: lo stato si prenderà il ruolo di padre, di madre e i figli faranno proprio tutto quello che lo stato vorrà. 29

 

Anche del verde sotto l’acqua ci siamo dimenticati, neanche l’erba a mezzo metro dalla riva, calpesti un prato e neanche un grillo ti salta in testa. 30

 

I filosofi occidentali hanno smesso di filosofare per gnoseologizzare, lasciano la sapienza in mano a pittori, attori e danzatori. Ma da qualche tempo non hanno neanche la scienza: l’hanno lasciata in mano agli scienziati prezzolati dalle industrie. 31

 

- dimmela quella frase, anche solo per scherzo

- quale frase?

- dimmi per scherzo che mi ami

- dimmela tu

- ti amo

- ma dai, non è vero! 32

 

Non credo a un’arte che non abbia i bambini dalla propria parte. 33

 

In tutte le società, eccetto l’attuale, il bambino ha partecipato a tutte le forme di cultura degli adulti. Solo oggi ci sono libri, film, teatri e musiche per bambini. Ecco che la pedagogia è antipedagogia. 34

 

Finora abbiamo calcolato la distanza che ci separa dagli animali. Ormai è troppo tardi per calcolarne la vicinanza. 35

Mai insetto era morto per l’incapacità di rimettersi sulle sei zampe, per milioni e milioni di anni, Silvio, non era mai successo. 36

 

La mantide religiosa e il gatto. 37

 

In cambio del gusto di guidare macchine e premere bottoni ci siamo persi altri novantanove gusti. 38

 

Facile mimetizzarsi oggi: basta sussurrare e nel fracasso non si sentiranno sussurri e grida. 39

 

Ormai le necessità dello stato diventano necessità capillari. 40

 

Non s’era mai visto un vecchio che si vergogna della propria vecchiaia, con la pensione o in un pensionato. 41

 

Prolungare la vita il più a lungo possibile! E che vita? 42

 

Felice il giorno in cui peccò Adamo. Praefatio del sabato santo. 43

 

L’unica arte possibile è ormai un’arte incazzata. O un’arte coprente, per dimenticare, un narcotico, oppure, ahia Barba, un’arte per ricordare, un’arte nostalgica. 44

 

A quante sorgenti purissime (Nietzsche, Baudelaire, Rimbaud, Kierkegaard) sono andati a dissetarsi i porci in questo nostro secolo. Ormai qualsiasi sorgente fa la stessa fine. 45

 

Una volta tradire un marito era rischioso non tanto per le conseguenze, quanto per l’alta considerazione verso qualsiasi marito. Oggi (un impiegato, un insegnante, un banchiere, un industriale) non ha alcun diritto di pretendere fedeltà dalla donna. 46

 

Dio esiste, ma è indifferente. 47

 

San Paolo non conosceva il rimedio di Diogene. 48

 

Datemi l’azione più pura e vi fornirò cinquanta intenzioni viziose di essa. Montaigne. 49

 

Tutta la psicanalisi lavora su cinquanta intenzioni viziose. 50

Chi in teatro non trova il comico trova il grottesco e chi non trova il grottesco trova il volgare. 51

 

Se non puoi essere un amante diventa complice degli amanti. 52

 

… aver visto una volta qualcosa, aver sentito una cosa tanto grande, tanto magnifica, che ogni altra sia nulla al confronto. Kierkegaard. 53

 

Un’assuefazione alla vita urbana odierna è segno di gravissimo squilibrio. È sano soltanto chi ne soffre. Ceronetti. 54

 

Il bagno una volta al giorno! L’acqua si vendicherà. Ceronetti. 55

 

Possibile, lo spettatore dovrebbe avere delle pretese? 56

 

Su questo non ci sono dubbi: con Grotowsky e Barba attori e spettatori si giocano la vita. 57

 

Troppa discrezione, troppo rispetto per la critica, per il pubblico, per le mode correnti. 58

 

Denaro e potenza finiti in mano ai coglioni, mai era successo in maniera così ineluttabile. 59

 

Due persone abbracciano un cavallo in due punti diversi del mondo, verso il 1890. 60

 

Meglio una propria menzogna che una verità altrui. Dostoevskij. 61

 

Il giornale appena alzati, imbottirsi di notizie fresche, invece di espellere i pensieri non ancora espulsi dai sogni della notte. 62

 

Cosa significa che ci è rimasto il blues? Tutte le culture sono state distrutte. 63

 

Quando non c’è più una diversità di culture è la fine del mondo. Dostoevskij. 64

 

Un buon artista, una bella donna, un quadro abbagliante, si pensa subito a un buon investimento. 65

 

Non vale più combattere per la giustizia. L’era dei martiri è finita. Ecco perché i rivoluzionari sono patetici. 66

Vi andrebbe, signori, di fare una morte alla Kleist? 67

 

Lasciva est nobis pagina

   vita proba.

      Marziale. 68

 

Finito il formaggio, i vermi si divorano tra loro. 69

 

L’onore, vi par poco signori? Imporre il rispetto ai cretini, far restare a bocca aperta i ragazzi, suscitare l’invidia ai ricchi e il disprezzo dei saggi. Barnave. 70

 

Tutta la poesia greca era concepita per la musica e per la danza. Ecco che anche la nostra migliore poesia è patetica. 71

 

Luciano, chi era costui? Non sempre i migliori si studiano a scuola, specialmente se non servono al potere. 72

 

Odio la città, voglio tornare al mio paese, dove non si compra niente e si produce tutto. Aristofane. 73

 

Dioniso giudice di sapienza? Ma allora il seguente passo è sfuggito a duemila anni di civiltà occidentale: “Questa disputa sulla sapienza la decideremo fra poco, io e te, prendendo Dioniso come giudice”. Platone. 74

 

È più crudele tagliare la testa a una mantide per motivi scientifici che non perché in quel momento non si ha altro da fare o per sadismo o per gioco. Ve l’assicuro, è più crudele essere scienziati. 75

 

Non bisogna violentare la natura neanche per rettificarla. Chuang Tse. 76

 

C’è una schiera di poeti e scrittori che vengono tramandati nelle scuole, Manzoni, Shakespeare, Hugo e oso mettere in fila anche Göthe. Un occhiolino all’arte e uno al potere. 77

 

La società era stata fondata con fini grandiosi: assicurare la felicità al genere umano dalle rive del Tamigi alla penisola del Kamchatka; occorreva, per questo, una enorme somma di denaro. Gogol. 78

 

Montaigne confessa di pensare alla morte non solo verso la vecchiaia. Il pensiero della morte è ora diventato un tabù. 79

Callistene perse il favore di Alessandro per non aver voluto bere quanto lui. 80

 

Persino un sofista come Protagora è un modello di sapienza nei confronti di un Freud. Mai un Freud aveva raggiunto tanta popolarità e autorità presso gli antichi. 81

 

Tutti gli abbandoni nella braccia di una donna che nascevano dalla stanchezza sono scomparsi. Per abbandonarsi bisogna ubriacarsi. 82

 

Ma chi si abbandona nelle braccia di una donna? Si perderebbe in contegno. 83

 

Pavese e Pasolini erano troppo ingolfati nelle correnti letterarie per poter volare. Eppure avevano un bel paio d’ali. 84

 

Impossibile pubblicare libri scritti col sangue: neanche sentir parlare di sangue o di morte, ma solo libri per il macero. 85

 

Il senso della giustizia lo rese brigante e assassino. Kleist. 86

 

Scienziati compiacenti, scrittori compiacenti e adesso anche jazzisti compiacenti. 87

 

Due contemporanei, l’uno si sta eclissando, l’altro sta sorgendo: Hegel e Schopenhauer. 88

 

Tutti i personaggi delle tragedie antiche hanno ragione. 89

 

Quando più uno appartiene ai posteri, tanto più è estraneo ai contemporanei. Schopenhauer. 90

 

Milioni di maiali uccisi in serie. Grazie, Zappa, per averci immortalati col sax di Gumbo Variations gli antichi schiamazzi di maiali cresciuti in campagna. 91

 

Sissignori, volutamente le grandi masse sono mandate a un più sofisticato macello, con la distribuzione di sofisticati veleni. Una siringa e niente più dolore della morte e neanche in punto di morte il pensiero della morte. Chi piangerà la morte di un uomo? Qualche mese fa ho pianto la morte di una cornacchia, l’ho portata a seppellire, e a ogni sasso su cui inciampavo cadeva qualche lacrima ancora titubante sull’orlo del mento. 92

Quale scienziato, quale filosofo, quale scrittore rischia, come Protagora, il pubblico esame davanti a un Socrate? Tutti parlano dal retrobottega delle case editrici e dei giornali, dalla poltrona della propria sala, intervistati dalla giornalista belloccia. 93

 

Protagora osava affermare: “Chi mi frequenta avrà il vantaggio di tornare a casa migliore di prima”. A chi interessa ormai tornare a casa migliore di prima? 94

 

I Greci dimostravano tramite raziocinio o tramite un mito. Oggi viene accusato di misticismo chi dimostra tramite un mito, o no, Eugenio Barba? 95

 

Il potere cerca di moltiplicare i bisogni delle masse, così le avvinghia sempre di più. Stendhal. 96

 

Per farmi impressione ci vogliono ormai opere fatte da Dio. Stendhal. 97

 

Non capisco come una mano pura possa toccare un giornale senza una convulsione di disgusto. Baudelaire. 98

 

Non capisco come una donna incinta possa toccare un giornale senza abortire subito. Ceronetti. 99

 

Il mondo sta per finire. La sola ragione per la quale potrebbe durare è che esiste. Che ha ormai il mondo da fare sotto il cielo? Non dico che il mondo sarà ridotto agli espedienti e al disordine delle repubbliche sudamericane, o che torneremo allo stato selvaggio e che andremo a cercarci il cibo tra le rovine erbose della nostra civiltà. No. Queste avventure presupporrebbero ancora una certa energia vitale, eco delle età primitive. Nuovo esempio e nuove vittime delle inesorabili leggi morali, periremo per colpa di ciò di cui abbiamo creduto vivere. La meccanica ci avrà talmente meccanizzati, il progresso avrà così bene atrofizzato in noi tutta la parte spirituale, che nulla delle fantasie sacrileghe e sanguinarie degli utopisti potrà essere paragonato ai suoi risultati positivi. Baudelaire. 100

 

Il canuto mare. Omero. 101

 

L’uomo era all’inizio simile a un altro animale, al pesce. Talete. 102

Con la nascita della scienza il concetto di verità è scaduto a concetto di verifica. Tutto ciò che non è verificabile non è vero. 103

 

Ti amo, ti amo, anche se è diventato ridicolo dirlo, ti amo. 104

 

Lo spreco di carta! Gli alberi malediscono la scrittura. 105

 

Si è stabilito il principio della folla e questo concetto avrà (dopo la sopraffazione delle culture e con l’aiuto della stampa) un potere ben più nefasto che nell’antichità. Kierkegaard. 106

 

Si legge molto, non si medita, si copia; parlando sempre si svapora quella bile generosa che fa pensare e scrivere fortemente. Foscolo. 107

 

A colui che cerca l’impossibile è giusto che sia negato il possibile. Cervantes. 108

 

È più perdonabile peccare contro la verità che contro la bellezza. Sterne. 109

 

Col segreto industriale sono state messe in giro migliaia di sostanze chimiche delle quali nel migliore dei casi non si conoscono ancora gli effetti. 110

 

Sterne SterneSternesterne, i tuoi scritti non si prestano al potere come quelli di Shakespeare. 111

 

Come li vuole gli uomini un principe che impone alle belve di essere miti? Marziale. 112

 

E come li vuole l’andamento della borsa? 113

 

Costringere un carcerato che si lascia morire di fame a ingoiare del cibo, neanche Attila ci aveva pensato. 114

 

Può una donna amare un uomo che anche per una sola volta le sia apparso volgare? Merimèe. 115

 

Perché non esistono medici per insetti? Roland. 116

 

Di delitto in delitto, sempre all’uomo si finisce per risalire nel trovare il carnefice supremo della natura. Roland. 117

I granchi

     questi animali

          che canterellano forse  

               quello che tentano di ricordare

                     del canto delle sirene.

                           Jarry. 118

 

Per sopravvivere l’uomo deve diventare più forte delle macchine, così come è stato più forte delle belve. Jarry. 119

 

È vergognoso che nessuno scienziato alzi la voce, hanno paura di perdere lo stipendio e la posizione, capite? Hanno paura. 120

 

E qual è il principale sentimento oggi che ispirano le grandi scoperte? Il terrore! Conoscenza senza sapienza, comodità senza sicurezza, credenza senza fede. Henry Miller. 121

 

Cosa sono gli ultimi diecimila anni dell’Homo sapiens rispetto a qualche milione di anni che il mammifero uomo ha impiegato per scoprire l’agricoltura? 122

 

Per essere un’era di civiltà, mi pare che nella nostra si parli un tantino troppo di civiltà, non credi? Thomas Mann. 123

 

Per possedere qualcuna occorre non abbandonarsi, non perdere la testa per lei, restarle insomma superiore. Ma è legge della vita che si gode solamente di ciò in cui si abbandona. Pavese. 124

 

La società tutta controllata economicamente e tutta libera spiritualmente, è una contraddizione. Pavese. 125

 

Giudichiamo per idee, per astrazioni, che debbono o meno trionfare, e non sappiamo più cosa sia un uomo. Siamo tornati ai tempi in cui si odiava il nome del nemico, la più religiosa delle barbarie. Ma c’è una differenza da quei tempi: non siamo più religiosi. Pavese. 126

 

C’è dell’impudicizia nella curiosità di Socrate, voler conoscere a tutti i costi. 127

 

Platone fu l’ultimo sapiente e Aristotele il primo scienziato. In seguito la saggezza occidentale non è mai andata oltre l’uomo. 128

Jarry, ci restava solo la derisione dell’opera dell’uomo, e dell’opera più divina dell’uomo. Il mezzo sorriso! “Datemi uno stuzzicadenti”, le ultime parole di Jarry, e quando l’ebbe ottenuto (un intero pacchetto!) gli luccicarono gli occhi dalla felicità. 129

 

La civiltà potrebbe facilmente inciampare nelle sue stesse gambe. Burckhardt. 130

 

Più disgraziata di tutti in questi tempi è la situazione di arte e poesia, intimamente disancorate in questo irrequieto mondo, in questo brutto ambiente, mentre tutta la spontaneità della produzione è seriamente minacciata. Burckhardt. 131

 

Pavese è un prodotto dalla città, a contatto con volgari letterati arrivisti e a gente ipocrita dell’imprenditoria editoriale. Come poteva non suicidarsi? Da un albergo all’altro, da un articolo all’altro, per dovere di scrittore costretto ad ammiccare a qualche bella ideuzza spremuta da qualche libro su cui bisognava dire non troppo male…, come non suicidarsi? 132

 

- Domani morirai!

- Ma chi se ne frega! 133

 

La sola esistenza di musei, parchi, riserve, vuol dire la fine. L’unica sopravvivenza possibile è una sopravvivenza in vitro. 134

 

…oppure tutto deve diventare un business come in America? Burckhardt. 135

 

Ti ho pensata alle 24 e 35. 136

 

Gli antichi (e per antichi intendiamo uomini di appena due o tremila anni fa) pensavano che l’uomo andasse verso un continuo decadimento. Oggi che sta fagocitando tutta la vita terrestre pretende che vada verso un continuo progresso. 137

 

Sappiamo di parlare a un uditorio di dementi o di candidati aspiranti alla demenza. Ceronetti. 138

 

Ci sono popoli come l’Indiano ai quali la storia è pervenuta solo in forma poetica: eppure, poemi come il Mahabarata rendono il senso della storia molto meglio di qualunque compendio storico con tanto di date e di dati obiettivi. Heine. 139

Oh voluttà di dar tutto per nulla! Sbarbaro. 140

 

In verità l’ipocrisia ha la grande prerogativa di non poter mai essere colta con le mani nel sacco. Hobbes. 141

 

Fatuo come in mezzo alla città il giardino pubblico. Sbarbaro. 142

 

Follemente sano di mente. Henry Miller. 143

 

La psicologia è un tentativo di dare un nome all’innominabile. Tu sai benissimo che ogni pochi anni vedremo cambiare la terminologia e con essa la teorie, le interpretazioni delle teorie, ecc. Henry Miller. 144

 

‘Il Maestro e Margherita’ è il canto del cigno del romanzo. 145

 

La letteratura è in preda a un’attività del tutto simile alla borsa. Valery. 146

 

Oggi, 19 ottobre 1982, hanno dato un altro Nobel per la letteratura e immancabilmente a un autore maturato dalla critica e, appunto, dall’andamento della borsa. 147

 

I miei scritti mi adopero a che piacciano a pochi. Petrarca. Quale scrittore direbbe oggi una cosa del genere anche per scherzo? 148

 

Ogni tanto qualche scrittore che ha raggiunto decine di migliaia di copie, preso da raptus missionario o da complesso di colpa, scrive il suo libro sulla pace, sulle armi atomiche o sull’inquinamento. Ma guai toccare l’essenza del sistema! 149

 

Ma le Muse mi amarono

     e in cambio delle mie sventure

        mi diedero la dolcezza del miele.

           Leonida da Taranto. 150

 

Un giorno Chuang Tse sognò di essere una farfalla, una farfalla che volava di qua e di là, felice di vivere. Questa farfalla non sapeva di essere Chuang Tse. Noi non sappiamo se Chuang Tse sognava di essere una farfalla o la farfalla di essere Chuang Tse. Libro di Chuang Tse. 151

E subito Aristotele pensò: tra Chuang Tse e la farfalla deve esserci una qualche distinzione. 152

 

Abbiamo ridotto gli antichi saggi e i filosofi presocratici a gnoseologi ed ecco che appaiono ridicoli nelle loro vesti di scienziati. Ma essi erano al di là della conoscenza dei puri fenomeni. 153

 

Se il re ama la musica il regno sarà ben governato. Mencio. 154

 

Discutere è un mezzo per non vederci chiaro. Ciuang Tze. 155

 

Chi noterebbe ormai una bottiglia nell’oceano? 156

Le donne, il sonno, i gatti, i non chiamati vengono e se chiamati non vengono. 157

 

Il desiderio di avere una propria morte diventa sempre più raro. Ancora un po’ e diventerà rara come una propria vita. Mio Dio, c’è già tutto pronto. Si arriva, si trova una vita, bell’e confezionata, solo da indossare. Rilke. 158

 

La rogna non prude durante il piacere. Proverbio zingaro. 159

 

Quando c’è una donna a guardarci non c’è merito a burlarci della morte. Merimèe. 160

 

Città senza piazze, centri commerciali senza centro. 161

 

Questa oscurità, venuta dall’occidente, coprì l’enorme città. Scomparvero i ponti, i palazzi. Tutto sparì come non fosse mai esistito. Bulgakov. 162

 

Quando la ganga arruffa le penne e raspa il terreno si sviluppa probabilmente più anima che quando un erudito alla scrivania connette un pensiero con un altro. Musil. 163

 

Non ho documenti, dunque non esisto. Bulgakov. 164

 

Si progredisce forse sopprimendo le distanze? La mania di viaggiare! Chi viaggia molto fugge da ciascun luogo che lascia e non cerca il luogo dove giunge. Unamuno. 165

 

Io amo senza speranza. Dostoevskij. 166

Vivere più di quarant’anni è indecoroso, volgare, immorale. Dostoevskij. 167

 

Come rispondere a certe domande dicendo solo la pura verità? 168

 

Una volta lo spettacolo era l’uomo stesso quand’era in festa. Ora si ha bisogno di una festa per avere uno spettacolo. Ma neanche! Si ha bisogno di una manifestazione culturale per avere un teatro di Barba. Grazie, grazie, comunque, Barba! 169

 

Chissà, si starà pettinando. Forse starà al bar tutta sola. 170

 

Generazioni e generazioni che non sapranno mai cosa vuol dire vivere senza il giornale, senza il televisore, senza il fracasso di macchine, di notizie, di avvenimenti, di opinioni, di opinioni su altre opinioni! 171

 

Gli uomini dal breve destino scrutano solo una piccola parte della vita con le loro esistenze e, innalzandosi come il fumo, si dileguano, affidati solo a quel poco che ciascuno incontra per caso, mentre vagano per ogni dove; e questo, che per lui è tutto, si vanta di scoprire. Empedocle. 172

 

Molti mammiferi con la perdita dei denti perdono anche la vita. Col dentista noi allunghiamo la nostra con i cibi teneri e sugosi. Ma viviamo da morti con la dentiera. 173

 

I Greci potevano desiderare l’immortalità lasciando ai futuri la fama delle loro opere. Oggi quali futuri potranno accogliere le nostre opere? 174

 

Neanche nel paradiso delle Muse potrà ormai essere accolto un artista. 175

 

Dove possono trovare l’idea più bella del mondo? 176

 

Non esisteva neanche un barlume di dubbio che l’uomo dovesse finire così male, valeva quindi la pena al tempo dei Greci iniziare a cercare la verità. 177

 

Ancora nel Medio Evo gli uomini erano ancora abbastanza scanzonati da occuparsi di santi, streghe e draghi. 178

Quanta curiosità in Erodoto, quanta gioia di sapere in Socrate! Tutto ciò è già oggetto di riso in Cervantes e in Bulgakov è considerato immorale. 179

 

Riacciuffare il teatro. Jarry, Artaud, Grotowsky, Barba, O.K.! Ma come riacciuffare il posto dove rappresentarlo? E e il pubblico? Non è già la parola ‘pubblico’ un’offesa? 180

 

La prima ‘Tragedia dell’Arte’, a Stabello. I ricordi tuttora vivi: durante le prove la ragazza rossa coi capelli ricci e il suo seno scoperto proprio dalla parte dove mi trovavo io. La danza del dottor Jackyll e il colpo forte del piede sinistro sugli accordi di Min Fars Hus. 181

 

Ma lo sapete voi, lo sapete voi che senza l’Inglese l’umanità può vivere, può ancora vivere senza la Germania, può vivere anche troppo facilmente senza i Russi, può vivere senza la scienza, può vivere senza pane, ma soltanto senza la bellezza non potrebbe vivere, perché non ci sarebbe più niente da fare al mondo? Dostoevskij. 182

 

Non avevo fatto neanche due ore di sonno, una ragazza entrò nella mia stamberga e mi portò una rosa e io le dissi infastidito di metterla lì sul tavolo, non sapevo che fosse una rosa così bella. Mi girai dall’altra parte: ah, com’era bruna, con gli occhi sorridenti, le sopraciglia nere e qualche dente marcio, i capelli nerissimi, era più una giovane zingara che una ragazza, per quella ragazza darei ora tutto, chissà dov’è adesso, chissà che sta facendo, mi metterei in giro per il mondo solo per cercarla. Forse era di Albino. 183

 

La sola questione del femminismo è il lato comico di una tragedia, come il solletico a un moribondo. 184

 

Quando nacque la repubblica di Platone (ecco ciò che in Platone è volgare), nacque l’idea di uno stato giusto e di un potere che sia anche giusto. 185

 

Europa, America, Asia, scomparite. La nostra marcia vendicatrice occupa tutti i luoghi di città e di campagna! Noi saremo schiacciati! Salteranno i vulcani! E l’oceano sconvolto… Rimbaud. 186

 

I suicidi erano dei colpevoli. Ora sono degli innocenti: Rimbaud, Van Gogh, Pavese, Pasolini, Galois, Pu�kin, Bulgakov, Trakl, Michaelstädter…, Kleist fu il primo, Kleist e la sua ragazza. 187

Felici gli stessi martiri! Per cosa vale oggi la pena di morire? La donna forse? 188

 

Incombe sull’arte moderna un sospetto d’ignoranza e d’impotenza che le più strane ricerche lo eccitano molto di più di quanto non lo dissipino. Valery. 189

 

I tipi diventano rari, gli uomini bizzarri e singolari scompaiono, li mettono, d’altronde, non appena individuati, nelle case di cura, dove gli psichiatri ne fanno dei bei libri. Alcuni miliardari d’America hanno provato, sì, a giocare ai Medici, ma a casaccio; voglio dire: ben consigliati! [...] Questo è il punto: la voluttà muore. Non si sa più godere. Siamo ormai all’intensità, all’enormità, alla velocità, alle azioni dirette sui centri nervosi, per la via più breve. Valery. 190

 

L’uomo conosce l’utilità dell’utile non quella dell’inutile. Chuang Tse. 191

 

Meno comodità, più rischi, più malattie, ma, diamine, i sogni dell’uomo erano più felici. 192

 

Ogni attore ricordi che se diverte cento ignoranti, offende dieci intendenti, dei quali si deve far maggior stima che di tutto il resto. Cecchini. 193

 

Arlecchino della Tragedia dell’Arte, come quello della Commedia, agile e rozzo, goffo e aggraziato, credulone e arguto, zotico ed elegante, bugiardo e sincero…, grazie, Silvio. 194

 

L’acropoli ufficiale tra le più gigantesche concezioni della barbarie moderna. Rimbaud. 195

 

Borghesi. Neanche la furbizia di immaginare due o tre generazioni di nipoti più felici di loro. 196

 

Anche Jarry e Rimbaud hanno cercato la morte di croce. 197

 

I grandi incazzati avrebbero oggi un ruolo ridicolo, il ruolo di un Che o dei rivoluzionari: con chi se la prenderebbe oggi un Campanella, un Savonarola, un Giordano Bruno? 198

 

Ah, che porcheria! Il cattivo diritto non vale forse quanto il buono? Jarry. 199

A che serve l’eloquenza? Se parli con eloquio ricercato per lo più riesci odioso. Confucio. 200

 

Tutta l’arte borghese è un’arte eloquente! Tutta la musica colta! Tutta i raffinati artisti, pittori, scultori, architetti, musicisti, scrittori del nostro secolo!  Tutta roba distillata, tanto da perdere la carne e il sangue, e che cos’è l’arte se non sprizza carne e sangue? Che ce ne facciamo di questa roba? Narcisismo di classe. 201

 

Quali pensieri possono nascere da gente inscatolata in migliaia di casermoni, ognuno schiacciato sotto il peso di un altro, un piano sull’altro, un televisore, un frigorifero, una cucina o un cesso sull’altro, assordati dentro e fuori? 202

 

Sono già morte tutte le persone a cui fare leggere questo scritto. Mi resta Silvio. 203

 

Ciò che una volta avveniva ogni giorno,  in ogni nucleo, ad ogni festa, durante la caccia, durante la pesca, durante la semina, durante il raccolto, ora avviene solo come fenomeno artistico e bisogna aspettare un Barba o una Tragedia dell’Arte! 204

 

Ma lo sapete che a Parigi sono stati fatti degli esperimenti seri circa la possibilità di guarire i pazzi unicamente con la persuasione e con la logica? Un professore di là, uno scienziato serio, ha pensato che si possono curare così. La sua idea fondamentale è che nell’organismo dei pazzi non esista un turbamento vero e proprio, ma che la pazzia sia, diciamo così, un errore di logica, un errore di apprezzamento, un modo sbagliato di vedere le cose. Dostoevskij. 205

 

Invece un fenomeno di vita, l’arte e soprattutto il teatro stanno diventando l’ultimo testimone della vita. Grazie, Barba. 206

 

Nessuno dà credito all’artista, non dico in soldi, in incarichi, in riconoscimenti, ma  in rispetto, in buongiorno. Ed ecco che l’artista si concede dei crediti, con atteggiamenti arroganti, con paroloni di superiorità. 207

 

Ciò che è intellettuale era senza speranza, l’umanità senza dimora… Analizzati, ma pur liberi, erano ancora solo i sogni.

La vita e suoi fini eterni - aha! - adesso si era al nocciolo.

L’assenza di futuro per un’intera figliata della creazione penetrava nel sentire generale; una mutazione, legata a un’età della terra, a quella ominina; in una parola, il Quaternario andava all’indietro.

…Solo alcune drapperie ideologiche di fondo storicopolitico avrebbero annebbiato ancora alcune generazioni…

Quel che c’era ancora, sarebbero stati alcuni resti di anime solitarie, qualcosa di molto cosciente, di profondamente melanconico, uno spirito che si vive tacendo… Ma il dogma, quello dell’homo sapiens, era finito. Mario Bortolotto. 208

 

È penoso che alcuni buoni scrittori del nostro secolo, per sopravvivere, abbiano dovuto scrivere recensioni per solo mestiere, perfino Brecht, Pavese, Adorno, Benjamin, Pasolini…, Bulgakov s’è salvato. Come si fa a scrivere una recensione senza almeno un po’ d’ipocrisia? 209

 

Ormai la morte viene celebrata più con vergogna che con dolore! La vergogna, capite? Di avere un morto in casa, di contattare le imprese funebri, in mezzo al frastuono della città. 210

 

Anche nei migliori dei casi si arriverà alla programmazione, delle nascite, delle morti, scioperi, file e code per sempre più bisogni, una media di operai, di impiegati, di scienziati da non superare, una media della felicità generale da controllare! Capite? Una media della durata del tempo libero, delle ore di lavoro, e i bisogni del potere penetreranno nei bisogni di tutti gli individui, anche nel più profondo dei loro sogni. 211

 

Sei così splendida

     che non m’importa neanche

         se ti depili le gambe.

            Zappa. 212

 

Se tutto dovesse saltare per aria noi giornalisti saremmo i primi a raccontarvelo. Zappa. 213

 

Me see a neon

         moon above.

              Zappa. 214

 

Che ragione c’è ancora per vivere?

       Ehi Punk, dove vai?

             Tu pensi di sapere ogni cosa …

                   Può anche darsi.

                     Zappa. 215

La meraviglia di un bambino si esprime sempre più con l’esclamazione “è proprio come in televisione!”. 216

 

Delle invenzioni.

Me Ti diceva: si inventa molto a favore degli uomini e molto contro di loro.

Le invenzioni a loro favore vengono messe a tacere. Quelle a loro danno promosse.

Se uno inventa una lampada che non si consuma mai per decenni, l’invenzione viene comprata dai fabbricanti di lampade non perché queste lampade si fabbrichino ma perché non si fabbrichino. Brecht. 217

 

Gli Stati Uniti sono solo il canile della civilizzazione. Alle nostre spal-le abbiamo duecento anni di stupidità e pensiamo di avere il diritto di stare alla pari con gente che ne ha migliaia di anni. Zappa. 218

 

Il Padreterno soppiantato dal dio stato. 219

 

Moloch. 220

 

Babele, la confusione dei linguaggi. Il solo vocabolario d’un adolescente è già diverso, oggi, da quello di un ventenne. 221

 

L’educazione tutta nei tentacoli del dio Stato. Era questo che Platone sognava nella sua repubblica? 222

 

La memoria dei popoli senza scrittura! Più che ricordare l’uomo con la scrittura ha registrato e quindi ha dimenticato. 223

 

Non avere più posteri. Non avere più individui che pensano. A quale oceano affidare un messaggio? 224

 

La casa brucia e si discute ancora su come tappezzare il salotto. 225

 

La verità sugli dei e su tutte le cose

   nessuno la conosce

      e non la saprà mai nessuno,

         e anche se per caso

            uno dovesse dire il vero su qualcosa,

               non la sa neanche.

                  Di tutte le cose si opina.

                     Senofane. 226

Il cinema era appena nato e l’hanno subito trasformato in ciarla teatrale. 227

 

Cassandra urla al fuoco al fuoco, ma nessuno accorre. 228

 

Neanche al cieco Tiresia possiamo ricorrere. 229

 

Se io sono cieco, tu non vedi, anche se ci vedi. Tiresia. 230

 

Tutte le paure, le sorprese, i timori, le angosce che una volta si avevano durante il giorno, nei boschi, nei campi, il fruscio improvviso di un ramarro poteva spaventare, tutto s’è adesso trasferito nella notte, nell’era dell’insonnia. 231

 

Sistemi filosofici sono stati chiamati negli ultimi secoli i ghirigori di concetti, morbosità e narcisismo concettuale. Se proprio si voleva giocare con dei concetti e con delle forme astratte, bisognava ottenere le grazie della dea matematica. 232

 

La Tragedia dell’Arte era disposta a pagare con la vita, avevamo spettatori che ci ringraziavano con un ‘grazie per la poesia’. 233

 

C’è un modo semplicissimo per trasformare una bugia in verità, basta scriverla sui giornali o dirla in televisione. 234

 

Guai a chi dice la verità con parole semplici. Horkheimer. 235

 

Se la verità è una donna è bella da vedere nuda. 236

 

Ante coitum animal triste. 237

 

Oh, darling, ma tu dove vivi? Qui ti comprano come un’automobile nuova per fare un giro e… quando ti hanno usata, ti buttano via; qui si vive per combattere la noia, per trascinare le notti con qualche novità come Ajita Wilson e, se Ajita Wilson non è più una novità, ti uccidono, darling, semplicemente ti uccidono, perché anche uccidere qualcuno allontana la noia. Ajita Wilson, Europeo 1982. 238

 

Viene da ridere al pensiero che per alcuni millenni l’Homo sapiens si sia considerato immortale dopo la morte del corpo. 239

 

Quando i diritti dell’uomo non c’erano ancora, li aveva il privilegiato. Questo era inumano. Ma poi fu stabilita l’uguaglianza in quanto si tolsero al privilegiato i diritti dell’ uomo. Kraus. 240

L’uomo ha raccolto la saggezza dei predecessori e guardate quanto è stupido. Canetti. 241

 

Queste anime di vermi come potrebbe capire che è importante disprezzare il denaro, anche se uno ne ha bisogno! Canetti. 242

 

Non ci si potrà immaginare come sarà pericoloso il mondo senza animali. Canetti. 243

 

Basterà che lei accetti il tuo banale invito a salir su da te! Un uomo piuttosto che un altro, per quella sera, è la stessa cosa, una donna piuttosto che un’altra, per quella sera! Quando l’uomo ha capito la fecondità femminile? E ne hanno coscienza gli animali? 244

 

Avevo pensato di affidare una bottiglia all’oceano, ma neanche gli oceani possono sopportare il messaggio di un uomo. Ti va, Silvio, di essere una bottiglia? 245

 

Mio Dio, se qualcosa di ciò si potesse partecipare ad altri! Ma allora sarebbe, allora sarebbe? No, è solo a prezzo di restare soli. Rilke. 246

 

Kant dice che senza virtuosismo non c’è arte e Platone che non c’è arte senza delirio delle Muse. 247

 

Chi giunge alle soglie della poesia senza il delirio delle Muse, convinto che la sola abilità lo renda poeta, sarà un poeta incompiuto e la poesia del virtuoso sarà offuscata da quella dei poeti in delirio. Platone. 248

 

Che qualcuno raccontasse, raccontasse veramente, dev’essere stato prima del mio tempo. Io non ho mai sentito nessuno raccontare. Rilke. 249

 

(Siamo dunque sinceri: noi non abbiamo alcun teatro, come non abbiamo un Dio: per averli bisogna essere una comunità). Rilke. 250

 

Tutti i nemici vegetali e animali sono stati sterminati. Resta solo l’uomo. 251

 

Penetriamo nelle viscere della terra e ne caviamo le interiora. 252

 

Un uomo che non riuscirebbe a dare una sberla a un ragazzaccio si ritrova col coraggio di sganciare un missile atomico…, buoni e bravi e rispettabili padri di famiglia… Lorenz. 253

Solo contenuti esplosivi, in frantumi la forma. 254

 

Non esiste una pratica per quanto infame, per quanto atroce, che non s’imponga, se ha la consuetudine dalla sua parte. Erasmo da Rotterdam. 255

 

Pitagora tentava di distogliere la moltitudine ignorante dall’uccidere animali. Egli intuiva che l’uomo abituato a versare il sangue di un animale innocuo non avrebbe esitato do di versare il sangue di altri uomini. Erasmo da Rotterdam. 256

 

Siamo talmente abituati a fare esperimenti sugli animali, sulle piante, che è già consuetudine negli ospedali farne sull’uomo. E tutto ciò senza scandalo di nessuno, con il beneplacito della cosiddetta comunità scientifica. 257

 

La scienza era stato il passatempo di ecclesiastici e accademici! Poi è passata in mano agli scienziati, tutti a servizio dell’industria. Scribi e farisei erano specchi di verità e di onestà al confronto. 258

 

A me diventa subito sospetto uno scrittore che tratta con un minimo di riguardo la psicanalisi. 259

 

I futuri eremiti non cercheranno la solitudine, ma fuggiranno dal frastuono. 260

 

La verità esiste solo per chi ama. Musil. 261

 

Le conoscenze scientifiche a stento toccano qualche aspetto della realtà. E solo dal punto di vista dell’utile. Quindi la intaccano, non la toccano. 262

 

Ormai anche gli scienziati più onesti puzzano, anche i più profondi: che ce ne facciamo della verità scientifica e della stessa verità in un mondo di morte? 263

 

Anche in caso di cataclisma provocato da una bomba, una centrale nucleare, l’immissione di veleni in un acquedotto, il colpevole, in buonissima fede e non a torto, potrà sempre dire “io non c’entro, ho semplicemente fatto il mio dovere”. 264

 

Dopo Dostoevskij occuparsi dell’uomo sarà una questione sporca. Già il protagonista di Bulgakov non è un uomo. 265

Sarebbe un grave errore immaginare che Leonardo sia stato un inventore come quelli del nostro tempo, che hanno come scopo la pubblicità e il guadagno. Cessava di interessarsi ai suoi progetti appena portavano a risultati tangibili. Sarton. 266

 

Addetto per quarant’anni alla piattaforma girevole del teatro. Bulgakov. 267

       

Montezuma non amava tenere nei suoi giardini alberi da frutta e piante commestibili; anzi era solito dire che era la gente volgare ad amare gli orti. Solis. 268

 

Molti jazzisti rifiutano con orgoglio di essere chiamati artisti. 269

 

Il gatto! Guardate come s’intende di arte questo mammifero! Salta impaurito sulla scrivania di Stanislawskij, manda per aria le scartoffie, s’arrampica per la tenda e dall’alto guarda impaurito: è appena entrata un’attrice! E guardate come va a rifugiarsi tra le braccia di Green appena alla radio si sente l’urlo di Sigfrido, che in quel momento tutti ascoltano con somma devozione! 270

 

Vi sono più libri sui libri che su ogni altro argomento. Montaigne. 271

 

Francesi tipo Foucault, come sono graziosi i nuovi filosofi nel maneggio della penna! 272

 

I nostri antenati hanno fatto anch’essi fortuna, come questo signore, coi negri, comprando e vendendo; ma non si sentivano affatto obbligati a elaborare perciò una nuova filosofia. Bernanos. 273

 

Gli uomini del Medio Evo non erano abbastanza virtuosi da disdegnare il denaro, disprezzavano però gli uomini che lo possedevano. Bernanos. 274

 

Incontriamo uomini che non riconoscono la nostra moneta. Barba. 275

 

La bellezza perfetta ha sognato Platone. Ahia, non sai che la bellezza ne soffre? 276

 

L’uomo non è più capace di soddisfare bisogni che richiedono tempo, degustazione, digestione e una lunga ruminazione. 277

Quando scoppierà il mondo e sarà andata in macchina l’ultima edizione… ci siamo adattati al punto che, se domani ci ordinassero di camminare mani e piedi per terra, noi lo faremmo senza la minima protesta. Henry Miller. 278

 

Purché il giornale continui ad uscire e purché la paga ci sia regolarmente. Henry Miller. 279

 

Benissimo! Almeno cent’anni or sono ci fu un uomo il quale ebbe occhi per vedere che il mondo era fregato. Il nostro mondo occidentale! Henry Miller. 280

 

La stessa socievolezza è partecipazione all’ingiustizia. Adorno. 281

 

Primo e unico principio dell’etica sessuale: l’accusatore ha sempre torto. Adorno. 282

 

L’odierna malattia consiste proprio nella normalità. Adorno. 283

 

Si verificano pause per telefono, in ascensore, e succede il panico. 284

 

Per punizione non saranno ammessi a godere del silenzio. 285

 

Se si richiamassero tutte le api alla loro apità. Stirner. 286

 

Non è più concepibile un Robinson Crusoe; ovunque arrivano i tentacoli del potere. 287

 

Se non appartengono a un corpus ideologico, a una corrente letteraria o artistica, a dichiarazioni programmatiche, anche le verità più banali sembrano affermazioni aberranti, come la verità che una donna è destinata, organicamente, con tutt’e due le tettine, con la strizzatine d’occhio, alla maternità. 288

 

Chissà cosa starà facendo lei in questo momento. Forse si starà guardando allo specchio. 289

 

Appena qualcosa viene confezionato per le masse,  anche il blues più bello diventa volgare. 290

 

Che ce ne facciamo in cambio di uno sguardo di donna? 291

Duemila anni di affermazioni gratuite sugli animali, che non hanno spirito, non hanno ragione, angoscia, vergogna, pudore, compassione, non hanno niente. Hanno solo l’apità, la caninità, la felinità, la mantidità (anch’essa, la mantide, soffia come un gatto, si gira di quarto per apparire più grossa e con gli zamponi anteriori mostra una maschera orrenda). 292

 

Le osservazioni vengono fatte su animali in cattività, e cioè nessuna osservazione. Aristotele, Plinio, Fabre, Roland e lo stesso Lorenz hanno ancora troppo da insegnare sull’indagine scientifica: lunghe camminate, lunghe osservazioni, riflessioni, lunghi appostamenti, o no, cari scienziati del cazzo, con lo stipendio e l’orario di lavoro fisso? 293

 

Il cristianesimo è volgare, al massimo si occupa della salvezza dell’uomo. 294

 

Asservite, pestate e appestate la terra. Genesi. 295

 

Oggi alla natura è stata tolta la facoltà di parlare. Horkheimer. 296

 

L’abbondanza di carta e l’invenzione della stampa hanno reso prolissi anche i migliori scrittori. 297

 

Quanto più meccanismi inventiamo per dominare la natura, tanto più dobbiamo far loro da schiavi per sopravvivere. Horkheimer. 298

 

La stessa voce che intona peana alle cose più nobili della vita esorta a scegliere una certa marca di sapone. Horkheimer. 299

 

Le tragedie che colpiscono le masse sono notizie tra le altre. 300

 

Niente che avvenga all’uomo può ormai definirsi tragico. Un Edipo re oggi! A me fa già ridere l’Amleto di Shakespeare. Ecco che la Tragedia dell’Arte aveva del patetico. Si, perché oggi è possibile solo una Cassandra, qualcosa di tragicomico. 301

 

Per quanto alle formiche possa apparire una tragedia, la distruzione di un formicaio ha qualcosa di comico, con le formiche che corrono con le piccole uova bianche. 302

 

Il mulino ad acqua lo conoscevano già Greci e Romani, solo che se ne fregavano di sveltire la produzione del pane. 303

Uno storico contemporaneo! Tutto ciò che appartiene alla politica degli ultimi due o tre secoli dovrebbe essere scritto in termini d’insulti. 304

 

Il cinema doveva veramente diventare una nuova arte, e sembra subito finito! 305

 

I pitagorici avevano l’obbligo di ricordare tutto senza l’uso della scrittura. 306

 

Tutto ciò che la religione ha perduto, lo guadagna la politica. Bella liberazione! De Rougemont. 307

 

I medici di Molière che circondano l’agonia del mondo: ecco quello che vedete oggi, e voi vi siete talmente abituati allo spettacolo che domani vi sembrerà più che naturale morire in mezzo a quei figuri. Bernanos. 308

 

L’infelicità degli uomini ha perduto ogni dignità religiosa, ogni aspetto sacro. Prima di tentare di rendere l’uomo felice, bisognerebbe fare in modo che egli sappia essere infelice senza apparire ridicolo. Bernanos. 309

 

Esperimenti basati sul premio! Ma che ce ne frega del premio, dicono gli animali, fateci uscire da queste maledette gabbie! 310

 

L’ottanta per cento dei tumori dipende dall’inquinamento ambientale. Dottor Candau, subito destituito dal suo alto incarico presso l’ONU. 311

 

Fino a oggi, 14 dicembre 1982, ho piantato i seguenti alberi: quattro ciliegi, un melo, un pero selvatico, sei peri, un kaki, un nespolo giapponese, dieci pioppi tremuli, cinque pioppi bianchi, quattro fichi, cinque prugni, quattro melograni, due arbusti di uva spina, una decina di noci, due cipressi, dodici salici di due qualità diverse, sette abeti, quindici pini. 312

 

Quando mi trastullo con la mia gatta, chissà se lei non faccia di me il suo passatempo più di quanto io faccia con lei? Montaigne. 313

 

C’è più differenza fra uomo e uomo che fra uomo e animale. Montaigne. 314

Maometto e il gatto. 315

 

Lo stato chiedeva gabelle, tasse, il signorotto pretendeva anche i due terzi del raccolto ai contadini, ma oggi il potere pretende anche il tempo, una colossale perdita di tempo. E se in tutta questa colossale perdita di tempo, ci mettiamo anche l’attore, troviamo che l’attore non ha il tempo per andare a trovare un amico. 316

 

Maometto, per non disturbare il gatto che dormiva sul suo braccio, si tagliò la manica del vestito e delicatamente se la sfilò, permettendo così al gatto di continuare a sognare. 317

 

Ciò che si conserva per tradizione orale deve essere qualcosa di molto forte, che ha colpito la fantasia di generazioni e generazioni di generazioni. 318

 

Com’eri bella, com’eribella, comeribellabella. 319

 

I bianchi parlavano molto, ma le loro parole erano come il rumore delle acque per le mie orecchie. Toro Seduto. 320

 

Madonna mia, milioni di tonnellate di carta sprecata ogni giorno per giornali, riviste e libri inutili. 321

 

E tutto ciò che si sa, si può dirlo in tre parole. Wittgenstein. 322

 

Sempre le antichissime questioni! Wittgenstein. 323

 

La prima cosa a cui si bada è che non ci sia un sentimento vivace. Stendhal. 324

 

Dalla necessità politica del giornale nasce la triste necessità del ciarlatanismo. Stendhal. 325

 

Ironia, genere di piacere che non esige dallo spirito più di un minuto d’attenzione. Stendhal. 326

 

L’animale non è volgare (ecco una qualità che ci distingue dagli animali); la storia dell’uomo sembra invece un’evoluzione verso la volgarità. 326

 

Infinite necessità imposte, per un’enorme perdita di tempo. 327

Ecco la bellezza di Barba, la nostalgia, la bellezza di Grotowsky, per tutto ciò che è perduto e irrecuperabile. 328

 

I grandi teatri, come il San Carlo o la Scala, sono l’aberrazione della civiltà. Esigono che si carichino tutte le sfumature e perciò stesso le annullano. Stendhal. 329

 

Sempre più si assottiglia il numero dei libri che formano il mio breviario, sempre più si somigliano fra loro, sempre più scavano negli stessi abissi. 330

 

Un centinaio di nuovi autori del nostro secolo, cento nuove ideuzze. 331

 

Al giorno d’oggi i prìncipi non pensano che a mettere da parte alcuni milioni per vivere almeno da ricchi privati, caso mai dovessero saltare a gambe all’aria. Questo errore di calcolo può forse segnare il destino dell’arte. Nel XX secolo i popoli non parleranno più che di politica e, invece di battere le mani a una Marianna Conti e alle sue gambe, leggeranno il Morning Chronicle. Stendhal. 332

 

Ma essere grandi poeti e per giunta pari di una delle più antiche famiglie inglesi è troppo per il nostro secolo. Perciò ho appreso con piacere che Lord Byron è uno scellerato. Stendhal. 333

 

Tutto ciò che in noi c’è di originale viene livellato, piallato, fino a raggiungere la media dei comportamenti di massa. 334

 

Credere ancora all’esistenza di un pubblico con radici comuni? 335

 

Una volta lo spettacolo era anche lo spettatore. 336

 

Insomma il Parini, il Monti, sono bellissimi… ma non hanno nessun difetto. Leopardi. 337

 

Quann’ije te trove pe nanze la matine

   me sazje e me chensole pe na settemane.

         Canzone popolare alberonese. 338

 

Pochi possono essere grandi (e nelle arti e nella poesia forse nessuno) se non sono dominati dalle illusioni. Leopardi. 339

 

La civiltà fa gli uomini tutti simili gli uni agli altri, togliendo e perseguitando l’individuo. Leopardi. 340

L’individuo è buono e felice, la moltitudine (e l’individuo in essa) è malvagia e infelice. Leopardi. 341

 

Una volta le nazioni cercavano di superare le altre, ora cercano di somigliarle, e non sono mai così superbe come quando credono di esserci riuscite. Leopardi. 342

 

Sono tutti uguali e tutti separati, laddove anticamente erano tutti diversi e tutti uniti. Leopardi. 343

 

L’incivilimento ha mitigato la tirannide de’ bassi tempi, ma l’ha resa eterna. Leopardi. 344

 

...se la noia potesse uccidere? Leopardi. 345

 

La popolarità e gli sciocchi li trovi sempre insieme. De Foe. 346

 

Sono tramontate le Pleiadi

    e la luna; è notte alta, passano le ore

          e io mi trovo tutta sola nel letto.

                 Saffo. 347

 

dormono le cime dei monti

  le valli, le colline e anche i burroni,

    dormono i serpenti,

      quanti ne alleva la terra nera,

        dormono le belve selvatiche

          e la stirpe delle api

            anche i mostri del fondo cupo del mare

              dormono le specie di uccelli

                dalle lunghe ali.

                  Alcmane. 348

 

Si spidocchiavano secondo il metodo Bell-Lancaster. Heine. 349

 

...giù giù fino all’incipriata civiltà moderna. Heine. 350

 

Non c’è bisogno della psicanalisi per scoprirlo, lo sapeva già per lo meno Salomone. Pavese. 351

 

Cos’è l’uomo che tu ne faccia caso? Giobbe. 352

 

Possedeva una spiccata avversione contro qualsiasi lavoro per il quale bisognava impegnarsi personalmente; e questa è la premessa delle grandi carriere. Brecht. 353

I giudici stessi devono curare l’esecuzione di quanto sia stato definito in giudizio. Teodorico. 354

 

Dalle loro labbra è tutto uno scaturire di vocaboli di nuovo conio. Erasmo da Rotterdam. 355

 

Nelle vecchie forme di convivenza il popolo si creava e si organizzava da sé i propri divertimenti e non il potere per esso: canto, danza, divertimento, gioco, atletica. Con l’odierna civiltà tutto ciò si è ridotto a veder cantare, danzare, giocare. Huizinga. 356

 

Qui non si tratta più di vincere, ma di frustrare la natura. Huizinga. 357

 

Una litania, una ripetizione incalzante di passi di danza, di voci e di gesti..., Silvio aveva capito che l’unico allenamento teatrale possibile è un preludio al delirio delle Muse. 358

 

Leggere le Baccanti, fare il Nabi, essere preso dal delirio delle Muse e dalla follia di Dioniso. Le generazioni future non sapranno cosa voglia dire, immagineranno una sbornia. 359

 

La maschera per avere un secondo viso. Ma chi ha ora un viso?

 

Il fatto è che io so dare inizio

      al bel canto del signore Dioniso

             il ditirambo folgorante

                   in mezzo a un bel sorso di vino.

                            Archiloco. 360

 

Il coro di Dioniso iniziava con la ripetizione di grida rituali. Anche la Tragedia dell’Arte! Ma, Silvio, che pretesti avevamo per quel rito? La professionalità dell’attore? Ma non è la professionalità la fine di ogni arte? Avevamo piogge da invocare e da sollevare al cielo con le nostre danze? Un pubblico in attesa di novità avevamo, dei critici appostati e pronti a scrivere, ecco cos’avevamo. 361

 

No, i sofismi non reggono con gli Dei. Non c’è logica che abbatta le antiche tradizioni che si perdono nella notte dei tempi, neppure se il pensiero è frutto di una mente raffinata. Tiresia. 362

 

Una coppia di vecchi. Ma vale la pena danzare. Tiresia. 363

Credi di essere in senno e non lo sei: se non credi che Dioniso è un Dio, dillo lo stesso con una menzogna. Tiresia. 364

 

La mia patria è la Lidia

       e il lidio è il mio canto.

              Dioniso. 365

 

Omero cantava in modo lidio. 366

 

Oggi perfino l’arte è contronatura. 367

 

Il cieco: se tutte le cose diventassero fumo, le narici le distinguerebbero. Eraclito. 368

 

Tutta la scienza occidentale è fondata su categorie visive. 369

 

L’oracolo di Delfo non dice né nega, accenna. Eraclito. 370

 

L’arte è il momento magico in cui tutti devono finalmente meditare. Adorno. 371

 

Aristofane ed Eupoli si permettevano di prendere in giro il nostro Socrate, ma lo facevano alla presenza di Dioniso, perché “anche il Dio se ne compiaceva, perché il Dio ama il riso”. Ma un tizio se ne viene con un ricco repertorio d’ingiurie e sparla di Platone, di Pitagora, di Aristotele, di Crisippo, di me, insomma di tutti noi, e senza che lo imponga una festa. Luciano. 372

 

Quale festa impone oggi un teatro? E quale teatro una festa? 373

 

 

… egli non raccoglie gli applausi… non gli va incontro la ragazzina sedicenne. Gogol. 374

 

Perché tacere? Gogol. 375

 

Disprezzava con taciturnità sì sdegnosa da far giusto e irreconciliabile il risentimento degli uomini dotti. Foscolo. 376

 

Meglio una tua menzogna che una verità altrui. Dostoevskij. 377

 

Ahia che tanfo, Silvio, che fracasso arriva dalla città, anche il silenzio notturno che regna qui è diventato triste e rumoroso. 378

Quando suonerò il pianoforte non penserò a questi pensieri, al massimo qualcuno di essi riuscirà a infilarsi tra le dita. 379

 

E può perire anche a causa di vicende meschine, Eschilo, Pu�kin, Galois… 380

 

sacrilegio contro la terra 381

 

enorme, compressa ricchezza. Burckhardt. 382

 

un’arte beffarda, leggera, fuggitiva, divinamente imperturbata 383

 

la tristezza della più profonda felicità e nessun’altra tristezza 384

 

se urlassi chi mi udrebbe? 385

 

Carissimo Silvio, non aggiungo altro. Tutto ciò che ho scritto era stato già scritto. Un uomo ha già scritto quello che resta da scrivere per i prossimi due o trecento anni.

 

 

 

                                              

 

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