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Aforismi di Pasquale Cacchio
(1980-2010)
Cassandra non sarà mai creduta, ma oggi non può farsi neanche ascoltare. 1
Di fronte a un pericolo il gatto e la mantide reagiscono allo stesso modo, soffiando e inarcandosi di quarto. 2
Neppure un cataclisma universale lo disabituerà alle macchine. 3
Finora abbiamo calcolato la distanza che ci separa dagli animali, è ora di calcolarne la vicinanza. 4
Come una rosa blu, aberrazione della natura. 5
In una manciata di tempo sono saltati i sistemi di difesa degli insetti, per milioni di anni, Silvio, non erano mai morti a zampe per aria su una piastrella del bagno. 6
Ormai si vive per sentito dire. 7
Anche tra i giornalisti qualche Giuseppe D’Arimatea. 8
Una ventata di jazz e la cosiddetta musica classica riprende fiato. 9
Visto che non riescono a essere nobili, si comprano le loro ville. 10
Il blues ultimo rimasuglio di culture scomparse, da sottofondo per spogliarelli e film polizieschi. 11
Una Saffo cristiana? Un’ebrea, Simone Weil. 12
Chissà cosa mangiano le farfalle notturne. Da giorni ne ho una immobile sulla tenda. 13
Un ricco veniva sepolto con le sue ricchezze, adesso a stento gli lasciano l’orologio al polso. 14
Il Padreterno soppiantato dal dio Stato. 15
Ai bambini le caramelle, ai vecchi la pensione, così stanno quieti. 16
Si vanta della sua prestanza sessuale ma potrebbe vantarsene anche una cavalletta. 17
Lo Stato provvede a tutto in cambio di tutto il resto. 18
Il greco non è riuscito a immaginare un macello per il Minotauro. 19
La cultura non viene più trasmessa di padre in figlio ma di notizia in notizia. 20
Non più artisti topi di campagna, solo topi di fogne. 21
Un eremita al quinto piano di un condominio. 22
Ha scoperto un’ideuzza e la scopri in ogni sua nuova pubblicazione. 23
Dio è sornione. 24
Per un mondo più comodo ci troviamo in un mondo più brutto. 25
Platone amava belle menzogne, noi brutte verità. 26
Cacciato il confessore dalla porta, è rientrato dalla finestra travestito da psicanalista. 27
Crediamo più alle notizie che ai nostri cinque sensi. 28
Tutti in prigione, liberi di discutere su come arredare la cella. 29
Si pensa di cambiare le cose cambiandone i nomi. 30
Per guadagnare tempo si perde spazio. 31
Il luogo comune ti risparmia quel minimo di riflessione che richiedeva il proverbio. 32
Come si fa con una giornata senza notizie? 33
Siamo liberi di esprimere opinioni, non sentimenti. 34
Riusciremo a programmare tutto, ma non i sogni. 35
Se ora la parola si fa carne, è carne da macello. 36
Passeranno le mode, ma non la cravatta. 37
L’acqua di Talete non è l’H2O. 38
Costui conosce anche il pensiero del più grande critico dantesco della Papuasia. 39
Scrittori con contenuti senza forme (pietre, gemme, patate) e scrittori con forme senza contenuti (bottiglie, cestini, vassoi). 40
L’occidente alla ricerca, l’oriente al riconoscimento del vero. 41
Il naso finirà per sentire solo puzza di sigarette. 42
Le nostre azioni non fanno più notizia. 43
Si son fatti un pubblico tra gli operai, ma frequentano i salotti dei padroni. 44
Il concetto di progresso, ottimo paravento per il denaro. 45
È tanto cristiano da non sembrarlo. Bloy. Bernanos. 46
Ci sono qui bambini che additano re nudi? 47
La voce che esce dal coro non viene più internata, le viene tolto il microfono. 48
Innaffio le piante e rovino la tela al ragno sbigottito per quel nuovo tipo di temporale. 49
Persa la fede, la speranza e la carità, ci resta la fiducia nella scienza, che però non è una dea. 50
Per punizione non avranno favole da raccontare ai bambini. 51
L’ironia scavava, ora demolisce. 52
A un assetato di giustizia viene data a bere una nuova legge. 53
Da paradiso terrestre a pattumiera della Via Lattea. 54
Appena ascolta una nuova opinione se ne fa una. 55
Per rendere innocuo un Pasolini lo trasformano in letteratura. 56
Parchi notturni per lucciole e stelle.57
Abbiamo potere sul codice genetico degli animali, ma abbiamo perso le parole che usavamo per avvicinarli. 58
La sola parola vacanza m’infuria. 59
Appena si aggiorna si deve aggiornare. 60
Ci hanno tolto tutto per ridarcelo a pagamento. 61
La scienza è ora basata sul principio del vediamo-cosa-succede-se. 62
Le stelle sono state derubate dei loro antichi nomi australi. 63
Mai l’arte ha funzionato così bene. 64
I logici antichi e moderni si sono dannati una vita per cercare le forme del corretto ragionamento e guardate con quali risultati. 65
Le trivellatrici non hanno trovato i mostri che dormono nelle viscere della terra, non hanno scavato abbastanza. 66
Tra i vermi che divorano il formaggio c’è libertà, uguaglianza e fratellanza. 67
Si suicidavano forse i ragazzini in altre società? 68
L’educazione tende agli stessi apprendimenti degli stessi insegnanti per gli stessi alunni delle stesse scuole con gli stessi obiettivi. 69
Per vendere forchette bisogna disabituare la gente a mangiare con le mani. 70
Con lo stesso tono di voce la notizia di un cataclisma quanto dell’ultima marca di saponette. 71
Dormono ancora, Alcmane, le cime dei monti? 72
Tutto organizzato, qualunque posto occupi sei rimpiazzabile con un altro. 73
Mica lo scopo della terra era un’unica specie! 74
Neanche l’orgoglio di rifiutare la cravatta. 75
I politeisti avevano pietre, fiumi, monti, piante e animali divini, i monoteisti li sacrificano al loro unico e vero Dio. 76
A tutto si abitua l’uomo, a puzze, rumori e spettacoli orrendi, ma non i suoi sogni. 77
In carcere potevi scrivere un Don Quichotte, ma ora a un Cervantes negano carta e penna. 78
La musica sacra, nata tra odori d’incenso, odora adesso di abiti da sera. 79
Le donne aspirano a occupare posti di cui gli stessi maschi dovrebbero vergognarsi. 80
Animali programmati ai fini della produzione industriale. 81
In banche e supermercati il silenzio riservato una volta ai luoghi sacri. 82
A che serve cercare ragioni alla fine dei tempi? 83
Libertà di quale pensiero? 84
Liberi in tutto, eccetto in ciò che una volta era considerato necessario. 85
Con la sensibilità di un Leopardi sei preso per uno psicolabile. 86
Perfino tornare in polvere è diventato costoso. 87
Nelle case dei contadini c’era una piccola entrata per i gatti, la gattaiuola. 88
L’attore non sa più imitare voci e sguardi di dei. 89
Riesci finalmente a intravvedere una stella tra i lampioni notturni ed è un satellite artificiale. 90
Né comico né tragico, è finita la commedia. 91
Basta una diga a spazzar via un ambiente di milioni di anni. 92
Il bambino che addita il re nudo è un maleducato. 93
Ultimo sussulto il sessantotto. 94
Non più vita, ma sopravvivenza in parchi e musei. 95
Una pausa di silenzio durante una conversazione ed è panico. 96
La voce che grida come canna del deserto è ormai sfiatata. 97
Lascerà qualcuno di voi una memoria orale? 98
La storia è diventata l’album di famiglia della borghesia. 99
L’attento ascoltatore di Omero lo aiutava a ricordare, il distratto a improvvisare. 100
Nulla più con le proprie mani. 101
Ciò che resta di bello sarà messo in commercio. 102
La presenza di Dio è più formidabile di quella dell’atomo, ma, pur non avendo mai nessuno visto, udito, toccato, fiutato, assaggiato un atomo, esso esiste più di Dio. 103
La ragione è l’istinto dell’uomo, Dio non ha bisogno di ragionare. 104
Ti assicurano di aver debellato le malattie del passato per prepararti a sopportare quelle ben peggiori del futuro. 105
In milioni di anni nessun essere vivente era morto stritolato, crivellato, frantumato, fuso, polverizzato, schiacciato in un attimo, mai la natura aveva prodotto una morte tanto violenta quanto la macchina. 106
Quelli un passato felice, noi un futuro felice, quelli l’età dell’oro o il paradiso terrestre, noi il progresso. 107
Ai polli è stato tolto il diritto di raspare il terreno, ai maiali di rotolarsi nel fango, agli asini di esistere. 108
Conosciamo un infinitesimo di tempo e di spazio e siamo sicuri di aver scoperto la struttura della materia. 109
Abbiamo un enorme potere sulla natura, ma senza gusto. 110
Il jazz sopravviverà come musica accademica. 111
Dopo la pace universale non si daranno pace. 112
Non c’è nulla in cui credere, così si crede all’ultima stramberia offerta dal mercato. 113
La sua penna è una piuma tanto leggera da non toccare le cose. 114
Se l’anima non fosse immortale, non saprebbero che farsene. 115
Il saggio sa meglio le cose che non sa. 116
Anche la cicala vorrebbe campare in eterno. 117
Il regista fa in modo che l’attore non capisca quello che fa e non faccia quello che capisce. 118
Il sangue dei martiri non è più fertile, va a finire sull’asfalto. 119
Il poeta si è liberato di metro e rima per diventare schiavo delle mode letterarie. 120
I nostri riti sono un minuto di silenzio. 121
Ogni sapere corteggia il metodo scientifico, a parte la matematica, che però da dea è passata a serva. 122
Con quei cosi lì, come si chiamano, pensiamo di star meglio degli antichi. 123
Stavano peggio di noi, ma cantavano e fischiavano tutto il giorno. 124
I sogni dei chirotteri a testa in giù. 125
Mentre brucia la casa fa considerazioni sulla bellezza del fuoco. 126
L’arte ha perso il delirio delle muse. 127
Come se potesse esistere una specie felice a spese di tutte le altre! 128
Le donne sorridono dei timidi, proprio di coloro che affollano i loro sogni. 129
Nietzsche viene lucidato dai suoi detrattori. 130
Non è tempo di dettagli, è tempo di andare al sodo, senza stile. 131
L’occidente vuole conoscere, l’oriente anche ignorare. 132
Nello stesso istante miliardi di persone la stessa notizia, lo stesso commento, la stessa opinione. 133
Deridiamo la vita dei primitivi, noi non abbiamo neanche quella. 134
Lo schiavo poteva guardare il padrone negli occhi, noi no. 135
Non abbiamo una pace individuale e invochiamo quella universale. 136
Con la sua vocina e con le sue tettine viene usata per promuovere un nuovo deodorante, siamo nel Kali Yuga. 137
Passano la vita ad accumulare, ma hanno sempre meno di quelli che hanno di più. 138
Una sventura, una carneficina, nulla è oggetto di tragedia; la tragedia richiedeva la presenza di un dio. 139
Non abbiamo, nessuno di noi, conoscenze veramente nostre da trasmettere ai figli. 140
Pascal abbandona quella scienza che per Cartesio era tutto. 141
Mai era giunto a tanta superstizione, ignoranza, empietà, menzogna, cattivo gusto, e intanto presume di aver raggiunto una civiltà superiore a tutte le altre. 142
Quegli aggeggi sarebbero utili se rappresentassero non solo i loro divertimenti ma anche la loro morte. 143
La scienza spiega, non comprende, dice come, non perché. 144
Eccolo il nostro musicista, non sa suonare ciò che compone né sa comporre ciò che suona. 145
L’alchimia in cerca della pietra filosofale, la chimica dell’elisir di lunga vita. 146
Il più a lungo possibile una vita insignificante. 147
Il pensiero della morte va rimosso con una vacanza. 148
Non è forse l’unico animale sempre in calore? 149
Messo a tacere il rumore del vento, solo il tuono scuote per qualche istante l’orecchio assordato. 150
Terremoti e disastri ambientali: occasioni per esibire i mezzi di soccorso, più che per soccorrere. 151
Preferiremo che manchi l’aria e l’acqua piuttosto che l’elettricità. 152
La politica, gestione degli affari borghesi. 153
Opinioni su tutto e sul contrario di tutto, in modo che ogni opinione valga quanto l’opposta. 154
Il concetto di progresso ha la massima comprensione e la minima estensione, come il concetto di Dio. 155
A recita hanno ridotto il teatro, a farsa il jazz. 156
Libertà di pensiero, anche il più ripugnante, purché non si metta in discussione la libertà di mercato. 157
Talmente abituati alla menzogna che, se li smascheri, ti accusano di non essere una persona per bene. 158
Pitagora accusato da Eraclito di occuparsi troppo della conoscenza. 159
Già Esiodo lamentava l’ingratitudine dell’uomo nei confronti della madre terra, perfino il Corano. 160
L’arte ci riconciliava con la natura, adesso ne è un surrogato. 161
Chi sceglieva una vita contro corrente destava meraviglia, ora è un esempio pericoloso, da isolare ed emarginare. 162
L’opinione pubblica è quella di chi ne ordina i sondaggi. 163
Accettiamo ogni forma di aberrazione, ma non quella che il dio scatena nei pazzi, così lo domiamo coi farmaci. 164
Scoppiasse l’atomica, il programma va avanti tra una pubblicità e l’altra. 165
Non esperienze di vita ma di notizie. 166
Lo scienziato Galileo aveva ancora un po’ di umiltà nell’accostarsi ai segreti della natura. 167
Con pudore denudavamo la madre terra, con impudenza la sventriamo. 168
Le sorti della terra seguono l’andamento della borsa. 169
Un fuggi fuggi verso dove c’è già un fuggi fuggi. 170
Se in un grosso artista serpeggia qualche dubbio, glielo dissolvono con un premio più grosso. 171
Appena scopri che sa scrivere bene, non scopri nient’altro. 172
Abbiamo capito che non siamo al centro dell’universo, ancora non capiamo che non siamo neanche al centro del tempo geologico. 173
Non li prendono a schiaffi, li bocciano. 174
La festa dell’uomo è adesso un reato contro la festa della natura. 175
Piacere senza gioia, attenuazione del dolore senza sollievo. 176
A questo punto anche gli insetti aspettano il redentore. 177
Il linguaggio matematico fa apparire più profonda la scienza, così la scienza lo usa anche quando non è necessario. 178
I lampioni notturni m’impediscono di guardare le stelle e Confucio mi dice di non protestare, bensì di accendere un lume. 179
Ormai la morte riguarda solo chi muore. 180
La legge serve a legalizzare i reati borghesi, non a punirli. 181
Li addestrano a parlare senza muovere un dito. 182
La terra era stanca e produsse l’uomo. 183
L’albero della conoscenza è invecchiato, sta cacciando i succhioni della conoscenza scientifica. 184
Per l’economia della madre terra un cerambice è più intelligente di un uomo. 185
Il saggio imparerà l’arte dell’ira. 186
Popolato di sogni era il sonno dei gattini. 187
Per scandagliare la psiche Freud lancia sonde, Dostoevskij si tuffa. 188
Significato di una parola era chi la diceva. 189
Fabre non aveva bisogno di strumenti scientifici. 190
Il nome che gli uccelli migratori danno alle stelle. 191
A Cristo bastava un po’ di buon senso per non finire in croce, ma sapeva che il buon senso è una virtù borghese. 192
Per non sporcarsi le mani di sangue animale usa le macchine per trafiggere, sgozzare, squartare, tagliare. 193
Era l’essere più pensoso della terra, adesso il più spensierato. 194
Non mi dice cos’è una fiamma, un colore di fiamma, una fiamma di colori, continua a ripetermi che è il prodotto di una combustione. 195
Mentiscono e smentiscono la stessa notizia in modo che la menzogna faccia più notizia della smentita. 196
Massacri e assassini, ordinaria amministrazione dello Stato. 197
Rimpiangono la natura, ma non rinunziano alla vita cittadina. 198
Lo schiavo non godeva dei diritti umani, ma non lavorava in fabbrica. 199
L’uomo potrà anche colonizzare il sistema solare, ma appena sorge il sole si troverà spiazzato nei confronti del canto di un gallo. 200
La mantide ondeggia con le foglie al ritmo del vento. 201
Un eroe o un santo passa adesso inosservato. 202
Un mondo di soli pioppi o di soli cavalli, era questo il fine del moltiplicatevi e calpestate la terra? 203
Non la petulante gazza, non il sentimentale elefante, solo l’uomo pareva destinato alla divinità. 204
Intubiamo l’acqua impedendole di dissetare la terra. 205
C’è più sapienza nel coleottero che fa scaldare le elitre prima di prendere il volo o nel ragno che raccoglie la tela al primo tuono, che in un funzionario di banca. 206
Sterminate popolazioni sterminate. 207
Dopo essersi liberato della natura, degli dei, dei miti e dei misteri, l’uomo può fare di sé ciò che vuole. 208
Incarnazione di qualche dio ritardatario prima di abbandonare la terra, Frank Zappa. 209
In mano all’uomo la sorte di ogni altro essere vivente. 210
È più facile aver pietà di una formicuzza ferita che di un formicaio in fiamme. 211
Se gli accademici da cui si difendeva Galileo erano ridicoli, ancora più ridicoli sono gli scienziati attuali quando si rifiutano di pronunziarsi su questioni che valicherebbero i confini della propria disciplina. 212
Nuove forme per non dire nulla, ecco la nostra arte. 213
La scommessa di Pascal? Vale anche al contrario. 214
Rilke non scrive, sussurra. 215
È finita ogni memoria orale. 216
Viviamo più a lungo di un insetto, che ha però antenati molto più antichi dei nostri. 217
Ciò che funziona non vive e ciò che vive non funziona. 218
Il buon senso non è più sensato. 219
Anche se dagli esperimenti sugli animali otteniamo conoscenze, sono conoscenze brutte. 220
Il logos si è fatto carne, infine notizia. 221
Non sempre il ragionamento è ragionevole, può giustificare qualsiasi corbelleria. 222
La notte non è più il riposo del giorno, è il suo rimprovero. 223
La scienza si è trasformata in linguaggio sulla tecnologia. 224
La scienza finisce col costruire gli oggetti della propria conoscenza. 225
Sdegnato accettava il cibo l’assiuolo. 226
Misuriamo l’intelligenza degli animali con la nostra. 227
Atrofizzata ogni sensibilità, percepiamo solo il grossolano. 228
Non più per un bene superiore, ma per un male inferiore. 229
Per riprenderci la vita dovremmo iniziare da uno smantellamento generale. 230
Ma pure il Neanderthalensis sapeva fare osservazioni scientifiche! 231
Nel formicaio si continua a trasportare cibo e uova bianche mentre sta per giungere la ruspa. 232
Preferiscono un colpevole per bene a un innocente che sbraita, un bugiardo posato a una persona schietta che parla con foga. 233
Potevamo parlare con pietre e insetti. 234
Non contano neanche i sistemi di difesa di cuccioli e pulcini. 235
Non più norme interiori, tutto è ammesso, purché non infranga una legge dello Stato. 236
Il nido di un uccello è collaudato più a lungo del cemento armato. 237
Nera e bianca la cacca della gazza, nera e bianca come la sua livrea. 238
L’uomo si è accorto di essere la più potente specie terrestre, non di essere l’ultima arrivata. 239
Rimbaud. Meglio mercante in Africa che poeta in Europa. 240
Persino lo scorpione ha paura del formicaio. 241
Li costringono a dormire in fretta dopo averli costretti a lavorare in fretta. 242
Si promuovono i più utili, non i migliori. 243
Insomma, i cuccioli imparano a combattere col gioco, proprio come i cuccioli d’uomo coi giocattoli. 244
Swift, questo rondone che, dicono, dorme in volo. 245
Ti loda un Göthe? Non ti fidare. 246
Non interessa il malato ai nostri medici, ma la sua malattia. 247
Un’epoca di chiavi. 248
L’industriale non mangia le proprie scatolette. 249
Gli uomini del paleolitico vengono ricordati meglio dagli antichi miti che dagli archeologi. 250
Chi subisce un torto deve mantenere la calma, altrimenti ha torto. 251
La fame di giustizia viene considerata una patologia. 252
Il nomade Abele e il cittadino Caino. 253
L’uomo è meno uomo di quanto un gufo è un gufo. 254
La Grecia conservava odori di civiltà millenarie, noi musei. 255
Dovremmo avere la penna di Artaud per urlare. 256
L’abito non fa il monaco, fa il borghese. 257
I migliori filosofi conoscono il metro e la rima. 258
C’è qualche poeta tra i nostri scienziati? 259
La cura dell’insonnia era dormirci sopra. 260
La scienza è sospetta, non ama i propri oggetti. Si conosce solo ciò che si ama. 261
Lo scibile è diventato scientifico, quando la scienza era la parte più prosaica dello scibile. 262
A forza di inventare nuove parole, la scienza non saprà come pronunziarle né a chi rivolgerle. 263
Il sesso è monotono senza i dardi del dio. 264
Per quanto più ignorante, Plinio è meno noioso di un Newton. 265
La scienza non entra in confidenza coi propri oggetti come Fabre con uno Sphex. 266
A una donna la prima colpa, ma prima ancora a un animale. 267
Una vita d’arte era anche un’arte di vita. 268
Non si canta in giro, non si sente neanche uno Sterne cantare il lilibullero. 269
Il numero è divino, il calcolo umano. 270
I valori non erano solo valori umani. 271
Scegliere una vita da eremita non era il segno di un fallimento. 272
Una vita naturale viene considerata aberrante e una vita aberrante naturale. 273
Abbiamo perso il dono di dar nomi alle cose, possiamo darne solo ai nostri prodotti. 274
Grossolane semplificazioni della scienza fatte passare per leggi della natura. 275
Giocattoli da pattumiera i nostri prodotti, neanche il tempo di affezionarsi. 276
Meglio in pasto agli avvoltoi che sepolto in cimitero. 277
Quando non c’erano specchi ci si specchiava negli altri. 278
La scienza presume di rivelare il recondito. Non sa che certe gemme perdono lucentezza se esposte alla luce. 279
Il passato viene denigrato in modo che le nuove generazioni pensino di vivere nel mondo migliore. 280
La scienza è diventata una pratica che, per darsi un contegno, formula teorie scientifiche. 281
Il gatto si struscia alle tue gambe e per costoro sta delimitando il proprio territorio. 282
Voltarsi a guardare senza muovere le pupille, come Montezuma, come Nietzsche e come le aquile. 283
L’ingiustizia diventa giusta con un provvedimento legislativo. 284
Più scopi dell’uomo ha adesso una gazza che raccoglie pezzi di vetro. 285
Se per conoscere abbiamo bisogno di alte tecnologie, o può conoscere solo chi può accedervi o le conoscenze che se ne ottengono sono fasulle. 286
È incappato nello 0,3 per cento delle cause di morte. 287
L’arte aveva bambini e ignoranti dalla propria parte. 288
Uno stuzzicadenti in punto di morte. Jarry. 289
Il guerriero non faceva cruciverba prima della battaglia. 290
Abbiamo solo conoscenze finanziate. 291
Con Platone nacque l’idea di uno Stato giusto, quando già Aristofane se la rideva. 292
Col rendere tutto opinabile abbiamo disarmato il pensiero. 293
Dice e non dice, così sarà punito sia per ciò che dice che per ciò che non dice. 294
Appena si trova di fronte a concetti non quantificabili la scienza inizia a delirare. 295
L’autocoscienza in sogno, il ragionamento in sogno, molto più lucidi e vivaci che da svegli. 296
Si fanno esperimenti sulle malattie e sulla morte degli animali, non sulla loro vita. 297
Noè salvò pure gli animali inutili. 298
Basta il vocabolario di un bambino per esprimere pensieri profondi. 299
Efferati delitti in nome di Dio, ora in nome dello Stato. 300
Non ha nulla da dire ma lo dice con arte. 301
Göthe e Shakespeare fanno apparire profondi i luoghi comuni. 302
È una Sfinge, bisogna saperlo interrogare Kleist. 303
Basta comportarsi come tutti gli altri per continuare a offendere la terra. 304
Il frutto migliore della terra subito marcio. 305
Buñuel dice continuamente qualcosa e costoro lo prendono per un bambino che si ficca il dito nel naso davanti a signore per bene. 306
Ci sono sempre stati coglioni e delinquenti, ma adesso hanno la bomba atomica. 307
I diritti umani del Neanderthalensis. 308
Hanno talmente poco da dire che discutono animatamente su come dirlo. 309
Tutta l’etica in funzione dell’uomo, le stelle si sentono offese. 310
I primitivi riuscivano a pensare cosa ne pensasse un giaguaro. 311
La macchina sostituisce il sudore della fronte, ma poi bisogna sudare con macchine di palestra. 312
Dio è impotente contro gli incendi del mio boschetto. 313
Gli uomini dal breve destino scrutano solo una piccola parte della vita con le loro esistenze e quel poco che riescono a capire lo chiamano scienza. Empedocle. 314
Così saremmo noi a dar senso a galassie e ammoniti quando non sappiamo dare loro neanche un bel nome. 315
Se il Big Bang ci apparisse in sogno, sarebbe meno ridicolo. 316
Anche se avessimo leggi giuste per tutti gli uomini, sarebbero ingiuste per il Cervus lucanus. 317
La scrittura serve a dimenticare più che a ricordare. 318
Non era l’America l’Atlantide? 319
Puoi imbrogliare mentre componi, non mentre improvvisi. 320
Antichi nomi a nuova merce da macero. 321
Un’unica cultura per un unico mercato e un unico mercato per un’unica cultura. 322
No, non puoi farne un soggetto artistico, quindi meglio i ghirigori e le macchie di colori dell’arte astratta. 323
Nessun animale è volgare, a parte l’uomo. 324
Lo Stato protegge l’industria dei chiodi anche se non c’è nulla da inchiodare. 325
Comunione dei santi, eterno ritorno, tutto è stato detto. 326
Non possiamo scegliere una nostra vita o una nostra morte e ci riteniamo più liberi che nel passato. 327
La storia veniva tramandata, ora viene documentata, e con documenti falsi. 328
Esperimenti sugli animali come anticamera degli esperimenti negli ospedali. 329
In caso di pericolo il pulcino di cornacchia schiocca il becco come l’assiuolo e come la civetta. 330
Il gusto, non l’opinione, unisce le masse. 331
Chissà che sta facendo lei in questo momento, si starà pettinando. 332
Visto che è maleducato urlare, urlo in pensiero. 333
Ormai viviamo più nei sogni che da svegli. 334
Cartesio. Era tempo di chiedersi qual è la cosa più importante e costui si chiede qual è la più certa. 335
È più facile controllare miliardi di persone con gli stessi gusti che una decina di persone con gusti diversi. 336
Chi dà tutto per nulla è diventato sospetto. 337
Contro ogni scuola: Dio è un autodidatta. 338
Di fronte a nuove situazioni anche l’uomo, come gli animali, continua a comportarsi secondo antichi istinti. 339
Stiamo coinvolgendo piante e animali nella nostra morte innaturale. 340
Un contadino del Medio Evo aveva più conoscenze di un impiegato. 341
La scienza ammette di non avere conoscenze definitive, ma intanto ridicolizza le altre forme di conoscenza. 342
Non possiamo ridurre il mondo a ciò che riusciamo a dire di esso. 343
Hanno costoro esperienze condivise? Di condiviso hanno solo opinioni, notizie, canzonette e spot pubblicitari. 344
Libertà di pensiero tra dieci tipi di pensiero dominante. 345
Il giornalista, il nostro scriba e fariseo, prete e cardinale. 346
L’artista, il nostro giullare di corte. 347
L’erba non cresce al passaggio dell’industriale. 348
La parola arte diventerà una parola volgare. 349
Anche una marionetta è impudica senza vestiti. 350
Il dolore umano ha perso dignità. 351
Il progresso, il nostro Anticristo. 352
La sola parola poesia fa già ridere. 353
Chi si oppone al sistema è trattato peggio di un criminale. 354
Non comprendono nulla ma spiegano tutto. 355
Con le loro impronte di fossili le pietre sono più vive di noi. 356
Forse nei sogni ripercorriamo antichissime forme di sensibilità e di intelligenza. 357
Meglio peccatori nel confessionale che malati nello studio di uno psicanalista, meglio penitenti che truffati. 358
Nel gregge non si conta, si viene contati. 359
Ovunque limiti di proprietà. 360
Tutte le conoscenze scientifiche non fanno le conoscenze musicali di un Bach. 361
Solo le conoscenze scientifiche possono essere antiquate. 362
Potrebbe anche avere un’intelligenza superiore, ma non sa curare la prole meglio degli animali. 363
La gravità è la vis attrattiva. 364
Le leggi scientifiche non sono sufficienti a spiegare il mimetismo di piante e animali. 365
Ha forse la specie umana assistito alla comparsa di nuove specie viventi? Assiste a estinzioni. 366
In nome di che razza di scienza tagliano le antenne agli insetti? 367
Non c’è un dove e un quando nell’orgasmo della donna, c’è solo un come. 368
Vogliono guarire i mali di una società malata dei loro mali. 369
L’unica cosa saggia che sa dire è, in punto di morte, “sono fregato”. 370
La storia è adesso innocua, non è l’album di famiglia della borghesia? 371
Plinio ricorda, prima dei geologi, il Mediterraneo come un lago separato dall’Atlantico. 372
Volgarità in chi nega Dio, presunzione in chi lo dimostra. 373
L’isola di Pasqua conserverà più memoria di New York. 374
Sei indignato e ti prendono per un frustrato. 375
Antiche conoscenze fatte passare come conquiste della scienza moderna. 376
Chissà se giocando col gatto non sia il gatto a giocare con noi, come dice Montaigne. Di sicuro non giocano gli animali in gabbia. 377
Scrivendo col dito sulla sabbia puoi inventare un nuovo sistema matematico. 378
Siamo in troppi, così non ci accorgiamo se manca qualcuno di noi. 379
Se la scienza antica poneva problemi, la nostra verifica certezze fasulle, le cosiddette ipotesi. 380
Costa sempre più il mezzo di produzione del prodotto. 381
Cristo ha sostituito il proprio sacrificio a quello degli animali, così i cristiani hanno inventato i macelli. 382
Secondo costoro una pietra è più vuota che piena, il che non influisce sul comportamento di chi lancia sassi. 383
Non abbiamo la libertà di fare i sogni che vogliamo, doni ineludibili di Giove. 384
Si commettono crimini a colpi di carta bollata a norma di legge. 385
L’arte è ancora viva, cresce come la barba di un cadavere. 386
La loro visione del mondo è condizionata da ciò che hanno deciso di conoscere. 387
La nostra visione del mondo è condizionata da ciò che hanno deciso di farci conoscere. 388
Sfortunato il cane, in simbiosi con un essere come l’uomo. 389
Come mai il cane abbaia contro le ruote delle macchine? Studia, scienziato, studia. 390
Esiste un’enciclopedia sui capitalisti e loro affari? 391
È diverso il pianto di un bambino da quello di un pulcino? 392
Se c’è una sostanza delle cose, essa è nel nome delle cose. 393
Possedendo l’atomica puoi essere garbato con tutti. 394
Preferisco la compagnia di un delinquente a quella di una persona per bene. 395
Solo tracce di morte lascerà la nostra tecnologia. 396
Della politica occidentale degli ultimi secoli si può parlare solo in termini di insulti. 397
A me la parola democrazia fa ridere. 398
Il concetto darwiniano di selezione naturale è così generico che puoi farvi rientrare i litigi tra marito e moglie. 399
Non è il critico d’arte il nostro piazzista, il nostro banditore, il nostro ciarlatano e imbonitore? 400
I termini scientifici sono la Babele della scienza. 401
Il nobile aveva tempo; l’industriale non ha il tempo di raccogliere il pennello a un pittore. 402
Esisteva al tempo dei Greci l’apologia di reato? 403
Più forte dei fulmini la tecnologia? Più imprevedibile. 404
Fino a quando l’operaio avrà gli stessi gusti del padrone, per il padrone sarà una pacchia. 405
Non ci viene permesso di alzare la voce contro i nostri nemici. 406
Visto che la fede nell’immortalità vacilla, ci aggrappiamo alle promesse della scienza, che al massimo può assicurarci una vita più lunga. 407
La natura si potrà abituare alle macchine, ma non si sottometterà mai. 408
I terremoti sono notizie. 409
Basta la mancanza di elettricità a mandare in crisi tutto il sistema. 410
Furba divisione dei poteri: noi facciamo affari in piena libertà, la legge li consacra, la giustizia li protegge e il potere li impone. 411
Se t’incazzi stai male. Ma stai bene se non t’incazzi? 412
Che v’importa se voglio morire con la sigaretta in bocca? 413
Abbiamo motivi per affrontare coraggiosamente la morte? 414
Non è possibile vivere da eremita? Dunque non è possibile vivere. 415
Dopo l’amore il timido ringrazia. 416
’Sti poeti pretendono un’enorme erudizione da parte del lettore. 417
Non imbrattiamoci la bocca dei loro nomi. 418
Ai millenni bastano le parole di un bambino, al secolo non bastano le parole di un vocabolario. 419
Alla ricerca di rimedi alla noia e questo lo chiamano arte. 420
Orrendo pubblicare una poesia. 421
Non sappiamo assegnare nomi alle stelle. 422
Non so che farmene della libertà di pensiero tra gente rincoglio-nita dai media. 423
Il jazz, nato tra odori di terra, di strade, di sigari e birra, è diventato inodore, insapore e incolore. 424
I vermi che divorano il formaggio non vedono che vermi. 425
Alla ricerca di briciole di giustizia nell’ingiustizia universale. 426
Guardate il gattino con quanta curiosità guarda gli insetti. 427
Urla schifata alla vista di un insetto, io alla vista di lei. 428
Del resto, Gogol, hai una ricchezza enorme, non hai bisogno della ragazzina che ti venga incontro. 429
La scienza di Aristotele è antiquata, attuali le domande sulla scienza di Eraclito e Parmenide. 430
Se la conoscenza, Bacone, è potere, il potere non è conoscenza. 431
Per quanto lo perfezioniamo e lo estendiamo al maggior numero possibile di uomini, l’ambiente artificiale in cui viviamo è un tumore per la terra. 432
Se le pulci diventassero dei potenziali acquirenti dei nostri prodotti, concederemmo anche ad esse la libertà di pensiero, di opinione, di religione e tutti gli altri diritti umani. 433
Rimpiangeranno Mingus e Parker. 434
Mica scemo Don Quichotte, da solo contro i mulini a vento! 435
Letta l’ultima novità letteraria. L’ho scagliata lungo il pavimento come una pietra a rimbalzare sull’acqua ed è andata a sbattere contro il battiscopa. 436
Il ragno subito a riparare la rete dopo il temporale. 437
Il nemico non è una persona, è un ismo. 438
A costoro non interessa la conoscenza scientifica, interessa esibirla come proprietà privata. 439
Scandagliare nell’opera di tale artista è come smontare un vecchio elettrodomestico. 440
Re, conti, papi, tiranni, capi, condottieri, imperatori, non possedevano il potere che posseggono ’ste merde su aria, acqua, terra e fuoco. Se con quelli ci si poteva rassegnare, con costoro non è possibile avere una verità, una ragione, uno spirito, un’anima, una speranza, una comunicazione, un contatto qualsiasi. 441
Non più urla di dolore al defunto, non più singhiozzi al moribondo, già! in ospedale non si può urlare. 442
Non vi traballa la terra sotto i piedi, cari filosofi attuali? 443
Fino a quando saremo così ottimisti nel mettere al mondo altri esseri umani? 444
Ha qualcuno di voi obiezioni contro il segreto industriale? 445
Tolto quanto ci ammanniscono i media, non abbiamo nulla da dirci, non abbiamo esperienze comuni su cui conversare. 446
Che pena l’Adda senza un filo d’erba lungo la riva. 447
Si abituerà il corpo umano alle alte velocità così come si è abituato a mangiare patate? Fino a quando i bambini vomiteranno in auto sarà innaturale superare la velocità di un cavallo. 448
Neanche la forza di protestare mentalmente. 449
Al taglio del nastro non assistono gli angeli. 450
Male, molto male, l’artista professore. 451
Possiamo dimostrare che ci basta il pane quotidiano per essere più felici di loro. 452
Nasciamo e moriamo più o meno allo stesso modo di libellule e picchi. Cosa avremmo di tanto diverso da loro oltre la vita e la morte? 453
Un gatto seduto sul cassonetto dei rifiuti e le stelle a contemplarsi. 454
Reliquie di santi ed eroi, adesso di atleti, cantanti e attori. 455
Che libertà di pensiero se non riescono a organizzarsi un viaggio senza l’agenzia? 456
Il successo, l’arte asservita al potere. 457
Le Muse non danzavano in Accademia. 458
Le parole erano cose, ora le cose sono parole. 459
Socrate si rifiutava di scrivere. 460
Cosa puoi scrivere d’interessante se scrivi per pubblicare? 461
Mai dirti dove va, perché va, quando va, va talmente che, benché vada, quell’insetto strano che m’è entrato in casa, ti danno solo la classificazione e un nome che se lo pronunzi al bar ti ridono in faccia. 462
O Musil, o veli di donna! 463
L’elettroshock è per costoro una cura della pazzia. 464
Invece di entrare nelle grazie delle Muse, l’artista odierno le prostituisce. 465
Scuole, università, accademie, luoghi di irreggimentazione. La vera scuola sono i media, luoghi di rincoglionimento. 466
Quanta gratitudine negli occhi di una donna alla quale hai appena terminato un bel ritratto! 467
Accanimento di Nietzsche e Schopenhauer nello svelare quanto Chuang Tse preferisce velare! 468
Se usi e costumi di una volta erano roba da matti, ora sono roba da criminali. 469
I Persiani, come ci riferisce Erodoto, prima di discutere affari importanti si ubriacavano. 470
In duemila anni di civiltà cristiana non ho trovato un verso a un gattino che, come il mio in questo momento, fa le fusa. La poesia orientale sarebbe stupida. 471
Non capisco come nessuno si spaventi alla vista di una macchina, mentre tutti si spaventano alla vista di un insetto. 472
La morte è una notizia che riguarda quella degli altri. 473
A Socrate non resterebbe da imparare a suonare la lira, ma da farsi discepolo del suo discepolo Diogene. 474
Non hanno nulla da obiettarti, Leopardi, e se ne escono col fatto che non ti lavavi. 475
Per costoro anche Dio è un affare. 476
Sorella morte, vieni a prendermi quando vuoi, ma sarebbe un dono morire a causa di un insetto invece che di una macchina o di un cancerogeno. 477
Morire a causa di un insetto è già un morire per una causa. 478
Da una cinepresa, da una telecamera non bisogna solo difendersi, bisogna fuggire. 479
Non riusciranno a concepire come si possa sedere senza una sedia, cacare senza un cesso e lavorare senza un macchinario. 480
Se vuoi fare qualcosa di naturale, ci sono le agenzie turistiche. 481
Hanno iniettato la droga in un ragno. La tela che ha fatto era completamente diversa dal solito. Il ragno ha solo il filo per agire sul mondo. 482
Quando inizia a perdere interesse al gioco, il gattino diventa cacciatore, l’uomo diventa una persona per bene. 483
Dante non avrebbe vinto il Nobel. 484
Nessuna gioia dell’uomo potrà ormai essere spensierata. 485
Neanche la più utile delle costruzioni doveva essere fatta a spese del gufo reale. 486
Di movimento naturale non ci resta che l’atto sessuale. E forse neanche quello. 487
Finiranno per far credere che i dipinti delle grotte preistoriche sono stati finanziati dai capitalisti dell’epoca. 488
La natura non funziona come una macchina. 489
Ci hanno espropriati della memoria orale. 490
Nei paesi sottosviluppati la strada della libertà passa attraverso la cravatta. 491
L’eredità! Se nella tomba si lasciavano al morto tutti i suoi beni e se ora non gli si lascia nulla, o gli eredi attuali sono ladri o era ladro il morto di una volta. 492
Se oltre alle notizie ci comunicassero dove, quando, da chi le hanno comprate e a quale prezzo, farebbero meno notizia. 493
La bandiera di un Stato sarebbe più utile se si limitasse a indicare la forza e la direzione del vento. 494
Cosa restituire alla madre terra? Neanche il nostro cadavere le restituiamo. 495
Se Stendhal consigliava l’ingresso in società con un duello, ora lo consiglierebbe per uscirne. 496
I cani si appartano quando stanno per morire. 497
Un buon romanzo usa la trama come pretesto, lo sanno bene Gogol, Dostoevskij, Musil, Čapek, Ortese, Pasolini, Pavese, Miller, Melville… 498
Ve lo immaginate un Diogene grattarsi la pancia, invece che al mercato di Atene, in un odierno supermercato? 499
Pure il nibbio ha la sua Weltanschauung. 500
Se gli aforismi sono le pietruzze di un mosaico, questo è la pietruzza dello sguardo. 501
Perché non chiediamo a Tiresia di imparare a guardare senza la vista? 502
Nessuno mi perseguita per aver ucciso un pipistrello. 503
Intanto le galassie continuano la loro corsa forsennata. 504
La generazione dei grilli canterini sia con voi. 505
Il sapere, un albero che cresceva, è ora un prodotto destinato al macero. 506
Costoro se la ridono se parli di castità. 507
Vituperiamo caste e gerarchie, noi ci basta una sola, tra chi ha denaro e chi no. 508
Sembrava che non sapesse Esiodo, retorica sembrava, quel che dicesse di gioghi a buoi e di morsi ai cavalli. 509
Se il cattolicesimo non fa santo un don Milani, un don Tonino Bello o un Alex Zanotelli, cavoli suoi. 510
Rinunziare alla basilica di San Pietro piuttosto che avere a che fare col capitalismo. 511
Le masse borghesi si stanno gonfiando, non c’è argine che tenga. 512
Il pensiero della morte potrebbe nobilitarci. 513
Troppo abbandono, troppa passione, troppa dedizione per una donna, finisci per farle provare disgusto. 514
Il disfacimento totale non presenta segni, ecco che nessuno lo nota. 515
Le Pleiadi. 516
Lo Shakespeare, il Göthe, l’Hugo, il Manzoni della letteratura americana? Paperino. 517
Cos’è quella specie di caleidoscopio che appare se chiudi gli occhi e tenti di guardare nel buio? 518
Per emergere dalla massa non basta sollevarsi sulla punta dei piedi, bisogna calpestare o salire addosso gli altri. 519
Per costoro chi si sacrifica per un altro è un fesso. 520
Il dio dei bivalvi verrà a riprendersi le perle, o no, Prévert? 521
Quando gli uomini temevano la natura non temevano se stessi. 522
Qualche fiore, qualche animale che somigli a Pasolini? I geni scontrosi non fanno figli. 523
In nome della conoscenza lei sa spezzare il collo a un topolino vivo, mi ha fatto vedere come si fa, basta premere indice e pollice sulla prima o seconda vertebra, così mi pare di aver capito. 524
Se in amore perde chi ama di più, non è una sconfitta. 525
Un pensiero profondo è un pensiero che non si vuole portare alla luce. O non si può, così vuole la buona educazione. 526
Sì, Dostoevskij, è vergognoso voler vivere più di quarant’anni. 527
Ha la capacità di esprimere meglio di tutti gli altri quanto già esprimono tutti gli altri, eccolo il nostro scrittore. 528
Cristo amò pure i suoi nemici, ma come Kohlhaas nulla concesse loro. 529
Stonata la presenza umana nel concerto della natura, un impiastro nel paesaggio, uno schiaffo al mare, sputi su pianure e montagne da quando sono comparse metropoli, fabbriche, autostrade, gallerie, ciminiere e impianti. 530
Per quanto abbiamo mezzi di comunicazione a bizzeffe, siamo muti, non siamo capaci di entrare in confidenza con chi ci sta attorno. 531
Accecata e offesa la notte da fari e lampioni. 532
Pezzi di ricambio, da un lavoro a un altro, da una città a un’altra, da un girone d’inferno a un altro. 533
Un uomo può ora commettere crimini comodamente seduto in poltrona, premendo pulsanti. 534
Potresti ancora dire, Thoreau, “Sono felice che vi siano i gufi”? 535
Valgono di più le urla di Göthe sul letto di morte che tutta la sua opera monumentale. 536
Esterrefatto il dio degli insetti. 537
Parlavano e discutevano nella mia stessa lingua, ma non si capiva nulla lo stesso. Bulgakov. 538
Non scrive quello che sente, ma quello che vuol far sentire. 539
Per aver smarrito tutta la poesia dell’universo, dobbiamo proprio aver accumulato dei crimini che ci hanno resi maledetti. Simone Weil. 540
Secondo le regole igienicosanitarie imposte dagli industriali il latte munto da Abramo non era a norma di legge né lo era quello di Abele e del buon pastore evangelico o di chi volete voi. 541
Vox populi vox Dei. Il popolo, soppiantato dalla massa, è morto. Così Dio è rimasto senza voce. 542
Potrà dire la terra che siamo stati come dice di dinosauri e nummuliti? Resterà di noi soltanto il cemento armato e il bitume? Su di essi i sedimenti si poseranno per seppellirli lentamente. Nuove rocce nasceranno dalle viscere della crosta. Resterà pietra su pietra? Facciamo ancora parlare le pietre? Cos’altro di noi resterà? La nostra immondizia lasceremo seppellire sul fondo del mare, ci penseranno molluschi, alghe, briozoi e radiolari a ricoprirli e a forgiare nuovi fondi marini. Cos’altro resterà di noi? Resteranno nello spazio i nostri ferri vecchi a vagare o a scontrarsi con code di comete. Sarà mai un incontro? 543
Chi usa parole profonde per cose superficiali e chi parole semplici per cose profonde. 544
Il pubblico di Omero? Quattro gatti. 545
Pochi luoghi dove recitare una poesia. 546
La scienza è diventata così ramificata e specialistica, che, se volesse guardare una bella donna, la sezionerebbe. 547
Alle donne si attribuiscono difetti che potrebbero essere quelli dei tuoi amici. 548
Non si vuole ammettere che nell’ebbrezza si hanno pensieri più profondi che in ufficio o alla catena di montaggio. Per lo meno si perde il senso degli affari. 549
Non sapremo mai cosa pensassero dell’ornitorinco i Tasmaniani sterminati qualche secolo fa e quale nome gli abbiano dato. 550
Via Manzoni, Göthe, Hugo, Fellini..., via Pasolini? Villon? Artaud? Jarry? Zappa? 551
Comunione dei santi, Nietzsche, Leopardi, Dostoevskij. 552
A cosa è servito tanto pensare, tanto cercare, tanto interrogarsi, se poi si scopre che Parmenide è letto meno di un titolo in borsa? 553
Se pensi, c’è qualcosa. Se non pensi, non pensi neanche il nulla. Se pensi il nulla, non puoi determinarlo; puoi comunque determinare l’essere del pensiero. Parmenide. E Cartesio si affretta a dimostrare che lui esiste. 554
Non ci meravigliamo, come gli egizi, del sole che sorge, tanto meno lo ringraziamo. Lo salutassimo almeno! 555
Zappa non è solo musica, è il nostro Omero e, come per Kierkegaard, il nostro Mozart. 556
Un’enciclopedia storica dell’America non esprimerà quanto 200 Motels. 557
Non basterà la scienza a spiegare le pupille e le maschere di serpi, volpi, gufi, ricci, ratti e rospi disegnate sulle ali di una farfalla. 558
La specie umana non è più all’altezza della situazione, non ha ancora finito di dar nomi alle cose e già si mette a manipolarle. 559
Se vuoi morire di noia, leggiti, a parte Fabre e qualche altro, un trattato di entomologia. 560
Hai raggiunto il benessere e ti accorgi che manca qualcosa. 561
La bomba atomica, calma ragazzi, sarà usata solo a fin di bene. 562
Più bisogni? Più attrezzi. Più attrezzi? Più bisogni. 563
Se in metafisica fissi dei punti fermi, devi avere il coraggio di scalarli. 564
Grazie a Zappa finalmente la musica ha le parole che si merita. 565
La nostra igiene è un insulto alla sporcizia del mondo. 566
Ho l’impressione che i filosofi attuali si trovino con le armi spuntate di fronte all’evolvere delle cose. 567
Umanità, che presunzione, il più alto ideale a cui si appellerebbe un redentore. 568
Su spazio e tempo i sogni non hanno ancora detto la loro. 569
L’amore di uno scimpanzé nello spulciare un suo compagno. 570
Se il saggio non si arrabbiava mai, sapeva che prima o poi ci si dava la zappa sui piedi. 571
Hanno la bocca storta a forza di mentire. Bulgakov 572
Se non ti aggreghi sei fottuto. 573
La nostra società è costituita da persone per bene. 574
Se non abbiamo poeti è che non ne siamo degni. 575
Sarebbe l’istinto a guidare l’orso mentre cerca granchi sotto i sassi, l’istinto a fargli sollevare il sasso, l’istinto a passare a un altro sasso, ma in nessuna delle sue azioni si possono trovare differenze con quelle di un uomo nello stesso intento. 576
L’onore offeso veniva riparato col duello. È meno barbaro denunziare e chiedere il risarcimento in denaro? 577
Meno male, le stelle non sono fisse come credevano i tolemaicoaristotelici. Ma più interessante è che le costellazioni sono più o meno le stesse che vedeva Omero. E chissà quali vedevano gli archeopterix. 578
Enorme vantaggio, “questa cosa la so fare pure io”. 579
I lampioni notturni sono spenti. Sono felice. Finalmente rivedo la Via Lattea, la nostra Galassia! 580
Tutto scorre, Eraclito. Tutto è, Parmenide. La stessa cosa. 581
Alla fine la logica si accorge che non riesce a stabilire la verità di una sola proposizione. Ha bisogno anch’essa di una convenzione. 582
Secondo costoro in paradiso sono tutti sfaticati. 583
Costui non rischia neanche una partita a scacchi, se si vergogna di perdere non sa neanche vincere. 584
Ci siamo liberati di dei e dee, di miti e superstizioni per credere in atomi e Big Bang. 585
Accetto una sola luce abbagliante, quella del sole, le altre insultano gli occhi. 586
Alla ricerca di uno stile mentre la casa sta bruciando! 587
Può fare l’uomo sogni felici se il mare è infelice? 588
Meglio suonare per l’eterottero che da giorni sta sulla mia tenda, che per il pubblico in abito da sera. 589
Va a finire che un filmato sulla realtà dei fatti è meno vero di un film di fantascienza. 590
La storia sta diventando il pettegolezzo del giorno successivo. 591
Possedendo tutto non basterà mai nulla. 592
Fa ancora parte del dolore del mondo il dolore dell’uomo? 593
Quando ci accorgeremo che il progresso è un falso idolo, tutti gli dei saranno già fuggiti dalla terra. 594
Illusi di creare con la tecnologia un nuovo paradiso terrestre. 595
Gli storici non raccontano la storia, se la contendono. 596
Se c’è una sostanza del mondo, è il senso degli affari. 597
Le colpe dei figli ricadono ora sui padri. 598
Cristo non fu schiaffeggiato per aver detto il falso, ma perché non aveva chinato il capo davanti al gran sacerdote. 599
Dove sono andati a nascondersi gli dei del lontano oriente? Nei bonsai? Non si accorgono che vengono messi in commercio? 600
Chi si ammala è colpa sua, non si è sottoposto a medici e a macchinari diagnostici. 601
Parecchi giorni prima di partorire la gatta cerca in ogni angolo della casa un posto tranquillo per la nidiata. 602
Arida e deserta la terra nel Devoniano, ma non deturpata. 603
Non era il salvatore dell’uomo anche il salvatore del mondo? 604
Mille elefanti in un ettaro fanno meno di mille inquilini. 605
Quando Cristo tornerà sulla terra non troverà altro che uomini alla sua destra e uomini alla sua sinistra. 606
Omero cantava quanto già si cantava da tempo. 607
Viene abbattuta una chiesa del seicento così come viene incendiato un bosco, è proprio mania di autodistruzione. 608
Il mormorio della pioggia notturna non è generico. 609
L’uomo parlava con gli animali. In che lingua? 610
Non si può guardare con disprezzo la fine dei dinosauri, potrebbe succedere alla nostra. 611
Crediamo nel progresso. Che preghiere gli facciamo? 612
Impunemente crede in Dio il cristiano di oggi. 613
Cristo, iracondo con demoni, scribi, farisei, è infuriato coi mercanti. 614
Che esperienze abbiamo delle notizie? Finiamo per non avere esperienza delle persone e delle cose che ci stanno attorno. 615
Accumuliamo proprio come voi, amiche formicuzze? 616
Immaginiamo un pezzente che ostenta, come scienziati, politici e giornalisti, gli alti princìpi morali di Kant. 617
Bel vantaggio, l’opinione pubblica al posto di fede, miti, superstizioni e credenze! 618
Quanto Pascal trova di meraviglioso nell’uomo potrei trovarlo nell’insetto. 619
Le notizie venivano trasmesse tramite banditori, canti, racconti, storie, aneddoti. Adesso si comprano. 620
Per conoscere te stesso devi diventare un altro. 621
Non sopporta la vista di torture, esecuzioni, detenzioni, bombardamenti, crudeltà. Il borghese delega gli altri, non si sporca mai. 622
San Michele occupa una grotta abitata dagli dei del paleolitico. 623
Se il nido di un uccello è un’opera d’arte, il concetto di arte per l’arte è una corbelleria. 624
Vorrei proprio sapere se lo zucchetto di vescovi ed ebrei serve più a mantenere un contegno che a proteggere la nuca. 625
I nostri storici non sanno raccontare né fare i cantastorie. 626
Abbi pietà di noi, buon curato Yorick. 627
Antares col suo colore d’arancio non potrà più dire la sua. 628
C’è differenza tra il dolore di un uccello a cui hanno incendiato il nido e quello di un uomo a cui hanno incendiato la casa? 629
C’è differenza tra gli atomi di prima e dopo la morte? 630
Che il peccato di Adamo richiedesse un redentore non ne sapevano nulla i trilobiti. 631
Non c’è proprio altro modo per distruggere la plastica: il fuoco di Eraclito. 632
Incapacità di immaginare un sistema economico meno indecente. 633
Lo schiavo invocherà il funzionamento delle fabbriche e i profitti del padrone, lo ha deciso Hegel. 634
Per ebrei, cristiani, stoici, musulmani, umanisti, razionalisti, illuministi, positivisti, l’uomo è il fine del mondo. Dunque anche la fine. 635
Per me il Bufo bufo è bello. 636
Prostituiscono la loro penna al migliore offerente. 637
Il sogno ci mostra diverse varianti e alternative alla vita che meniamo da svegli. 638
I protestanti hanno avuto anch’essi il loro Pascal, ma Kierkega-ard è meno addomesticabile. 639
Trovi un fossile, quello è vissuto molto prima delle nostre percezioni e rappresentazioni del mondo, certi filosofi non hanno mai visto un fossile. 640
Rispetto alla memoria orale, la testimonianza scritta è datata. 641
Lo Stato tenta di imporre una memoria collettiva, e ci riesce. 642
In poche decine di anni scompaiono lingue e dialetti parlati per millenni. 643
Forma e contenuto. Sufficiente il bicchiere a dissetarsi? 644
Dissetava l’arte, ora ubriaca. 645
Sopporta la crosta il peso delle nostre città? 646
Illinois Bandit mi ricorda la musica di Dioniso. 647
Leopardi non andava a scuola. 648
Gerghi e dialetti sono più vivi delle lingue nazionali. 649
Se i filosofi scrivessero in versi, non partorirebbero topolini. 650
Comprato un bonsai, l’ho liberato nel mio boschetto. 651
Ciò che vogliono le masse lo decidono i media. 652
L’uomo si crede superiore agli altri animali da quando ha smesso di parlare con loro. 653
Peccatori dal confessore, malati dallo psicanalista. 654
Perdere la verginità col preservativo. 655
Anche il coniglio sa incutere paura, batte la terra con le zampe posteriori e fa vibrare il suolo come un tamburo, un gelo ti solca la schiena. 656
Per la psicanalisi Cristo sarebbe un esaltato. 657
Qualsiasi pastorello sa distinguere meglio di un fisico una rondine da un balestruccio. 658
Credo solo a storie i cui testimoni si farebbero sgozzare. Pascal. 659
Sfilacciati rapporti di parentela a vantaggio di quelli di potere. 660
Il silenzio di questi spazi infiniti mi atterrisce. Pascal. Leopardi. Ora sono spazi da attraversare con un’astronave. 661
Desiderio di vivere più a lungo per vedere nuovi aggeggi tecnologici più che per veder crescere figli e nipoti. 662
Frequenta mostre, concerti, teatri, musei, ma poveraccio è solo un sacco pieno di soldi. 663
Questo è il progresso, la sedia elettrica al posto del rogo. 664
Scienze umili (paleontologia, etologia) e scienze presuntuose (fisica, chimica). 665
C’è qualcuno tra voi che abbandona tutto, ville, proprietà, aziende, affari, regala tutto ai poveri e se ne va a vivere in una spelonca? 666
Mani, zampe, zanne, nasi, lingue. A che servono le antenne degli insetti? 667
I nostri commerci e le nostre industrie non hanno rivali, hanno la bomba atomica dalla loro parte. 668
Alla fine avremo solo le ultime notizie. 669
Il ragno che tesse su un’antenna non la scambia per una pianta, la fa diventare pianta. 670
Pare che Pegaso 51 abbia un pianeta. 671
Incatenati ai divertimenti offerti dal mercato, non riescono a divertirsi tra loro. 672
Cosa conosciamo dei nostri progenitori? Possiamo risalire ai sei settemila anni delle prime città. Qualcosa dei progenitori più antichi potevamo saperla dalle ultime culture primitive rimaste. Abbiamo preferito dar loro a bere il nostro dio. 673
Il salario, il fine di un lavoro da schiavi. 674
Una tipula, immobile da giorni sul muro. 675
Neanche la morte ci riconcilia con le cose. 676
Vediamo istinti nell’uomo ubriaco, innamorato, adirato, affamato, assetato, non ne vediamo quando ragiona, studia, calcola, prega, pensa, medita. 677
Sacrilego spreco del cibo e delle risorse terrestri. 678
Con la perdita del dialetto non perdiamo solo la lingua ma anche la libertà di esprimerci diversamente da come vorrebbero costoro. 679
Il cristiano va ancora in paradiso, ma lascia la terra nella merda. 680
Tollerano ogni tipo di rumore, ma denunziano chi possiede un gallo che canta. 681
Il gallo non vede di notte, così saluta fragorosamente il giorno. 682
È vero che se metti dei cani in un campo sportivo non sanno che la palla bisogna buttarla in rete, ma si divertono più di noi. 683
La carcassa di un elefante nutre, quella di una macchina sporca. 684
Non posso parlare di filosofia col mio gatto, ma sto meglio con lui che con un Kant. 685
La scienza produceva spirito, adesso denaro. 686
Di pessimo gusto schiacciare uno scarafaggio. 687
Più disgustosi di politici, industriali e giornalisti, sono artisti e scienziati che non vedono né sentono quanto sta loro attorno. 688
Dei sogni non capiamo nulla né riusciamo a descriverli, eppure siamo noi che li facciamo. 689
Ciò che dobbiamo conoscere lo decide la ricerca scientifica. 690
Quello sviscera i pensieri più reconditi, quell’altro li seppellisce. 691
L’aforisma ride, sorride, si meraviglia, s’interroga, urla, sputa, sussurra, sbadiglia, e qualche volta si abbassa a ragionare. 692
Una goccia di pioggia è un secchio d’acqua per la formica. S’è mai fatta sorprendere da un acquazzone? 693
Carriera e successo a scapito della cura di bambini, vecchi e malati. 694
Torneremo a chiederci quanto si chiedevano i primi uomini. 695
La prima cosa che pensa costui vedendo un gruppo di persone è come diventare il loro caporione. 696
Falso e ridicolo il cosmo così come lo intendevano la fede e il mito, avvilente e offensivo così come lo intende la scienza. 697
La scienza spiega il mondo, il mito gli dava valore. 698
Anche Einstein, come Archimede, ha fatto la sua scoperta nel bagno, l’uno immergendosi nell’acqua, l’altro osservando bolle di sapone che si attraggono. 699
L’allevatore ha più paura del lupo che di chi gli impone il prezzo del latte. 700
Se il lettore trova oscuro un aforisma, era oscuro anche chi l’ha scritto. 701
Il giorno s’inoltra in una notte senza stelle e la notte in un giorno senz’aurora. 702
Non si può parlare delle donne in generale senza dire fesserie o senza apparire misogini. 703
Manzoni, sicuro e rassicurante, proprio come promettono i nostri governanti. 704
La parentela linguistica degli indoeuropei potrebbe dipendere da incontri fra culture diverse, non da una presunta popolazione originaria. 705
Pavimenti. A me sa di apocalittico che un isopodo caduto a zampe per aria, per la prima volta dopo milioni di anni, non sappia rimettersi sulle sue quattordici zampe. 706
Riusciamo a datare il cranio di un Neanderthalensis e non capiamo che menava una vita più sana della nostra. 707
Qual era il pubblico del pittore rupestre? 708
Lanciano sul mercato un nuovo prodotto senza le sostanze cancerogene dello stesso prodotto che l’anno prima era stato lanciato sul mercato senza le sostanze cancerogene dello stesso prodotto che l’anno prima era stato lanciato sul mercato senza le sostanze cancerogene dello stesso prodotto che l’anno prima era stato lanciato sul merc 709
Api, vespe e formiche sarebbero condannate anch’esse a procurarsi il cibo col sudore della fronte. 710
Acqua intubata, i passeri vanno a berla nei sottovasi dei balconi, le vespe a pomparla col posteriore. 711
Mamma gatta ha subito accettato un gattino abbandonato, lo pulisce e lo allatta come i suoi figli. Secondo costoro non sa contare. 712
Il medico di un villaggio cura tutti i malati, quello di una metropoli una sola malattia. 713
Se all’origine dell’uomo c’è un peccato, il redentore è arrivato troppo tardi. 714
Miriadi di leggi di Stato non possono non contraddirsi. 715
Se una nuova invenzione tecnologica funziona non vuol dire che è valida la teoria scientifica che ne sta dietro. 716
Lì dentro c’era l’albero della conoscenza del bene e del male, non quello del bello e del brutto. 717
Rimbaud vittima del primo cancerogeno. 718
Noi maschi perdiamo lo strillo acuto di quando eravamo bambini; lo stanno perdendo anche le donne. 719
Cartesio non ha mai osservato un animale per più di cinque minuti, mentre Rousseau aveva il tempo di raspare il terreno a osservare il germogliare di un seme. 720
Lucifero voleva essere simile a Dio, noi ci siamo sostituiti a Lui. 721
Qualsiasi scimpanzé sa distinguere meglio di noi cittadini un frutto selvatico buono da uno cattivo. 722
Finiremo per conoscere soltanto le ultime notizie. 723
Come mai usciamo stanchi da una macchina o da un treno pur essendo stati seduti e senza far niente? Che bugie ci raccontate, scienziati, a tale proposito? 724
Illusorio predire la fine del cristianesimo; una religione non si estingue, si ambienta. 725
L’aforisma ha il vantaggio del proverbio: niente obiezioni. 726
Vai per informarti sulla vita degli animali e te li presentano solo mentre sbranano, divorano, orinano, montano. 727
L’aforisma è individuale, il proverbio collettivo. 728
Vedo giocare con arte le taccole in volo col vento. 729
Il cattivo amico di un innamorato lo ascolta con sufficienza. 730
Cosa non conosceremmo di Roma senza Marziale meno che senza Cicerone? 731
Amo le pietre. 732
Istinto, moto locale, origine dell’universo, selezione naturale, lotta per la sopravvivenza, anche la scienza ha i suoi concetti metafisici. 733
Fossili, reperti archeologici, pietre preziose, legni pregiati, come refurtive, in miriadi di appartamenti, residenze, ville. Non preoccupatevi, amici, la terra se li riprenderà. 734
Sembra che la scienza attuale sia imbelle senza finanziamenti e senza strumenti tecnologici. 735
Quando tutta la nostra monnezza sarà sprofondata nel suo ventre, la terra produrrà nuove rocce e, chissà, nuove gemme. 736
Quante specie hanno superato qualche dozzina di milioni di anni sulla faccia della terra? 737
L’al di là è più appagante dell’inesistenza, chi non ci crede si accontenta di tornare pietra. 738
All’inferno ci si abitua. Ci stiamo abituando. 739
L’io penso di Cartesio basta il sogno a contraddirlo. 740
Platone si poneva problemi, noi abbiamo certezze. 741
Basta cambiarne il nome e puzza di meno: sterco, feci, cacca, escremento, letame, deiezione, escrezione, copro... 742
Sognare cacca è sognare denaro, o no, Sigmund? 743
Le cose certissime sono tante, la più certa neanche una. 744
E intanto le galassie continuano la loro corsa forsennata. 745
La cacca serviva da concime, ora è solo merda. 746
Falsa disinvoltura l’attore in giacca e cravatta. 747
Le attrici di Barba non si depilano, ma sanno riportare gli dei sulla terra. 748
Cristo ci ha invitati a vivere come i passerotti, noi li costringiamo a vivere come noi. 749
Il nostro padrone è presente in ogni luogo, i suoi marchi di produzione li troviamo anche nel cesso. 750
Abbiamo iniziato con gli animali prima di imprigionare i nostri simili, abbiamo iniziato con gli animali prima di sezionare il corpo umano. 751
Invoca ancora Dio la musica sacra? 752
Se il generale è generico il particolare è stupido. 753
Non il medico, il macchinario decide se sei malato. 754
Per la prima volta nella storia sappiamo dove andiamo. 755
Potevamo scandagliare il sesso, ci siamo invece arenati nella psicanalisi e nella pornografia. 756
Per trovare sguardi espressivi, più facile trovarli in cani, gatti e gorilla. 757
Se non abbiamo tragedie è che non sappiamo neanche ridere. 758
Agostino attacca gli scettici per salvare il dogma, non per salvare la verità. 759
Vorrei proprio sapere che concetti avremmo senza aver mai udito una parola. 760
Il mentitore non viene messo a tacere da un sistema che gli impedisce di formulare la sua antinomia. 761
Maschere. All’ipocrita per mentire, all’attore per rappresentare, al sacerdote per simboleggiare, a Dio per rivelarsi. 762
La nostra meraviglia di fronte al cielo stellato non è superiore a quella dell’antico egizio, noi sapendo che è la nostra galassia, quelli immaginando un baldacchino da cui pendono le stelle. 763
Non è sconvolgente che un numero irrazionale sforni decimali all’infinito? Solo i pitagorici ne erano sconvolti? 764
Non possiamo impedire ai nostri sogni di trasformarsi in incubi. 765
Ovunque le prime religioni vedevano Dio, ovunque le ultime religioni vedono uomini da convertire. 766
Tra miliardi di scimpanzé è ridicolo l’atto sessuale. 767
Chi predice la fine del mondo, non fidatevi, ragazzi, non si accorge che è già iniziata. 768
Del resto amiamo più con gli sguardi che col sesso. 769
All’industria si dà il merito del progresso tecnologico, basta la lampadina di Brecht a smentire. 770
Stai per crepare e osi continuare a gestire la sorte di miliardi di uomini! Un bambino saprebbe farlo meglio di te. 771
Eraclito sprezzante! 772
Non sappiamo più cos’è il mondo, coperto com’è di parole. 773
Scrivere solo pensieri ridotti all’osso, ci restano le ossa. 774
Se non facciamo parte di un disegno divino, rischiamo di fare la figura di brutte comparse nella storia della terra. 775
Esami comuni a tutti gli alunni del mondo allo scopo di ottenere gli uomini più comuni possibili. 776
Antonello da Messina sarebbe oggi un Pollock. Chi meriterebbe un ritratto? 777
Grave l’uomo quando si vide superiore agli altri animali! 778
Che spiriti liberi potranno essercene un giorno, di ciò vorrei essere l’ultimo a dubitare. Nietzsche. 779
I bambini prodigio dipingevano cerchi a mano libera o scrivevano musica e versi, ora risolvono quiz. 780
Gli nomini Zappa e non sente nulla. 781
Attento ascolta il mio gatto l’abbaiare di cani nella notte. 782
Una sola obiezione: la cosa m’impedisce di guardare le stelle. 783
Ridicoli appariranno i nostri più alti valori, più ridicoli di quelli dei trogloditi. 784
Platone verrà qui a giudicarci. 785
Un corredo di menzogne ai bambini appena iniziano ad andare a scuola. 786
La storia, cari storici, non sono notizie. 787
Un popolo con molte leggi è più schiavo di un popolo senza leggi. 788
Urlavi e almeno le stelle parevano ascoltare. 789
Sembra greco l’uomo più illuso, dunque, Leopardi, il più felice. 790
Poveri meteoriti, minacciosi colpevoli di estinzioni! 791
L’età più bella è per chi l’ha persa, non per chi ci sta dentro. 792
Ci si poteva illudere di passare alla storia bruciando un tempio. 793
Non siamo testimoni di nessuna delle notizie che ci danno. 794
Non si può ragionare, ha ragione solo chi detiene il potere. 795
Che il dio degli artropodi mi accolga nel suo regno. 796
In Platone si sente un odore di antiche sapienze. Con Aristotele si inizia a incasellare, definire, sistemare conoscenze, come se queste fossero separabili dai sentimenti, dalle passioni, dalle fantasie, dalle aspirazioni. 797
Tutto organizzato affinché nessuno possa sentire urla o possa vedere strepiti di agonizzanti. 798
Proprietà di linguaggio. Niente metafore, capito, ragazzi? E guai agli anacoluti. 799
Muoiono gli olmi d’Europa, nemmeno un bagolaro al loro posto. 800
Vedremo che avere un cielo stellato vale di più che avere la pace universale che ci promettono costoro. 801
Con quattro frammenti Eraclito parla più di un Kant. 802
Come e dove accarezzare una tartaruga lo sanno solo le tartarughe. 803
Quanto orgoglio in un rapace ferito! 804
Si bestemmiava Dio. Se ora l’uomo è dio, bisogna bestemmiare l’uomo. 805
Dell’uomo bianco potranno ricordare soltanto il naso lungo. 806
Potremo sempre chiedere suggerimenti ai bambini. 807
Restare nascosti come diamanti, che ce ne facciamo del successo? 808
Divorata la madre, divoreremo noi stessi. 809
Seneca era troppo pulito per fare il politico, adesso per fare il filosofo. 810
Canta l’assiuolo durante la pioggia? 811
Una religione come il cristianesimo, che predica l’estremo, ha finito per trovarsi all’estremo opposto. 812
Un treno su cui mi piacerebbe viaggiare è quello di King Kong. 813
Borghesi. Con il nostro mastodontico giro di affari possiamo decidere i sogni del mondo. 814
Ciò che resta di noi in cento anni. In mille anni. In diecimila anni. In centomila anni. In un milione di anni. 815
Un essere che produce tanti escrementi dev’essere proprio malato. 816
Fare un esperimento della propria vita. 817
Da morto non conta più nulla, dopo una vita a contare di meno. 818
Potevamo realizzare il sogno dei Greci, una conoscenza smisurata del mondo. 819
Nel nostro mondo vecchi e bambini non contano nulla. 820
Un insetto campa poco da molto tempo, noi molto da poco. 821
Chi vi assicura che un cane non pensi dell’uomo “Gli manca solo l’abbaiare”? 822
Siamo mangiatori di polli spennati vivi, appesi al nastro della spennatrice. 823
Nella nostra civiltà progredita Kleist si butta da un ponte con la fidanzata, Van Gogh si spara e Marina Cvetaeva s’impicca. 824
Avete mai visto una formica mangiare? 825
Impossibile mantenere in piedi le nostre città senza distruggere tutto il resto. 826
Cristo non aveva una buona reputazione. 827
L’eleganza di stile è inutile se bisogna arrabbiarsi per affermare il vero. Pico. 828
La luce di candela si consuma, la luce elettrica consuma. 829
Mica a Eratostene veniva imposta la ricerca scientifica dalla regina d’Egitto! 830
Fa felice il ricordo del giorno uno sguardo di donna. 831
Pietà per le nuove generazioni, mai sapranno cosa vuol dire vivere senza macchine e senza l’imbonimento dei media. 832
Distici elegiaci a un grillo notturno. 833
Missa Luba. 834
Il paraurti di una macchina vale per costoro più di un cane. 835
Dante non è riuscito a immaginare un girone d’inferno come la nostra città. 836
Se sei sazio di diritti non hai fame di giustizia. 837
Ho i soldi, dunque sono. 838
Basta una maggioranza a promuovere leggi contro l’economia della terra. 839
La maggioranza ha l’istinto del proprio danno. 840
Fare l’ingiusto facendo il giusto o fare il giusto facendo l’ingiusto? 841
I dinosauri non avevano strade, così hanno potuto lasciarci le loro impronte. 842
Che ne dite, amici? Lo ammettiamo questo Tolstoj nella nostra compagnia? 843
Privi di memoria storica, gli americani scoprono ogni tanto un nuovo tipo di acqua calda. 844
L’aforisma si prova a farlo diventare proverbio. 845
Scopo dell’uomo. Sempre più umano. 846
La morte è un dato statistico. 847
Noi i nostri padroni li vediamo solo in televisione. 848
La scienza non sa che farsene della conoscenza che le mie dita hanno del pianoforte. 849
Combattevamo, cari illuministi, la retorica e la saccenteria di preti e accademici, per trovarci tra i piedi quella di scienziati e giornalisti. 850
Dillo chiaro e tondo, scienziato, non tu decidi le tue conoscenze, ma la tua azienda. 851
Egizi e Aztechi spaventati che il giorno dopo non sorgesse il sole. 852
Dice e non dice, così sarà punito più di chi dice e più di chi non dice. 853
Non fidatevi, parla con voce né alta né bassa, né lenta né svelta, né piano né forte. 854
Siamo sicuri che un insetto sia meno autocosciente di noi? 855
Meraviglia la tecnica, ma non si meraviglia. 856
L’autocoscienza è presente anche nei sogni, ma è impotente, non può neanche decidere quale sogno sognare. 857
L’istinto non è un concetto scientifico, è ideologico. 858
Non accettiamo la morte, pensiamo ad allontanarne il pensiero. 859
Non devi, attore, caricare di significati i tuoi gesti, altrimenti il dio trova il posto occupato. 860
Barba rifiuta le grandi platee. Lì mormorii e fruscii non possono sorprendere gli spettatori sprofondati in poltrona. 861
Occasioni per scrivere una poesia al minimo storico. 862
Verrà la morte, Pavese, e non avrà neanche gli occhi, li abbiamo persi. 863
Potessimo almeno urlare come Isaia, senza essere presi per pazzi. 864
Con le sue unghie corte non sembrano belle le sue dita, ma al pianoforte sembrano quelle di una dea. 865
Il soddisfacimento dei bisogni artificiali è inversamente proporzionale al soddisfacimento dei bisogni naturali. 866
Se un autore fosse unico e irripetibile, non avrebbe bisogno del copyright. 867
Tutte le notizie del mondo non fanno il pettegolezzo con il tuo dirimpettaio. 868
Il comportamento individuale è tendente allo zero del comportamento di massa. 869
Il racconto si è trasferito nella discarica di cinema, televisione e fumetto. 870
Bisogno naturale non necessario. Epicuro. Oh, poche ore di felicità e tanti giorni di tormento! 871
Hanno deriso il nostro vestire a lutto, già ridiamo dei loro funerali. 872
Che colpa ha Leopardi se è pessimista? 873
Non è simbiosi cavallo e cavaliere. 874
Machiavelli frequentava le osterie, lì di politica si capisce meglio che nelle corti. 875
Protetto dalle guardie del corpo non rischi pesci in faccia. 876
Parli difficile? Più facile mentire. 877
Se muore un cittadino si libera un posto. 878
Chi è diverso da loro è un’offesa. 879
Se Adorno non ha capito il jazz, il jazz non ha capito Adorno. 880
Bestemmie fatte passare per libero pensiero. 881
Ai padri non resta che constatare l’abisso che li separa dai figli. 882
Non sapranno distinguere le proprie idee da quelle altrui. 883
E' come voler studiare le abitudini di un cane dopo averlo spaventato appendendogli alla coda una vecchia padella. Jean-Henry Fabre . 884
Sarà facile a che miliardi di uomini abbiano le stesse opinioni di chi le impone. 885
Come se Gesù Cristo avesse espresso delle opinioni! 886
Moltiplicatevi e riempite la terra in progressione geometrica. 887
Indagare sulle cose divine è bello, ma ne hanno fatto un corso di studi universitari. 888
A parte la Vergine Maria, conosco solo madri atterrite dall’aver partorito un Nietzsche, un Baudelaire, un Rimbaud. Non lo avrebbe preferito banchiere la madre di Pasolini? 889
La possibilità di comunicare immediatamente con tutti gli uomini del pianeta finita in mano a quatto o cinque sporchi affaristi. 890
Non si capisce come l’essere superiore della terra abbia smarrito i meccanismi di autodifesa presenti anche nelle specie più umili. 891
Addomesticare il maggior numero di persone al minor numero possibile di gusti. 892
Ci esortano a non buttare nella spazzatura le schifezze che producono. Glie le buttiamo in faccia? 893
Beh, Voltaire, ci siamo liberati dei pregiudizi e delle superstizioni per cui ti sei dannato l’anima. E ora? 894
Nessuno si scandalizza se bombardano inermi città, tutti si scandalizzano se si manifesta contro. 895
Sono contento di abitare il più lontano possibile dall’ospedale più vicino. 896
Se ai capitalisti non va bene un governo, non scendono in strada a protestare, fanno crollare la borsa. 897
Ciò che conta nei sogni può non contare da svegli. Ma cosa conta di più? 898
Si crede più alla scienza che alla propria coscienza. 899
I bisogni di un eremita sono presi per attentati alla sopravvivenza della megasocietà. 900
Dietro l’alfabetizzazione c’è il cinismo del colono che deve sbarazzare il terreno per una nuova cultura. 901
Che pensieri può avere uno che ha gusti musicali così bassi? 902
Enorme larva d’insetto col posteriore a forma di testa di serpente. 903
Miriadi di notizie, ognuna la copia dell’altra. 904
Che le verità in logica e in matematica possano avvicinarsi a verità universali, non vuol dire che siano quelle di Dio. 905
Che pace possiamo attenderci da chi la promette armato fino ai denti? 906
Ti viene incontro il gatto perché tu gli apra la porta ed è l’istinto, ti viene incontro tuo figlio per lo stesso motivo ed è l’intelligenza. 907
Per costoro gli animali non sono altro che risorse energetiche. 908
Cure parentali estorte alle mamme e affidate allo Stato. 909
Valori di bottegai assurti a valori universali. 910
Sono ancora padroni del cielo, Aristofane, gli uccelli? 911
Non perdiamoci in chiacchiere, costoro preferirebbero che facessimo studi sui loro loghi aziendali. 912
Ci hanno espropriati delle nostre conoscenze per affidarci a quelle della loro scienza. 913
Non possiamo controllare alla fonte le notizie, sono in mano a un unico potere. Guardiamo il mondo da un unico punto di vista. 914
Della megasocietà non colpisce tanto l’avidità e l’edonismo, comune a tante altre società del passato, quanto la presunzione e la superbia. Neanche l’uomo di Babele era giunto a tanto. 915
Viene riconosciuto solo il prodotto che può essere messo in commercio. Chi consuma i prodotti del proprio orticello è un parassita. 916
È un ostacolo al sistema la molteplicità di lingue e dialetti, facciamo che chi li parli se ne vergogni. 917
Sempre meno cose, sempre più prodotti. 918
La conoscenza ha perso la felicità di conoscere. 919
Beati gli elefanti, non hanno il diritto di voto. 920
Il calore del nido di un uccello è incomparabile con la temperatura in gradi centigradi. 921
Cos’era, Silvio, l’età dell’oro? Il paradiso terrestre? Non era il tempo della naturalezza dell’uomo? Appena Adamo ed Eva si vergognano di essere nudi, diventano innaturali. 922
Sradicati dalla natura e imprigionati nelle nostre città crediamo di bastare a noi stessi. 923
Novalis sognava una chimica ben diversa. 924
Una mosca morente ai primi freddi d’autunno accetta la malattia e la morte con più saggezza di noi. 925
In inverno la gazza sposta il nido da un ramo a un altro se quello su cui era stato costruito si sta seccando. 926
Meno male, pare che sull’autocoscienza degli animali non si possano fare esperimenti tanto facilmente come sui follicoli piliferi. 927
Non è la grazia della marionetta di Kleist la stessa che sognavano i Greci? 928
Disegnare una donna nuda è per costoro più scandaloso che portarsela a letto. 929
Grave, in città non si sentono i propri passi. 930
Disse che la canzone era bella, bellissima, e che perciò non era commerciabile. Billie Holiday. 931
I nostri detersivi sporcano più di quanto puliscano. 932
Corpo vuoto. Oggetto di medici, scienziati, dietisti, psichiatri, terapisti, estetisti, produttori e mercanti di cosmetici, di vestiti, di scarpe. Ancora autosignificante, Silvio, il corpo? 933
La grazia di un ballerino sfuma in estetismo appena si compiace di se stessa. 934
L’estetismo è il colmo dell’affettazione, la grazia il colmo della naturalezza. 935
Civile, civiltà, civilizzazione, vuol dire cittadino, o no? 936
Tra innumerevoli notizie ci propinano solo quelle che contribuiscono a formare un’opinione pubblica. 937
Anche un dio incosciente non avrebbe concesso più di un macchinario ogni mille abitanti. 938
Guazzare nel mosto, come moscerini, con le stesse opinioni, gli stessi ideali, gli stessi gusti. 939
Solo la poesia ci permetteva di parlare con dignità delle stelle. Le stelle, ragazzi, non sono che esplosioni nucleari. 940
Leonida da Taranto, Camillo Sbarbaro, umili briciole, umili trucioli, umili licheni. 941
Incravattati. Si vergognano di me senza cravatta quando sono io a vergognarmi di loro. 942
Artaud, un teatro pericoloso. 943
Ciàule. Dare un nome alla taccola? Una volta lo suggeriva lei. 944
Non l’artista sceglie la propria opera, ma il pubblico che ha scelto il produttore. 945
Studiano il comportamento degli animali in cattività; perché non vanno in carcere a studiare quello dell’uomo? 946
San Francesco parlava con gli uccelli. Pure io. 947
Lennie Tristano si rifiutava di parlare coi giornalisti. Anche Dürrenmatt. Chi altri? 948
Si occupano della funzione dell’arte davanti al moribondo. 949
Un bambino che maltratta un animale bisogna picchiarlo. Lo dice Ceronetti. 950
Credevo di insegnarle i trucchi del sesso e sono finito suo alunno. 951
Ho il potere di parlare con una gazza, che me ne faccio della libertà di parola? 952
Non aveva diritti la donna, ma, angelo o diavolo, era sacra. 953
Costoro provano a dare un ismo al sessantotto. 954
Il pipistrello è rimasto con le ali accartocciate sulla testa. 955
Agivano gli uomini, non gli enti. 956
Oh, mio Dio, non si tratta di rivelazioni celesti! Bernanos. 957
Parrà un’impresa folle alzare la voce contro coloro che comandano. Dico folle, non eroica e neppure onorevole. Bernanos. 958
Possibile, Lorenz? Ti fai intrappolare dal quiz di un giornalista? 959
I profeti pensavano anche alla forma? Sicuramente vi pensava la Pizia. 960
Silenzio privo di mistero in banche e supermercati, silenzio sospetto come in covi di ladri. 961
Athene noctua cammina come un muride, veloce e ricurva in avanti. 962
Ciò che avveniva in milioni di anni lo si fa avvenire in un mesetto nei nostri laboratori. 963
Un unico dio, lo Stato, a scapito di tutti gli altri dei. 964
Negli antichi testi, egizi, biblici, non c’è ironia, neanche in Omero. 965
C’è del laido nella scienza, la psicologia. 966
L’ultimo macchinario diagnostico, non ridete, ragazzi, è sempre meno pericoloso del precedente. 967
Sterne sarebbe un sentimentale! 968
Si risparmiano perfino di pettegolare. Hanno delegato giornali, radio e televisione a pettegolare per loro. 969
L’essenza del jazz non è l’idea platonica del jazz, ma l’anima di Mingus. 970
Terra, inghiotti quello che è uscito da Te. Testo egizio. 971
La pratica del silenzio! Pitagora. 972
Ti concede il suo sesso, non i suoi occhi. 973
Dov’è un luogo rimasto sacro? 974
Per Artaud neanche uno che gli dicesse “Beato il seno da cui pendesti”. 975
Il riscatto dalla povertà dovrebbe basarsi sul disprezzo dei ricchi più che sull’espropriazione dei loro beni. 976
Piove. Bevono gli alberelli che ho piantato nel mio boschetto. 977
Erasmo europeo! Un insulto al suo pensiero. 978
Con la confessione il cattolicesimo controlla le coscienze; alla borghesia bastano spot, novità e notizie per controllare opinioni e pensieri delle masse. 979
Il teatro come istituzione immorale. Rilke. 980
Musil pronunzia un discorso in onore di Rilke, Valery in onore di Göthe. 981
Ignobile, per Göthe le insolenze subite da Kohlhaas sono argomento ignobile. 982
Meno male che nel mio paesino esistono ancora gatti randagi e che non esistono accalappiagatti. 983
Tanti morti, ma nessuna storia della loro morte. 984
Blake non aveva un editore. 985
La pazienza con cui veniva costruito un pianoforte o un violino era pari a quella di chi imparava a suonarli. 986
Senza protesi non si può nulla. Non sono protesi le macchine? 987
Solo se ti abbandoni, Pavese, solo se ti mostri nudo in tutto. Così finisci per apparirle un verme. 988
Non è il linguaggio di Platone quello che Kleist fa rivivere col suo teatro delle marionette? 989
Dov’è andata a finire tutta la forza che c’era nei canti popolari? 990
Per raggiungere la santità bisogna imparare a essere abbandonato da tutti. 991
Presunzione. Equilibrare, programmare, pianificare animali e piante di un bosco! 992
Diogene Laerzio: la ginnastica consisteva nell’impastare, macinare, lavare, trasportare. 993
I pipistrelli schioccano veloce la lingua sui denti. 994
Dopo aver programmato ogni territorio, programmano la propria rovina. 995
Non si può essere poeti senza insofferenza per la società attuale. Cristina Campo. 996
Una raccolta di pensieri di uomini in punto di morte. 997
Anche i moribondi vengono messi a tacere. 998
Se proprio si vuol valutare una civiltà, è il suo senso della morte.999
Osano attentare alla conoscenza con un sistema filosofico! 1000
La tecnologia doveva essere trattata coi guanti. 1001
Non sappiamo quasi nulla dei Traci. 1002
Non sappiamo qual è la destra e la sinistra, il sotto e il sopra, il prima e il dopo, solo l’utile conosciamo e per utile intendiamo l’immediato. 1003
Lasciare un figlio erede di che? 1004
Ha ancora tempo l’uomo per diventare una ricchezza per la natura così come la natura è una ricchezza per lui? 1005
Natura è anche la gratitudine dei gattini quando li accarezzo. 1006
Secondo Ippocrate i mali naturali sono divini. 1007
Peggiore il medico della malattia. 1008
Per parlare di gente volgare devi essere volgare oppure, come Dante, mandarla all’inferno. 1009
Gli uccelli sono gli animali più allegri. Leopardi. 1010
Ci sono ancora cose di cui gli uomini non hanno mai osato parlare. 1011
Le dita di un pianista muoiono più delle dita altrui. 1012
Andare in vacanza è cambiare padrone. 1013
Siete sicuri di trascorrere una giornata proprio tutta vostra? 1014
Lo sa cosa sta facendo il Bembix quando s’imbratta di polline? E lo sappiamo noi quando deviamo un fiume? 1015
Terribile, il logos si è fatto carne! 1016
E falsa sia ogni verità che non sia accompagnata da una risata. Nietzsche. 1017
Chi assiste un sofferente non deve essere ringraziato, lo deve ringraziare. 1018
La terra è una trottola attorno al sole, avremo sempre orologi da rimettere. 1019
La dinamica aristotelica era una teoria generale del mutamento, comprendente il moto locale, il mutamento qualitativo, la generazione e la corruzione, e forniva una base teorica anche alla teoria delle arti magiche. La dinamica di Galileo e dei suoi successori si occupa del solo moto locale, e anche in quest’ambito solo del moto locale della materia. Altri tipi di moto sono messi da parte con la promessa (risalente a Democrito) che il moto locale riuscirà alla fine a spiegare ogni moto. Paul K. Feyerabend, Contro il metodo, Milano 1980. 1020
Puoi anche chiavare, amica mia, con la sigaretta in bocca, ma non partorire. 1021
Alla fine dei tempi caccia alle streghe ai giornalisti. 1022
Non ignoro i pregi di questa macchina, ma avrei vergogna a servirmene.
Chuang Tze 1023
Pur di seguire le mode, non sanno soddisfare neanche i propri desideri. 1024
Per costoro la vittima soffre di vittimismo e il perseguitato di mania di persecuzione. 1025
Se non sai parlare con gli occhi, meglio che ti tappi la bocca. 1026
Sui bonsai non nidificano gli uccelli. 1027
Il diritto di sfamarsi e dissetarsi viene messo sullo stesso piatto del diritto al divertimento. 1028
Il morso di un uomo digiuno provoca gravi ferite, di difficile guarigione. Eliano, IX 15. 1029
Le antiche città producevano schiavi, le nostre producono disoccupati. 1030
La pace era ascoltare lo stormire di foglie. 1031
È morto Felice Pignataro, del quartiere napoletano Scampìa. No, ragazzi, non è morto, sapeva che i ragazzi casinari sono amati dagli immortali più dei ragazzi per bene. 1.032
Letto in quattro e quattr’otto il libro di Shelley, Franckenstein. Provate a cambiare la parola Frankenstein con la parola scienza: è innocente, ma non ha la coscienza a posto. 1033
Non il Neocene, è l’Antropocene la nostra era geologica. 1034
Meglio rispondere al miagolio di un randagio che al telefono. 1035
Qualsiasi idea contraria al potere può essere accusata di terrorismo come una volta qualsiasi idea contraria al potere poteva essere accusata di ateismo, apostasia, sacrilegio, eresia. 1036
Meglio farsi governare da chi ha la forza fisica, come un cavaliere del medio evo, che da un vecchiacone con la bomba atomica. 1037
Le radio sono libere, trasmettono anche Zappa, ma a notte fonda, quando tutti dormono. 1038
Tutti innocui al potere, anche noi affamati di giustizia. 1039
Sì, Elisa, c’è dignità in un cane che orina. Se abbiamo scelto il cesso per orinare, l’abbiamo scelto anche per vivere. 1040
Il ☀ sole è tramontato, la ☾sta sorgendo, il tempo sta ☂ e ho trovato pure il simbolo della ☭, utile come spaventapasseri. 1041
Sì, Francesco Dezio, via da qui. 1042
- Adorno ha detto che dopo Auschwitz non ci sarebbe stata più arte, il progresso artistico gli ha dato torto.
- È vero, già in un cesso si nota l’evoluzione artistica nel disegno del water. 1043
È come se Dio si preoccupasse di cosa ne pensa un formicaio. 1044
C’è anche il partito delle macchine pensanti e non pensanti. Se l’intelligenza non si commuove è stupida. Capìto che una macchina non si commuoverà mai? 1045
Il voto è quanto di più stupido abbia potuto inventare una scuola. Non è Dio un autodidatta? 1046
Tutta la cosiddetta civiltà industriale è in genere la più volgare forma di esistenza che si sia avuta fino ad oggi. Nietzsche. 1047
Se si sostituisse il Crocifisso con la bandiera americana non cambierebbe nulla nell’attuale senso comune dei cristiani. 1048
Infelici i gatti di città. Gli uomini hanno deciso che gli animali devono adattarsi alla città, non viceversa. 1049
Come mai si spezzano impunemente rami e si graffiano tronchi d’alberi mentre nessuno, neanche un bambino, si permetterebbe di graffiare una macchina? Troppo umana la morale. 1050
Le macchine non servono né alle amebe né alle balene, servono agli uomini, e solo a una parte degli uomini. 1051
Il solo farne parte è un’ingiustizia. Adorno. Dunque, l’unica giustizia possibile è lasciare tutto e ritirarsi in una grotta. 1052
La forza era sollevare un peso, ora è mostrare la propria auto. 1053
Gli uomini hanno adesso la libertà di parola, ma non hanno più nulla da dire. 1054
La pubblicità non osserva il minuto di silenzio. 1055
Il calzolaio misurava i piedi, l’industriale le scarpe. 1056
No, non c’è neanche la voce di un Pasolini. Tutto tace. 1057
In questo mondo l’anima è sprovvista di conoscenza, tranne quando è ormai in punto di morte; in quel momento fa un’esperienza analoga a quella provata da coloro che si sottopongono all’iniziazione ai grandi misteri. Plutarco, fr. 178. 1058
Bello un grattacielo? Vedo bella una casa, un pagliaio, un nido, una ragnatela, non una torre di Babele. 1059
Illusione che la ragione abbia potere, solo il potere ha ragione. 1060
Noi gatti potremmo far valere i nostri diritti se possedessimo la bomba atomica. 1061
Più che una scienza, la sociologia è diventata un centro di documentazione poliziesca. 1062
Dov’è che Giordano Bruno dice che l’uomo non è l’essere più saggio e che ci sono animali saggi almeno quanto lui? 1063
Sembra che gli uomini non riescano a conoscere nulla con la propria vista, udito, tatto, fiuto, gusto, devono aprire un libro, un giornale, accendere un aggeggio, e cioè nessuna conoscenza. 1064
I ladri rubano per procurarsi da vivere o per altro. Il ristoratore o il negoziante che li accoglie nel proprio locale e accetta il loro denaro, ben sapendo come se lo son procurato, è un briccone quasi quanto i suoi clienti. Letto in Mandeville. 1065
Gli esperimenti sul comportamento degli animali si riducono a far premere pedali. Con noi gatti non ci provano, ci ritengono, noi fortunati, animali poco intelligenti. 1066
Se Dio ha creato il gatto perché l’uomo possa immaginare di accarezzare una tigre, ha creato l’uomo perché il gatto possa strusciarsi alle sue gambe. 1067
Per fare arte ci vogliono investimenti e un pubblico pagante, per il resto qualsiasi fesseria avrà successo. 1068
Non più musica tragica (e se vi dicessi che la musica di Zappa è tragica?). 1069
Ornette Coleman ha prodotto il rumore di una fabbrica con un sassofono ed è musica, costui ha prodotto musica d’elicotteri con un quartetto d’archi, ed è rumore. 1070
Grave, molto grave, non ci sono bambini tra il pubblico. 1071
Impossibile l’eroe nell’era della bomba. 1072
Mangiamo animali macellati in catene di montaggio, da spennatrici, da pelatori, da scuoiatori, carne sotto vuoto, in bella mostra nei supermercati. Tali animali, materia prima dei macchinari, non vengono sacrificati ad alcun dio. Se per essi non c’è alcun urlo di vendetta, il nostro Dio è inerme. 1073
Che il piacere sessuale sia effimero, l’avevano capito sapienti, monaci ed eremiti. Cosa ne resta? Il dogma della selezione sessuale. 1074
Basta guardare un fossile di qualche centinaio di milioni di anni fa e tutto il catafalco dalla filosofia occidentale degli ultimi secoli crolla su se stesso. 1075
I ricchi sono sempre esistiti, solo che non sono mai stati tanto schifosi come oggi. 1076
La fisica delle particelle con le teorie che vi stanno dietro somiglia più a una scommessa sul funzionamento di qualche aggeggio che a una conoscenza. Stiamo scherzando con l’ambra. 1077
Ha aperto un negozio di critica letteraria. 1078
Dannazione, deve essere proprio un peccato originale, discute ancora sull’intelligenza degli animali invece che sulla propria. 1079
Ai bambini non fanno vedere i morti. 1080
Non denigrare i baffi, il dio dei gatti potrebbe offendersi. 1081
Linguaggio segreto dei sacerdoti egizi, noi di scienziati, burocrati e massoni. 1082
Sguardo di adolescente s’interroga d’amore. 1083
Era già un luogo comune la saggezza di un Orazio? 1084
Ragazzi, non fidatevi degli artisti borghesi, non sono mai del tutto sinceri. 1085
L’immortalità dell’uomo non gli basta, costui vorrebbe pure quella dell’umanità. 1086
È impossibile che tanti miliardi di uomini possano ottenere quanto promettono costoro. 1087
Cadeva musica la pioggia. 1088
Il capitalismo illude lo schiavo di essere padrone del proprio stato. 1089
Come se occuparsi dei Greci fosse una cosa innocua! 1090
Asor Rosa non ha un buon amplificatore oppure non sa fare la voce grossa. 1091
Sfaticato e stupido il povero, intelligente e laborioso il ricco, mai società era scesa più in basso. 1092
È necessaria la danza per sperare nella visita di qualche dio. 1093
Se Dio ci ha fatti a propria immagine e somiglianza non ci pro-verà più. 1094
Per fare bene l’insegnante bisogna, come Socrate, farsi condannare a morte. 1095
L’idea che ho di Dio? Di uno che se la ride. 1096
Per capire il mare non basta andare a fondo, bisogna affondare. 1097
Un cucciolo di cane geme nella notte. Non lo ascolta il vento, non lo notano le stelle, solo un uomo potrebbe soccorrerlo. Oh, dignità dell’uomo! 1098
Ora Allah, se mai decide di parlare, non ha l’abitudine di parlare con gli scienziati. Dürrenmatt. 1099
Sta diventando a poco a poco un’indecenza tutto quello che ha il coraggio di spacciarsi per cristiano. Dürrenmatt. 1100
Sanno le femmine di altri animali introdursi il membro? 1101
Secondo costoro chi si ammala è colpevole. 1102
Per andare dal Canada in Alaska basta scavalcare il 140º meridiano. 1103
Siamo farfalle, il successo ci brucia. Orfeo. 1104
Che l’uomo abbia bisogno di un redentore l’ha capito subito. 1105
Schifoso, l’unico posto dove si può urlare è in borsa. 1106
Proporrei a Kant di riconsiderare tutta la questione ponendosi dal punto di vista degli insetti. 1107
Dionisodoro! Si vantava che nessuno aveva mai ascoltato la sua musica. 1108
Non si prende in considerazione il Fedro di Platone là dove si parla di conoscenze da delirio o da mania. Ah, miserabile filosofia degli ultimi secoli! 1109
Sarà difficile aggiungere qualcosa di nuovo a quanto detto da Adorno e Horkheimer sulla nostra società. 1110
Se stabilisci qual è la cosa più importante del mondo ne trovi sempre qualcuna più importante. 1111
Nell’idealismo il colore della gomma da masticare s’intona con quello del vestito. 1112
Il Rocci, ragazzina, sai che è lo stesso che usavo io da ragazzino? 1113
In punto di morte mi consolerà il pensiero di aver meritato il paradiso di cani e insetti più di quello di cristiani e musulmani. 1114
Per verificare l’ipotesi che il cane ha sei zampe, lo scienziato va in laboratorio a crearne uno. 1115
L’unico vantaggio dell’onanista è che non ha le corna. 1116
I marxisti dicono ai padroni dateci quello che è di tutti, gli anarchici non rompeteci altrimenti ve le rompiamo. 1117
Costoro chiamano col nome di museo i luoghi di raccolta di refurtive a spese della natura e di vetuste civiltà. 1118
S’è mai posto qualche diritto internazionale il problema di re-stituire i territori ai nomadi? 1119
Il popolo era libero di parlare la lingua di propria creazione, il dialetto. La borghesia ha imposto la lingua nazionale dello Stato e quella universale del mercato. I popoli sono diventati massa. 1120
La conoscenza può diventare notizia, non la sapienza. 1121
Al potere importa che la massa resti ignorante. 1122
La tecnologia era un mezzo, ora è un fine. 1123
L’inizio di Big Swifty scuote i sassi. 1124
I loro dei sono umili ed esterrefatti rispetto al nostro onnipotente unico Dio. 1125
Campiamo sì e no qualche secolo, che ce ne facciamo di una società che promette una vita più lunga e un futuro pieno di miracoli tecnologici? 1126
Se gli scienziati facessero esperimenti sulla propria pelle, sarebbero meno sospetti. 1127
Chi comanda ha bisogno di coglioni ubbidienti. 1128
Che società è quella che farebbe volentieri a meno di vecchi, malati e pazzi? 1129
In una piccola comunità puoi riconoscere (dalla fisionomia, dalla camminata, dalla parlata, dai gesti) a quali famiglie appartengono bambini, adulti e anziani. 1130
Tentativo l’aforisma di scrivere contenuti senza forma o con la forma che si meritano. 1131
Si bombarda come l’insetticida l’insetto. 1132
La forza bruta è ora il potere economico. 1133
I figli del cittadino Caino hanno popolato la terra, non quelli del pastore Abele. 1134
Sempre meno per noi stessi, parenti, amici, vicini, sempre più per enti, associazioni, compagnie, imprese, partiti, ismi. 1135
Coraggio, Diana, non sei l’unica cosa bella a passare inosservata. 1136
Ci informano su tutto eccetto su ciò che ci interessa. 1137
C’è più differenza tra due paesini che tra due metropoli. 1138
Né presente né passato, viviamo nella promessa del futuro. 1139
Vedo salire sul patibolo re e regine, mai un capitalista sulla sedia elettrica. 1140
Il contadino piantava il salice per ottenerne legacci, non aveva bisogno dell’industria e del commercio delle corde. 1141
Il solo rumore che assorda la terra potrebbe far rimpiangere la più miserabile delle precedenti condizioni umane. 1142
Il potere è una forma di volgarità travestita di giustizia. 1143
I nostri luoghi sacri (monumenti, musei, cimiteri) sono fatui rispetto allo speco di San Benedetto o alla grotta di San Michele. 1144
Il sapere è diventato come un modello di macchina, il vecchio non fa parte delle radici del nuovo, va in discarica. 1145
Quelle di Cecil Taylor non sono note a casaccio. 1146
Civiltà dell’effimero, abbiamo il volo ma ci manca l’aria. 1147
La patria di costoro è dove stanno le loro ricchezze. 1148
Alla quercia non importa chi raccoglie le sue ghiande. 1149
Per il borghese non c’è salvezza, se ne frega. 1150
Appena sente parlare di istinto, il mio gatto s’innervosisce. 1151
C’è più volgarità nelle azioni che nelle parole volgari. Se le parole sono pietre, le azioni sono macigni. 1152
Il Merda di Pasolini e la Merdre di Barba. 1153
Se come marcia nuziale mi suonano Peaches En Regalia di Zappa, mi sposo. 1154
Del resto nessuna legge punisce l’omicidio commesso dai medici. Rorario. 1155
Il cervello della donna pesa di meno, dunque è senza scorie. 1156
Come se lo stato attuale delle cose fosse l’ordine naturale! 1157
Se non è anche una festa, non è una rivoluzione. 1158
Per vendere più carne, vietano fumo, alcolici e droga. 1159
Più facile trovare cibo e acqua nella savana che intrappolati nel traffico. 1160
Ma come si fa a chiamare scienziato chi ha inventato la bomba atomica? 1161
Betlemme si vanta di Cristo, Santo Domingo di Cristoforo. 1162
Parlano di libertà nei loro gironi d’inferno. 1163
Basta sollevare un sasso e osservare un mondo diverso dal nostro. 1164
Solo l’ideologia ci separa dagli animali; qualsiasi umano si riconosce con gli stessi occhi, le stesse orecchie, lo stesso cuore, le stesse viscere di un mammifero. 1165
Appena mi ha visto, il gattino ha fatto un saltello di gioia, così ho provato a saltellare pure io. 1166
La specie più presuntuosa, ecco cosa ci distingue dagli animali, e Nietzsche ci mette in guardia dallo stesso concetto di specie. 1167
Siete così sicuri che nell’ambiente che ci siamo creati non abbiamo bisogno della comparsa di Fomalhaut? 1168
Il cristianesimo ha preferito l’ipocrisia e l’ateismo pratico del borghese allo zelo e all’ateismo teorico del comunista. 1169
La più grande invenzione tecnologica non m’impressiona quanto la scoperta dell’etimologia di una parola del mio dialetto. 1170
Che ce ne facciamo della giustizia se non c’è giustizia per animali, piante e pietre? 1171
La salvezza dell’uomo! Io inizierei col salvare gli insetti. 1172
Meglio le usanze obsolete del mio paesino che le feste di lavoratori, donne e innamorati. 1173
Dagli animali possiamo imparare a pensare senza parole. 1174
Sì, Marco, recente è lo specismo, la lente aberrante con cui guardiamo il mondo. 1175
Chiamiamo mete turistiche luoghi incontaminati, depredati dagli affaristi e profanati dai turisti. 1176
Oltre la velocità della luce! Così la corbelleria di tornare indietro nel tempo. 1177
Non capisco perché accettano la castrazione di un gatto e non quella di un uomo. 1178
Appena cerchiamo differenze tra noi e gli animali, incappiamo in astruserie come anima, intelligenza, coscienza, libertà, colpa. 1179
All’individuo non resta che difendersi da questa società. 1180
Dario Fo non ha rifiutato il Nobel. 1181
La rivoluzione avrà inizio quando si bruceranno le cravatte. 1182
Va a finire che quanto chiamiamo concetti non sono che parole; non sono già pronomi e congiunzioni categorie logiche? 1183
Ridicolo farne un dramma, ma è sempre un dramma la passione per una donna. 1184
Una verità assoluta? Il fumo fa male. 1185
I santi baciavano piaghe di infermi e lebbrosi; se la santità non è fuggita dalla terra, è ora di baciare un cane rognoso. 1186
Dopo la mia morte nessuno innaffierà le mie piante. 1187
Noi ricordiamo Cesare e Carlo Magno. Che ne sappiamo della memoria storica degli animali? 1188
La verità come convenzione sociale. 1189
Ore di lavoro al computer e ti ritrovi con un pugno di mosche. 1190
L’uomo scopre sul suo corpo un’escrescenza, una cisti, e corre dal chirurgo; l’animale la vede come una nuova parte del corpo e se la lecca. 1191
Muori e devi lasciare tutto! 1192
La morte di un albero è vita per insetti e funghi. Per chi è vita la nostra morte? 1193
La notizia è il reale e il reale è la notizia. 1194
Pronti a cercare nei tuoi vizi le cause della tua malattia. 1195
Sessantotto, sprazzo di luce nella civiltà borghese. 1196
Al contrario di un violino o di un pianoforte, gli aggeggi della tecnologia hanno una vita effimera. 1197
Non permettono di ritirarci nel deserto o in cima a un albero. 1198
L’amore, ragazzi, è un fenomeno chimico. 1199
La vile pecora sopporta il recinto meno del fiero leone. 1200
Ecco il mare! Possiamo qui scordare la città! 1201
Tutta la forza dei canti popolari rieccola in Zappa. 1202
Se Dio parla, non fa discorsi. 1203
Mosè, Romolo e Remo non si trovano in una cesta sul fiume ma in un cassonetto della spazzatura. 1204
La ragione è soffocata dalle ragioni di mercanti e affaristi. 1205
Del pulcino di cornacchia non restano che quattro piume. 1206
Si son voltate a guardare chi guardavo delle due. 1207
Seminiamo su una terra coperta di rifiuti, raccogliamo rifiuti. 1208
La Vergine Maria ha preferito lo Spirito Santo a un coetaneo. 1209
Funesto nonbiodegradabile, anche tra i piedi del redentore quando tornerà sulla terra. 1210
Il professor Zolla è fuggito dalla città. 1211
È l’istinto della formica nel risalire il muretto da cui è caduta lo stesso del nostro nel continuare a sporcare e assordare la terra? 1212
Mimetismo! Insetti e farfalle portano vestigia di antiche stagioni. 1213
Pubblico pagante, come con la prostituta. 1214
Solo leggi scritte, dunque basta eliminare la carta. 1215
Un mare di notizie per nascondere quelle che ci interessano. 1216
Farfalle, migliaia di anni a provare disegni sulle ali. 1217
Platone riesce ad essere poeta ragionando. 1218
La pace universale garantita dalla bomba atomica. 1219
La terra non si fida dei medici che vogliono curarla. 1220
Alberi profumati dell’Etiopia. 1221
Il televisore al posto del focolare domestico. 1222
Se pure Zappa giocherellasse, lo fa curando ogni particolare. 1223
Interessa qualcuno di voi il miracolo che si compie alla nascita di un insetto? 1224
L’ira della vittima è diventata reato contro il carnefice. 1225
Se appare un alieno sulla terra gli mostreremo subito il nostro regno dei cieli. 1226
Gli insetti sono più bravi di me nell’afferrare una femmina. 1227
Libertà di pensiero quando è diventato innocuo. 1228
Lo Stato dà a tutti i diritti umani, ma poi li tratta da coglioni. 1229
Hanno ucciso un enorme coleottero davanti ai miei occhi. Quasi quasi rischierei la vita per lui. 1230
Per i Greci l’immortalità non è creare memoria? 1231
Da ospite a padrone della terra. 1232
Donne in borsa a urlare, a contar soldi in banca, per aria a guidare bombardieri, le chiamano conquiste della donna. 1233
Con rime e ritmi è più facile ricordare versi. 1234
Mai più il silenzio. 1235
Imprinting cittadino, ricordi di asfalto e cemento. 1236
Vogliamo a tutti i costi capirci qualcosa. 1237
L’arte vuole tempo, come la paziente natura. 1238
Delle tragedie greche non ci restano neanche le sacre rappresentazioni. 1239
Effimero. Subito dopo tu sei tu e lei è lei. 1240
Dopo avere ucciso la terra aspirano a non uccidersi tra loro. 1241
Non conosciamo i pensieri di uomini vissuti oltre sei o settemila anni fa. 1242
Salta di gioia se le propongo di guardare le stelle. 1243
La castità non è astenersi dal sesso ma dalla volgarità. 1244
Difficile comunicare novità interiori. 1245
Timidezza e vigliaccheria nei nostri migliori pensatori. 1246
Non sapremo distinguere tra un urlo e un rumore. 1247
Invece di strapparsi i capelli vanno a curarsi la calvizie. 1248
Ci sarà qualcuno che racconti com’era il cielo notturno? 1249
Scrivere come in punto di morte. 1250
Abituano i bambini ad avere ragione, non a cercare ragioni. 1251
Parliamo la lingua di Manzoni, così non capiamo quella di Leopardi. 1252
Talmente abituati alla morte altrui, da considerare impensabile la propria. 1253
Urla soffocate dai sedativi. 1254
Liberaci, Signore, dal morire intubati in ospedale. 1255
Gli antichi non avevano la dea comodità. 1256
Scontato che muoiano in vitro se nascono in vitro. 1257
Rossa la lingua dei pulcini di gazza. 1258
Un pastore guadagnava tempo stando fermo, noi lo perdiamo correndo. 1259
Da quando l’uomo si è insuperbito nei confronti della natura? Da quando ha inventato la ruota o da quando si è inventato l’anima? 1260
A onor dei ricchi potrei narrarvi la storia degli scacchi. 1261
Dare, offrire lavoro, come se il lavoro fosse un’elemosina. 1262
Chissà se Cristo riuscirà a trovare dei motivi per tornare alla fine del mondo. 1263
Indispettito di morire senza vedere l’ultimo modello di macchina. 1264
Morire contenti, io per aver piantato un bosco. 1265
Il crescete e moltiplicatevi era rivolto a un popolo di quattro gatti. 1266
Condizionati dall’orario. 1267
L’orologio è sempre sballato rispetto alla posizione del sole. 1268
Per la storia e la geografia non vi danno che cose false a forza di essere schematiche. Simone Weil. 1269
Come Ippocrate, erede della sapienza di generazioni di medici. 1270
Per educare qualcuno bisogna prima innalzarlo ai nostri occhi. Simone Weil. 1271
È un privilegio se il gatto mi aspetta davanti casa. 1272
Tutto inizia, tutto finisce nell’eterno divenire, ma l’apparizione dell’uomo non sta promettendo nulla di buono. 1273
Da quali luci erano attratte le falene prima della lampadina? 1274
Lotta tra Dio e Lucifero, bene e male, uomo e natura. 1275
Già fanno i nidi gli uccelli sugli alberi del mio boschetto. 1276
L’innocenza del bambino fa paura all’adulto. 1277
L’affamato di giustizia muore di fame. 1278
I politici sognati da Platone si rifiuterebbero di governare una società come la nostra. 1279
È finita per l’asino e per il mulo. 1280
Il pulcino di gazza espelle la cacca dal nido. 1281
Sopporta la crosta il peso di dighe, ponti e grattacieli? 1282
Tra i vermi che divorano il formaggio non c’è un colpevole. 1283
Credono di vivere felici in un mondo infelice. 1284
Il disarmante annaspare di un rondone caduto dal cielo. 1285
Salinger, classe 1919. 1286
La parola va scritta a proprie spese. 1287
La cacca ha perso l’essere da quando è nato il water. 1288
La parola ha vestito il mondo, è ora di spogliarlo. 1289
Un geco come ospite. 1290
Il capitalista è mortale, il capitale immortale. 1291
I passeri tedeschi non scappano alla vista di un bambino. 1292
Conoscenze confezionate. 1293
La gazza smemorata semina alberi. 1294
Sogno americano. Miliardi di persone con la cicca in bocca. 1295
E se volessi collegarmi con una mosca? 1296
I gabbiani pescano nel mare dei rifiuti umani. 1297
I bambini vengono cresciuti come bonsai, adulti in miniatura. 1298
Il moscerino dovrebbe valere qualche chilometro all’ora in meno. 1299
I bambini indisciplinati rifiutano la potatura, o no Salinger? 1300
Non è già volgare il numero degli uomini? 1301
Uno spettacolo che non vuole applausi. 1302
Politica a una dimensione, destra e sinistra, né alto né basso, né interno né esterno, senza profondità. 1303
La natura sono i documentari sulla natura. 1304
I mercanti del tempio non erano ambulanti. 1305
Il pudico giglio coltivato in impudiche serre. 1306
La storia dal punto di vista degli zingari. 1307
Fonti e sorgenti non conviene che siano sacre, altrimenti non si possono comprare, vendere, intubare e imbottigliare. 1308
La scuola è diventata un edificio. 1309
Asservimento di tutte le culture a una sola, anche l’ultimo a-borigeno indosserà la cravatta. 1310
Al gatto basta la coda per giocare. 1311
Rimpiazzabili come lampadine fulminate. 1312
Anche quando gli dei se ne andranno dalla terra, vorranno ancora inchinarsi davanti agli idoli. Dostoevskij. 1313
Ogni peccato sarà rimosso, purché sia stato fatto col nostro permesso. Dostoevskij. 1314
Nella natura non c’è nulla di ridicolo. Dostoevskij. 1315
La nostra società non sa raccontare nulla. 1316
Gli stati che hanno la bomba atomica sono ridicoli. 1317
La libertà non è soddisfare i bisogni, ma sapere quali. 1318
Mandiamo Einstein in una bettola a spiegare la sua teoria e vediamo come se la cava. 1319
L’artigiano sta bene in un museo. 1320
Sospetto un pensiero che non abbia la poesia dalla sua parte. 1321
Le campane non si sentono più. Orwell. 1322
Più soli tra la folla che da soli. 1323
La lurida mosca sta sempre a pulirsi. 1324
L’arte è diventata neutrale, né maschile nè famminile. 1325
Più santo Artaud di Padre Pio. 1326
Chi ha sganciato l’atomica su Hiroshima è una persona per bene. 1327
Più libero uno schiavo greco di un operaio della FIAT. 1328
Non c’è fame di giustizia dove tutto è giustificabile. 1329
Nei dialetti meridionali ‘cristiano’ significa ‘persona’. 1330
Dopo una vita innaturale non potremo invocare una morte na-turale. 1331
Topolino è arte per l’arte, non si capisce come si guadagna il pane. 1332
Lo cataloghi in un ismo ed è subito messo a tacere. 1333
Citare Čapek. 1334
Certo, Pascal, nell’uomo c’è qualcosa di sconfinato, l’abisso che lo separa dalle cose. 1335
I condriti considerati rametti, poi icnofossili. Non potrebbero essere disegni che l’argilla forma asciugandosi? 1336
Non sopravvivono in città i dialetti. 1337
Dal figlio accetta qualsiasi bravata, ma non che voglia farsi santo. 1338
Lei si meraviglia di come riesca ad apparire tanto desiderabile quando nello specchio si trova con mille difetti. 1339
Su strade cittadine devi dar tono alla camminata. 1340
Saper guardare, ossia dimenticare il nome delle cose che si vedono. Valery. 1341
Le ha spezzato il sorriso con uno sbadiglio. 1342
Pierre Barnave è morto a trent’anni. 1343
Le adolescenti ridono dei loro coetanei. 1344
Non è concesso al primo venuto di parlare degli animali. Fabre 1345
Sono ancora belli i tramonti romani? 1346
In caso di pericolo, pensiero e azione coincidono, proprio come negli animali. 1347
Il cantastorie tramandava storie, noi abbiamo la storia di Stato. 1348
L’etica kantiana basata sull’io penso cartesiano. 1349
E se le camminate lunari fossero un editto di Costantino? 1350
L’oggetto della psicologia è il soggetto. 1351
È talmente bella che ha sempre ragione. 1352
Zappa, come Dante, scrive in volgare. 1353
La ragione è bella solo quando gioca, in matematica e in logica. 1354
Le grandi città sotto la luna. Barba sorride triste. 1355
Masse ridotte in polvere dalle statistiche. 1356
Un moscerino color acquamarina. 1357
L’Europa, l’Asia, l’Africa, l’America, tutto il mondo è proprietà privata. 1358
L’estetica si occupa di aggettivi, la morale di verbi, la logica di articoli, pronomi, preposizioni e congiunzioni. 1359
Le religioni primitive non proclamano verità assolute. 1360
Il servo della gleba non guardava previsioni del tempo, le faceva. 1361
Necessaria la bellezza nell’arte ma non sufficiente. 1362
La borghesia ha ostacolato ogni progresso scientifico e tecnologico; ha promosso solo quello dei propri interessi. 1363
L’esaltazione non riguarda più la visione di un dio ma lo spirito del gregge. 1364
Vogliono eliminare la sporcizia dal mondo, ma scendono a patti con chi la produce. 1365
Con una pedata hanno messo a tacere un cane che abbaiava contro un amplificatore. Ma non dovevano darla all’amplificatore? 1366
La pubblicità non fa mai sciopero. 1367
Artaud s’è riappropriato della parola ma l’hanno messo in manicomio. 1368
La cultura non coltiva più nulla, parla di coltivazioni. 1369
Prima creava il mondo; adesso si è buttato sulla produzione. Karel Čapek. 1370
Subire con ordine e decoro, proibito mettersi le mani nei capelli. 1371
Il santo era anche un ribelle. 1372
Chiunque diventa cattivo in gabbia. 1373
Lo stivale delle sette leghe era più bello dell’automobile. Musil. 1374
Segno dei tempi il museo. Non è tutto un cimitero? 1375
Parlare dell’essere senza usare il verbo essere. 1376
Un’assemblea di mille imbecilli non fa una persona intelligente. Schopenhauer. 1377
Darei una multinazionale per una lucciola. Pasolini. 1378
Beati gli uomini nati prima della televisione. 1379
L’opinione, mal caduco. Eraclito. 1380
Alla morte ci pensano le pompe funebri. 1381
Permettono tutto, purché nulla abbia valore. 1382
È necessario convincere i macellai che gli animali non hanno coscienza. 1383
La filosofia dovrebbe stupire più che convincere. 1384
Se dormi, non gocciola il naso. 1385
Il diritto internazionale degli scarabei. 1386
Riprodurre fedelmente la realtà e ti accorgi che anche quella è un’interpretazione. 1387
Ce l’hai tu il rifugio antiatomico? 1388
Al pollo fa ridere il becco dell’aquila. 1389
Migliaia di anni per abituarsi ai vestiti, poche decine per abi-tuarsi alle macchine. 1390
Se non fa il politico, il capitalista se lo compra. 1391
Gli scritti sono i pensieri dello Stato; gli archivi la sua memoria. Novalis. Debord. 1392
Socchiudevano gli occhi come i gatti le stelle. 1393
Il tempo offeso dall’orario. 1394
Oh, movimenti degli strigidi! 1395
La tecnologia non sopravvive senza sventrare la crosta. 1396
Andare a piedi è sfidare le macchine. 1397
Nel mondo regna l’ordine, l’ordine poliziesco. 1398
Non si scherza coi fossili. 1399
I primi a uscire allo scoperto furono gli scorpioni, i primi adesso a scapparsene. 1400
Con quale cane non si può giocare? 1401
La dentiera fa brutti sogni. 1402
Da quando i coccodrilli non sono sacri, ne facciamo portafogli. 1403
Secondo Erodoto gli Egizi erano vegetariani. 1404
Alessandria insorse perché un soldato romano aveva ucciso un gatto. 1405
Il ciliegio viene dalla città di Kerasos. 1406
Il macellaio non è più un sacerdote. 1407
La matematica è bella perché c’è contraddizione. Simone Weil. 1408
Alla fine il re vale meno del pedone. 1409
I tentativi di mettere zingari, tuaregh e pellerossa alla catena di montaggio sono falliti. 1410
Se la Fenice non si lascia scorgere è per paura dell’uomo. 1411
Funziona tutto a meraviglia ma con l’incubo delle batterie scariche. 1412
Dall’acqua di Talete alla volontà di potenza. In filosofia non c’è stato progresso. 1413
Il commerciante contrattava il prezzo, ora lo impone. 1414
Scandalose fanciullaggini ci attirano la loro invidia. 1415
È sempre la macchina che stabilisce che cosa deve diventare il corpo. Anders. 1416
L’avvenimento è una merce. Anders. 1417
Dato che il mondo ci è fornito in casa, non ne andiamo alla scoperta; rimaniamo privi di esperienza. Anders. 1418
La menzogna non ha mai posseduto uno strumento migliore: non mente più contro la realtà con l’aiuto di immagini false, ma con l’aiuto della realtà stessa. Anders. 1419
Sudiciume condiviso da migliaia è pulito. Anders. 1420
Il concetto di progresso ci ha resi ciechi all’Apocalisse. Anders. 1421
Il terrore che attanaglia il teorico della scienza è quello di vedere un sapere all’opera che non sa dare ragione di sé, un sapere che funziona, senza dubbio, ma sembra funzionare su un abisso. Marco Maurizi. 1422
Il museo è l’esempio più eclatante della neutralizzazione della pittura. Marco Maurizi. 1423
Avete mai associato Galileo al Galileo? 1424
L’incredibile è che resta sempre il dubbio. 1425
Dio non ha amici. 1426
C’è una storia dei morti per amore? Gli arabi ne hanno una bellissima. 1427
Non sapeva che le leggi di mercato sono più forti delle leggi divine. Karel Čapek. 1428
Chi non si accorge della tua assenza non è tuo amico. 1429
Non potrai rifugiarti nella solitudine se non la sopporti. 1430
La personalità ineludibile dei gatti. 1431
Chi ha detto che non si può avere un animale per amico? San Tommaso? Ne capiva di più San Bonaventura. 1432
Ah ah, la dotta ignoranza! 1433
Come'è arrivato l'uomo a minacciare il proprio pianeta nel modo che oggi stiamo sperimentando? E di fronte a questa situazione ha ancora senso l'idea di progresso? Vittorio Hösle , 1434
All’arrivo di un’auto il riccio si raggomitola invece di fuggire. 1435
Un’epoca che si vanta del progresso deve chiedersi quanto ne ha fatto per superare uno Stradivari. 1436
Basta che manchi la corrente elettrica perché le nostre abitudini vadano a gambe all’ aria. 1437
Hanno preso la via più facile: deificare Cristo invece di comprenderlo. Ceronetti. 1438
Se non vuoi rinunziare alla carne, devi macellartela con le tue mani. 1439
Questo scritto non ha il copyright, grazie, Debord. 1440
Tutto, Heine, è diventato vil plebe, anche Berlino. 1441
Non c’è società peggiore di quella in cui i più ricchi sono considerati i migliori. Cicerone. 1442
Nell’era della bomba addestrati a pensare che tutto va bene. 1443
Beckett , roba da fine del mondo. 1444
Gli animali si vedranno solo in bianco e nero, a colori, in primo e secondo piano, con commento e sottofondo musicale. 1445
Insomma, per parlare con qualcuno devi pagare. 1446
È possibile immaginare un luogo del mondo rimasto bello e incontaminato? 1447
Lei ha provato a mormorare le dolci fusa del gatto. 1448
ateo di quale Dio?
100 aforismi su Dio e non dio (2006)
ad Agnese Pignataro
Se Dio non esiste, esiste lo Stato. 1
L’idealismo ha deificato la storia, ma prende in considerazione soltanto la storia degli ultimi quattro o cinquemila anni, e solo quella dell’uomo. La storia insomma di un dio poppante rispetto a quella di trilobiti e insetti. 2
Dio trascendente uno in tutto, Dio immanente tutto in uno. 3
Quello che resta di religioso nella nostra megasocietà è idolatria, chiamatela pure moda, ideologia, opinione pubblica, libero pensiero, cultura, arte. 4
Il cristianesimo ha accettato il dio Stato fin dalle origini, fino a trovarselo tra i piedi come inesorabile rivale. Chi è dunque l’Anticristo? 5
Quando Dio parla per bocca degli animali, dei bambini, della Sfinge, della Sibilla, di Cassandra, dei deliranti, dei moribondi, dei miti, non basta una scrollatina di spalle come quando parla per bocca di filosofi e teologi. 6
Satana non è ateo. 7
L’ateo è sempre anticlericale, non viceversa. 8
Tante forme di ateismo quante forme di dei. Cristiani ed ebrei erano atei secondo i pagani. 9
Da quando la scienza è stata asservita alla tecnologia è diventata un affare e agli affari contribuiscono i credenti e i non credenti, così si presta a far loro anche da feticcio. 10
L’ateo non bestemmia, è una bestemmia. 11
La ragione funziona sia nei credenti che negli atei. Chiamiamo allora Dioniso a giudice della questione. 12
Chi passa all’ateismo è un pervertito, chi passa alla fede è un convertito. Qui vale la ragion di stato. 13
L’ateismo nasce in città. I primitivi, i nomadi, i raccoglitori non sono né atei né credenti, così come né atei né credenti sono i bambini. 14
Anassimandro fu espulso da Atene per aver detto che il sole è un sasso. 15
La costituzione ha sostituito la fede in Dio. 16
Ah, se non avessimo il verbo essere! 17
Il topo di campagna sente, vede, immagina qualche dio, il topo di città lo impone. 18
Nessun potere può reggere se non ha qualche Dio che lo giustifichi. 19
Un infinito vuoto, dice Qohélet, un infinito niente, tutto è vuoto e niente. 20
Platone si chiede se la religione non sia una sorta di piedistallo per il potere, visto che un potere basato sulla sola forza apparirebbe più violento. 21
Facevano bene i Greci a pensare che nessun dio può determinare il destino di alcuno. 22
I credenti si chiedono come sia possibile avere dubbi sull’esistenza di Dio e l’ateo come sia possibile credere in certe fesserie. 23
L’ateismo prodotto dell’evoluzione! Enc. Einaudi, vol. II, p. 20. 24
Preferisco credere in diverse cose più che in una sola, preferirei parlare degli dei più che di questo mastodontico unico Dio. 25
Il laico ha la presunzione di stare al di sopra delle parti, non si accorge di starne dietro, a spiare lotte di credenti e non credenti, pronto a raccoglierne le spoglie. 26
L’ateo ha la a privativa, non commetta l’errore di proclamarsi, il mentitore sta in agguato. 27
Se Dio non esiste è comunque un vuoto e un nulla da riempire. 28
Dio ha inventato l’inferno sul modello del carcere. 29
Sugli dei non ho alcuna possibilità di sapere né se esistono né se non esistono. Protagora (in Diogene Laerzio). Così dagli Ateniesi fu accusato di ateismo e le sue opere bruciate. 30
Teodoro l’ateo, detto successivamente dio. Diogene Laerzio. I proseliti hanno sempre bisogno di un dio, anche se è ateo. 31
Se non hai fede in Dio sei inaffidabile. 32
Se Dio esiste se ne frega. 33
Veniamo dal nulla, prima di nascere non sapevamo di esistere. L’ateo ha il coraggio di pensare altrettanto dopo la morte. 34
Se Dio non fosse un redentore non saprebbero che farsene. 35
La teologia cristiana avrebbe risparmiato un sacco di carta se non avesse preso Dio per una persona. 36
Se ogni specie vivente credesse in Dio, anche un insetto avrebbe diritto al redentore. 37
C’è della presunzione nella fede in un unico Dio, a immagine e somiglianza dell’uomo. Più che l’autocoscienza, più che l’intelligenza e la ragione sembra essere la fede in Dio la qualità che distingue l’uomo dagli animali. Ma pare che alcuni etologi abbiano osservato comportamenti religiosi negli elefanti. 38
C’è un rito senza un dio? Attento, ateo, il tuo rito potrebbe diventare il taglio del nastro e il minuto di silenzio. 39
Per gli Ebrei gli dei altrui erano diavoli. 40
L’ateo ha la forza di riconoscere di non sapere dove appoggiare il significato del mondo. Se chiama la scienza in aiuto dovrebbe accorgersi che neanche essa sa dove appoggiarsi. Non è necessario invocare il teorema di Gödel per capire che neanche la logica e la matematica sanno dove appoggiarsi. 41
Infatti gli scettici erano accusati di ateismo. 42
L’ateo oppone una stoica resistenza alla tentazione di credere. 43
Chi è sospetto viene accusato di ateismo, Socrate, Anassimene, Bruno, o di terrorismo. 44
Per Voltaire senatori e cavalieri romani erano atei. Proprio come nobili, chierici, borghesi e capitalisti che son venuti dopo. 45
Il divino Platone. Il divino ateo Nietzsche. 46
Ci vuole del fegato nel dichiararsi atei in punto di morte. 47
Il capitalismo è ateo, ma dopo essersi impadronito delle risorse terrestri e umane si è accorto che, accettando ogni fede, superstizione o idolatria, può impadronirsi anche dei pensieri degli uomini. Per il borghese qualsiasi minestra fa brodo. 48
Un ateo attuale dovrebbe saper sputare sul taglio del nastro e rompere con un insulto il minuto di silenzio. 49
Con il capitalismo è scomparso il senso del mistero: tutto è conoscibile, tutto è utilizzabile, tutto è arraffabile, tutto è pensabile, tutto è tollerabile, tutto è violabile. 50
L’eretico veniva accusato di ateismo e bruciato vivo. Chi non accetta il sistema capitalistico non viene accusato di nulla, viene annullato. 51
All’imprenditore e allo schiavista non interessa se l’operaio o lo schiavo creda o non creda in Dio. 52
Ogni essere vivente era sacro o degno di qualche rispetto (fosse pure superstizione o idolatria), ora è solo utile, scuoiabile, triturabile, torturabile, sezionabile, confezionabile. Neanche un dio a cui essere sacrificato. 53
Le parole non designano le stesse cose di una volta: Dio non sembra più designare un signore con la barba, ma la bandiera di qualche Stato. 54
Pregava lo scontroso Eraclito? E l’irascibile Beethoven? 55
Il dio Stato non fa miracoli, li promette. 56
Dichiarare la propria fede con una crocetta sulla scheda d’indagine statistica. La scelta dovrebbe essere testimoniata col sangue. 57
L’assoluto è un dio immanente che si evolve, ha perso l’eterna immutabile presenza, si adatta benissimo al concetto di progresso, di scienza e di società capitalistica. 58
Abbiamo perso il senso del sacro, ma è sacrilego sputare su una bandiera nazionale. 59
Gli slogan dei manifestanti sono più che bestemmie; se a queste bastava un confessore, a quelli non bastano le manganellate. 60
Come noi crediamo ciecamente nell’ordinamento dello stato borghese, allo stesso modo un uomo del Medio Evo credeva in Dio. Con la differenza che un Dante poteva immaginare un inferno dove mandare i potenti dell’epoca, noi neanche una sedia elettrica su cui mandare un capitalista. 61
Se Dio non esistesse sarebbe tutto permesso. Dostoevskij. Infatti tutto è permesso. 62
Mettilo alla prova, chiedigli qual è la cosa più importante del mondo. L’incravattato che all’anagrafe si è dichiarato cristiano penserà tutt’altro che a Dio. 63
Semplice, l’universo esiste che lo pensiamo o meno, che esistiamo o meno. Chiamo a testimoni i trilobiti. 64
E le galassie continuano la loro corsa forsennata. 65
Più che “io sono” doveva dire “c’è”. 66
Se la creazione è il sogno di un dio, il petrolio dovrebbe essere la sua cacca e il diserbante il suo vomito. 67
Per i neopositivisti “Dio esiste” e “Dio non esiste” sono proposizioni insensate, non sono ‘protocollari’. Se vai a chiedere quali sono le proposizioni protocollari ti rispondono che sono quelle della scienza. Se vai a chiedere agli scienziati ti rispondono secondo le diverse discipline a cui appartengono, giù giù fino al grafologo.
Se Dio non esiste ne resteranno vestigia ovunque. 68
Se ci meravigliamo siamo pronti ad ammettere la cosa più meravigliosa. 69
Dio si meraviglia di ogni cosa che crea. 70
Si inferisce Dio come ciò senza cui non si spiegherebbero certi aspetti del mondo dell’esperienza. Ma è proprio necessario spiegarli con l’esistenza di Dio? Non si rischia di farne un uso secondo i bisogni dell’epoca? 71
La nostra megasocietà, a parte una sparuta minoranza di praticanti, è di fatto atea. E l’ateismo teorico? Bello discutere di Dio con un ateo, più bello che con un credente. 72
È ora di inventare una nuova parola per indicare Dio. Vado a cercarla tra i Nambikwara. Il Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe è diventato arteriosclerotico. 73
Dio era sempre presente nel quotidiano, dalla mattina alla sera, dalla sera alla mattina. Ora lo sostituisce il televisore. 74
Il timore della morte è un potente sostegno alla fede in Dio. 75
Se l’assoluto è Dio, Hegel ha scoperto l’acqua calda. 76
Il Bue Muto Tommaso? Le sue cinque vie utilizzano adesso il semaforo. 77
La teoria del Big Bang, al contrario di altre cosmologie, ha bisogno di Dio, ecco perché è quasi una verità di stato. 78
Vittima dell’illusione che la scienza empirica possa soppiantare ogni altra forma di conoscenza, il mondo si fida solo dell’andamento della borsa. Una fede scaccia l’altra. 79
A ognuno sarà dato secondo la propria fede. Bulgakov. Così nella bara gli hanno messo tra le mani il suo giornale preferito.80
Un popolo eletto da Dio! Già per Erodoto era una curiosità antropologica. 81
Che non capiamo tutto non vuol dire che ci sia Uno che capisca tutto. 82
Sarebbe bello sapere cosa ne pensa un abitante di Pegaso 51. 83
Se Dio è morto non è colpa di Nietzsche. 84
L’agonia di Dio è proporzionale alla deificazione dell’uomo; morto un dio se ne fa un altro. 85
La scienza è diventata un dio senza altare, ma sacrifica più esseri viventi di tutte le ecatombi delle epoche precedenti. 86
L’idea di Dio onnisciente è indispensabile per sapere cosa fa lei in questo momento, si starà pettinando. 87
In nessuna civiltà Dio si è prostituito col potere come nel cristianesimo. 88
Se sull’asfalto cresceranno le viole è un miracolo. Allora sì che po-tremo riprendere a credere in un Dio. 89
Se il Dio a cui si appella un presidente degli USA è lo stesso a cui si appella un moribondo, merita la sedia elettrica. 90
Il medioevale timor di Dio è diventato devozione incondizionata alle leggi dello Stato. 91
Tolstoj sì che pregava, sembrano pregare perfino i suoi romanzi. 92
La chiesa cattolica non scaglia più anatemi contro gli atei, è diventata atea. Non è da atei accettare la connivenza col sistema capitalistico? 93
Cristo non è cristiano. 94
Meglio credere nella verginità della Madonna che nell’esistenza dell’atomo. 95
Il Dio degli Eserciti è diventato il Dio della Borsa. 96
Al sacrificio degli animali sull’altare Cristo ha sostituito il proprio, così i cristiani hanno inventato i macelli. 97
L’ateo non sa dare ragioni alla propria esistenza, ma il credente non sa darne che di stupide. 98
Costoro se la ridono dei pellerossa che si disperano perché un ente di ricerca ha deciso di mozzare la cima a una montagna sacra per impiantarvi un telescopio. 99
Il dio dei gatti potrebbe incazzarsi. 100
Cassandra
(1984)
Sempre più la musica perde in allegria e guadagna in contegno. Come fa una musica ad essere seria? Una musica col direttore? con spettatori che prendono appunti? Una corrente musicale invece di una musica che corre. Una forma che scavalca un’altra, come un nuovo detersivo, come un nuovo modello di macchina, sempre più nuovo e sempre più gracile, da consumare subito; neanche il tempo di farsi intaccare dalla ruggine o da un’affezione sentimentale. Una nuovissima forma, l’ultima, fino a mascherare il suono con l’atteggiamento di suonare. Col pubblico in devoto raccoglimento, ma non per pregare o ascoltare: la devozione non esiste più. Solo aspettare e vedere cosa succede dopo, un nuovo stimolo alla chiacchiera, alla ciarlataneria, al giornale quotidiano. 1
Non si canta più. Chi fischia il lilibullero, caro Merimèe? Anche solo per dare una risposta elusiva, come il buon curato Yorick? 2
Ogni cultura aveva il suo blues, le sue nenie, i suoi bassi ostinati, le sue tarantelle. 3
Guardavi in alto e le stelle erano attonite, e tu con esse. Ovunque adesso luci invadenti impediscono di guardare attoniti le stelle. 4
Potremo solo urlare. Ma chi sentirà la nostre urla? Sarà facile farle passare per rumori di macchine o di sirene. 5
Erano forse più infelici Stendhal e Kierkegaard per non avere, come noi con lo stereo, la possibilità di ascoltare il loro Mozart seduti sul cesso? 6
Bisogna organizzare una festa per cantare il blues. Ma come cantare là dove c’è un organizzazione? Non più l’organismo, ma l’organizzazione! Non più il delirio delle Muse, al massimo un po’ di originalità. 7
Quando prendevo un minimo di stipendio non mi tremavano le mani mentre al bar giravo il caffè. 8
Caro Gogol, mai un pantalone a pennello, una giacca a pennello, sempre troppo stretto o troppo largo, non abbiamo la pazienza o l’indelicatezza di provare una decina di paia di scarpe. 9
La sincerità biliosa di Rousseau o quella di Cartesio, l’uno nel denudare i sentimenti e l’altro nel denudare la ragione. 10
In chiesa ho cercato lo sguardo di una ragazza che tornava dalla comunione e l’ho ottenuto. 11
Chissà se lei mi sta pensando in questo momento. Chissà che starà facendo lei in questo momento. Forse si starà guardando e accarezzando. 12
Le verità più lampanti non ci passano neanche per la testa. A che serve dunque conoscere la verità? 13
Più che razionale, l’uomo è un animale abitudinario. Ecco perché il processo d’industrializzazione inutile, anche a dispetto della bomba atomica, sono processi irreversibili. 14
Russell, questo contenitore di cent’anni di ricerche logiche. I suoi libri sono invenduti anche sulle bancarelle dell’usato e neanche in logica potrà dire la sua. 15
Non più filosofia, ma letteratura filosofica. Da tre o quattro secoli i filosofi (ma ha ancora un senso la parola filosofia?) si nascondono dietro romanzieri e artisti o arlecchini. 16
Eraclito l’oscuro parla ancora oggi. Cartesio, chiaro e distinto, non si distingue più nella massa dei filosofi d’accademia. 17
Odo finalmente la notte. 18
Una pineta invasa dai turisti, dalle tende, dalle schitarrate e gli animali impauriti da un’accozzaglia di voci e cattivi odori; dov’era la pace di ottobre? 19
Girare con lo sguardo senza muovere le pupille, come Montezuma o come le aquile. 20
Tutto ciò che si guadagna conversando si perde discutendo. 21
Non si conversa più, non si racconta più, non si sussurra più. Si chiacchiera o si discute. 22
Non esistono critici che s’entusiasmano per l’opera che stanno analizzando. Perderebbero l’obiettività e l’obiettivo. 23
Se ti amo che te ne frega? Cervantes. 24
Cristo in mezzo a noi. Chi sono scribi e farisei? 25
C’è qualche scienziato in mezzo a noi che ha lasciato trapelare, come Archimede, di aver scoperto qualcosa nel bagno? 26
Di fronte a un terremoto artistico (Jarry, Artaud, Barba, Grotowsky, Zappa) i contemporanei lo prendono subito per una nuova forma, una nuova moda. 27
Gli artisti cosiddetti impegnati, se scomparissero i motivi dell’impegno, non avrebbero altro motivo per fare dell’arte, o no, caro Brecht? 28
Non è lontano il tempo: lo stato si prenderà il ruolo di padre, di madre e i figli faranno proprio tutto quello che lo stato vorrà. 29
Anche del verde sotto l’acqua ci siamo dimenticati, neanche l’erba a mezzo metro dalla riva, calpesti un prato e neanche un grillo ti salta in testa. 30
I filosofi occidentali hanno smesso di filosofare per gnoseologizzare, lasciano la sapienza in mano a pittori, attori e danzatori. Ma da qualche tempo non hanno neanche la scienza: l’hanno lasciata in mano agli scienziati prezzolati dalle industrie. 31
- dimmela quella frase, anche solo per scherzo
- quale frase?
- dimmi per scherzo che mi ami
- dimmela tu
- ti amo
- ma dai, non è vero! 32
Non credo a un’arte che non abbia i bambini dalla propria parte. 33
In tutte le società, eccetto l’attuale, il bambino ha partecipato a tutte le forme di cultura degli adulti. Solo oggi ci sono libri, film, teatri e musiche per bambini. Ecco che la pedagogia è antipedagogia. 34
Finora abbiamo calcolato la distanza che ci separa dagli animali. Ormai è troppo tardi per calcolarne la vicinanza. 35
Mai insetto era morto per l’incapacità di rimettersi sulle sei zampe, per milioni e milioni di anni, Silvio, non era mai successo. 36
La mantide religiosa e il gatto. 37
In cambio del gusto di guidare macchine e premere bottoni ci siamo persi altri novantanove gusti. 38
Facile mimetizzarsi oggi: basta sussurrare e nel fracasso non si sentiranno sussurri e grida. 39
Ormai le necessità dello stato diventano necessità capillari. 40
Non s’era mai visto un vecchio che si vergogna della propria vecchiaia, con la pensione o in un pensionato. 41
Prolungare la vita il più a lungo possibile! E che vita? 42
Felice il giorno in cui peccò Adamo. Praefatio del sabato santo. 43
L’unica arte possibile è ormai un’arte incazzata. O un’arte coprente, per dimenticare, un narcotico, oppure, ahia Barba, un’arte per ricordare, un’arte nostalgica. 44
A quante sorgenti purissime (Nietzsche, Baudelaire, Rimbaud, Kierkegaard) sono andati a dissetarsi i porci in questo nostro secolo. Ormai qualsiasi sorgente fa la stessa fine. 45
Una volta tradire un marito era rischioso non tanto per le conseguenze, quanto per l’alta considerazione verso qualsiasi marito. Oggi (un impiegato, un insegnante, un banchiere, un industriale) non ha alcun diritto di pretendere fedeltà dalla donna. 46
Dio esiste, ma è indifferente. 47
San Paolo non conosceva il rimedio di Diogene. 48
Datemi l’azione più pura e vi fornirò cinquanta intenzioni viziose di essa. Montaigne. 49
Tutta la psicanalisi lavora su cinquanta intenzioni viziose. 50
Chi in teatro non trova il comico trova il grottesco e chi non trova il grottesco trova il volgare. 51
Se non puoi essere un amante diventa complice degli amanti. 52
… aver visto una volta qualcosa, aver sentito una cosa tanto grande, tanto magnifica, che ogni altra sia nulla al confronto. Kierkegaard. 53
Un’assuefazione alla vita urbana odierna è segno di gravissimo squilibrio. È sano soltanto chi ne soffre. Ceronetti. 54
Il bagno una volta al giorno! L’acqua si vendicherà. Ceronetti. 55
Possibile, lo spettatore dovrebbe avere delle pretese? 56
Su questo non ci sono dubbi: con Grotowsky e Barba attori e spettatori si giocano la vita. 57
Troppa discrezione, troppo rispetto per la critica, per il pubblico, per le mode correnti. 58
Denaro e potenza finiti in mano ai coglioni, mai era successo in maniera così ineluttabile. 59
Due persone abbracciano un cavallo in due punti diversi del mondo, verso il 1890. 60
Meglio una propria menzogna che una verità altrui. Dostoevskij. 61
Il giornale appena alzati, imbottirsi di notizie fresche, invece di espellere i pensieri non ancora espulsi dai sogni della notte. 62
Cosa significa che ci è rimasto il blues? Tutte le culture sono state distrutte. 63
Quando non c’è più una diversità di culture è la fine del mondo. Dostoevskij. 64
Un buon artista, una bella donna, un quadro abbagliante, si pensa subito a un buon investimento. 65
Non vale più combattere per la giustizia. L’era dei martiri è finita. Ecco perché i rivoluzionari sono patetici. 66
Vi andrebbe, signori, di fare una morte alla Kleist? 67
Lasciva est nobis pagina
vita proba.
Marziale. 68
Finito il formaggio, i vermi si divorano tra loro. 69
L’onore, vi par poco signori? Imporre il rispetto ai cretini, far restare a bocca aperta i ragazzi, suscitare l’invidia ai ricchi e il disprezzo dei saggi. Barnave. 70
Tutta la poesia greca era concepita per la musica e per la danza. Ecco che anche la nostra migliore poesia è patetica. 71
Luciano, chi era costui? Non sempre i migliori si studiano a scuola, specialmente se non servono al potere. 72
Odio la città, voglio tornare al mio paese, dove non si compra niente e si produce tutto. Aristofane. 73
Dioniso giudice di sapienza? Ma allora il seguente passo è sfuggito a duemila anni di civiltà occidentale: “Questa disputa sulla sapienza la decideremo fra poco, io e te, prendendo Dioniso come giudice”. Platone. 74
È più crudele tagliare la testa a una mantide per motivi scientifici che non perché in quel momento non si ha altro da fare o per sadismo o per gioco. Ve l’assicuro, è più crudele essere scienziati. 75
Non bisogna violentare la natura neanche per rettificarla. Chuang Tse. 76
C’è una schiera di poeti e scrittori che vengono tramandati nelle scuole, Manzoni, Shakespeare, Hugo e oso mettere in fila anche Göthe. Un occhiolino all’arte e uno al potere. 77
La società era stata fondata con fini grandiosi: assicurare la felicità al genere umano dalle rive del Tamigi alla penisola del Kamchatka; occorreva, per questo, una enorme somma di denaro. Gogol. 78
Montaigne confessa di pensare alla morte non solo verso la vecchiaia. Il pensiero della morte è ora diventato un tabù. 79
Callistene perse il favore di Alessandro per non aver voluto bere quanto lui. 80
Persino un sofista come Protagora è un modello di sapienza nei confronti di un Freud. Mai un Freud aveva raggiunto tanta popolarità e autorità presso gli antichi. 81
Tutti gli abbandoni nella braccia di una donna che nascevano dalla stanchezza sono scomparsi. Per abbandonarsi bisogna ubriacarsi. 82
Ma chi si abbandona nelle braccia di una donna? Si perderebbe in contegno. 83
Pavese e Pasolini erano troppo ingolfati nelle correnti letterarie per poter volare. Eppure avevano un bel paio d’ali. 84
Impossibile pubblicare libri scritti col sangue: neanche sentir parlare di sangue o di morte, ma solo libri per il macero. 85
Il senso della giustizia lo rese brigante e assassino. Kleist. 86
Scienziati compiacenti, scrittori compiacenti e adesso anche jazzisti compiacenti. 87
Due contemporanei, l’uno si sta eclissando, l’altro sta sorgendo: Hegel e Schopenhauer. 88
Tutti i personaggi delle tragedie antiche hanno ragione. 89
Quando più uno appartiene ai posteri, tanto più è estraneo ai contemporanei. Schopenhauer. 90
Milioni di maiali uccisi in serie. Grazie, Zappa, per averci immortalati col sax di Gumbo Variations gli antichi schiamazzi di maiali cresciuti in campagna. 91
Sissignori, volutamente le grandi masse sono mandate a un più sofisticato macello, con la distribuzione di sofisticati veleni. Una siringa e niente più dolore della morte e neanche in punto di morte il pensiero della morte. Chi piangerà la morte di un uomo? Qualche mese fa ho pianto la morte di una cornacchia, l’ho portata a seppellire, e a ogni sasso su cui inciampavo cadeva qualche lacrima ancora titubante sull’orlo del mento. 92
Quale scienziato, quale filosofo, quale scrittore rischia, come Protagora, il pubblico esame davanti a un Socrate? Tutti parlano dal retrobottega delle case editrici e dei giornali, dalla poltrona della propria sala, intervistati dalla giornalista belloccia. 93
Protagora osava affermare: “Chi mi frequenta avrà il vantaggio di tornare a casa migliore di prima”. A chi interessa ormai tornare a casa migliore di prima? 94
I Greci dimostravano tramite raziocinio o tramite un mito. Oggi viene accusato di misticismo chi dimostra tramite un mito, o no, Eugenio Barba? 95
Il potere cerca di moltiplicare i bisogni delle masse, così le avvinghia sempre di più. Stendhal. 96
Per farmi impressione ci vogliono ormai opere fatte da Dio. Stendhal. 97
Non capisco come una mano pura possa toccare un giornale senza una convulsione di disgusto. Baudelaire. 98
Non capisco come una donna incinta possa toccare un giornale senza abortire subito. Ceronetti. 99
Il mondo sta per finire. La sola ragione per la quale potrebbe durare è che esiste. Che ha ormai il mondo da fare sotto il cielo? Non dico che il mondo sarà ridotto agli espedienti e al disordine delle repubbliche sudamericane, o che torneremo allo stato selvaggio e che andremo a cercarci il cibo tra le rovine erbose della nostra civiltà. No. Queste avventure presupporrebbero ancora una certa energia vitale, eco delle età primitive. Nuovo esempio e nuove vittime delle inesorabili leggi morali, periremo per colpa di ciò di cui abbiamo creduto vivere. La meccanica ci avrà talmente meccanizzati, il progresso avrà così bene atrofizzato in noi tutta la parte spirituale, che nulla delle fantasie sacrileghe e sanguinarie degli utopisti potrà essere paragonato ai suoi risultati positivi. Baudelaire. 100
Il canuto mare. Omero. 101
L’uomo era all’inizio simile a un altro animale, al pesce. Talete. 102
Con la nascita della scienza il concetto di verità è scaduto a concetto di verifica. Tutto ciò che non è verificabile non è vero. 103
Ti amo, ti amo, anche se è diventato ridicolo dirlo, ti amo. 104
Lo spreco di carta! Gli alberi malediscono la scrittura. 105
Si è stabilito il principio della folla e questo concetto avrà (dopo la sopraffazione delle culture e con l’aiuto della stampa) un potere ben più nefasto che nell’antichità. Kierkegaard. 106
Si legge molto, non si medita, si copia; parlando sempre si svapora quella bile generosa che fa pensare e scrivere fortemente. Foscolo. 107
A colui che cerca l’impossibile è giusto che sia negato il possibile. Cervantes. 108
È più perdonabile peccare contro la verità che contro la bellezza. Sterne. 109
Col segreto industriale sono state messe in giro migliaia di sostanze chimiche delle quali nel migliore dei casi non si conoscono ancora gli effetti. 110
Sterne SterneSternesterne, i tuoi scritti non si prestano al potere come quelli di Shakespeare. 111
Come li vuole gli uomini un principe che impone alle belve di essere miti? Marziale. 112
E come li vuole l’andamento della borsa? 113
Costringere un carcerato che si lascia morire di fame a ingoiare del cibo, neanche Attila ci aveva pensato. 114
Può una donna amare un uomo che anche per una sola volta le sia apparso volgare? Merimèe. 115
Perché non esistono medici per insetti? Roland. 116
Di delitto in delitto, sempre all’uomo si finisce per risalire nel trovare il carnefice supremo della natura. Roland. 117
I granchi
questi animali
che canterellano forse
quello che tentano di ricordare
del canto delle sirene.
Jarry. 118
Per sopravvivere l’uomo deve diventare più forte delle macchine, così come è stato più forte delle belve. Jarry. 119
È vergognoso che nessuno scienziato alzi la voce, hanno paura di perdere lo stipendio e la posizione, capite? Hanno paura. 120
E qual è il principale sentimento oggi che ispirano le grandi scoperte? Il terrore! Conoscenza senza sapienza, comodità senza sicurezza, credenza senza fede. Henry Miller. 121
Cosa sono gli ultimi diecimila anni dell’Homo sapiens rispetto a qualche milione di anni che il mammifero uomo ha impiegato per scoprire l’agricoltura? 122
Per essere un’era di civiltà, mi pare che nella nostra si parli un tantino troppo di civiltà, non credi? Thomas Mann. 123
Per possedere qualcuna occorre non abbandonarsi, non perdere la testa per lei, restarle insomma superiore. Ma è legge della vita che si gode solamente di ciò in cui si abbandona. Pavese. 124
La società tutta controllata economicamente e tutta libera spiritualmente, è una contraddizione. Pavese. 125
Giudichiamo per idee, per astrazioni, che debbono o meno trionfare, e non sappiamo più cosa sia un uomo. Siamo tornati ai tempi in cui si odiava il nome del nemico, la più religiosa delle barbarie. Ma c’è una differenza da quei tempi: non siamo più religiosi. Pavese. 126
C’è dell’impudicizia nella curiosità di Socrate, voler conoscere a tutti i costi. 127
Platone fu l’ultimo sapiente e Aristotele il primo scienziato. In seguito la saggezza occidentale non è mai andata oltre l’uomo. 128
Jarry, ci restava solo la derisione dell’opera dell’uomo, e dell’opera più divina dell’uomo. Il mezzo sorriso! “Datemi uno stuzzicadenti”, le ultime parole di Jarry, e quando l’ebbe ottenuto (un intero pacchetto!) gli luccicarono gli occhi dalla felicità. 129
La civiltà potrebbe facilmente inciampare nelle sue stesse gambe. Burckhardt. 130
Più disgraziata di tutti in questi tempi è la situazione di arte e poesia, intimamente disancorate in questo irrequieto mondo, in questo brutto ambiente, mentre tutta la spontaneità della produzione è seriamente minacciata. Burckhardt. 131
Pavese è un prodotto dalla città, a contatto con volgari letterati arrivisti e a gente ipocrita dell’imprenditoria editoriale. Come poteva non suicidarsi? Da un albergo all’altro, da un articolo all’altro, per dovere di scrittore costretto ad ammiccare a qualche bella ideuzza spremuta da qualche libro su cui bisognava dire non troppo male…, come non suicidarsi? 132
- Domani morirai!
- Ma chi se ne frega! 133
La sola esistenza di musei, parchi, riserve, vuol dire la fine. L’unica sopravvivenza possibile è una sopravvivenza in vitro. 134
…oppure tutto deve diventare un business come in America? Burckhardt. 135
Ti ho pensata alle 24 e 35. 136
Gli antichi (e per antichi intendiamo uomini di appena due o tremila anni fa) pensavano che l’uomo andasse verso un continuo decadimento. Oggi che sta fagocitando tutta la vita terrestre pretende che vada verso un continuo progresso. 137
Sappiamo di parlare a un uditorio di dementi o di candidati aspiranti alla demenza. Ceronetti. 138
Ci sono popoli come l’Indiano ai quali la storia è pervenuta solo in forma poetica: eppure, poemi come il Mahabarata rendono il senso della storia molto meglio di qualunque compendio storico con tanto di date e di dati obiettivi. Heine. 139
Oh voluttà di dar tutto per nulla! Sbarbaro. 140
In verità l’ipocrisia ha la grande prerogativa di non poter mai essere colta con le mani nel sacco. Hobbes. 141
Fatuo come in mezzo alla città il giardino pubblico. Sbarbaro. 142
Follemente sano di mente. Henry Miller. 143
La psicologia è un tentativo di dare un nome all’innominabile. Tu sai benissimo che ogni pochi anni vedremo cambiare la terminologia e con essa la teorie, le interpretazioni delle teorie, ecc. Henry Miller. 144
‘Il Maestro e Margherita’ è il canto del cigno del romanzo. 145
La letteratura è in preda a un’attività del tutto simile alla borsa. Valery. 146
Oggi, 19 ottobre 1982, hanno dato un altro Nobel per la letteratura e immancabilmente a un autore maturato dalla critica e, appunto, dall’andamento della borsa. 147
I miei scritti mi adopero a che piacciano a pochi. Petrarca. Quale scrittore direbbe oggi una cosa del genere anche per scherzo? 148
Ogni tanto qualche scrittore che ha raggiunto decine di migliaia di copie, preso da raptus missionario o da complesso di colpa, scrive il suo libro sulla pace, sulle armi atomiche o sull’inquinamento. Ma guai toccare l’essenza del sistema! 149
Ma le Muse mi amarono
e in cambio delle mie sventure
mi diedero la dolcezza del miele.
Leonida da Taranto. 150
Un giorno Chuang Tse sognò di essere una farfalla, una farfalla che volava di qua e di là, felice di vivere. Questa farfalla non sapeva di essere Chuang Tse. Noi non sappiamo se Chuang Tse sognava di essere una farfalla o la farfalla di essere Chuang Tse. Libro di Chuang Tse. 151
E subito Aristotele pensò: tra Chuang Tse e la farfalla deve esserci una qualche distinzione. 152
Abbiamo ridotto gli antichi saggi e i filosofi presocratici a gnoseologi ed ecco che appaiono ridicoli nelle loro vesti di scienziati. Ma essi erano al di là della conoscenza dei puri fenomeni. 153
Se il re ama la musica il regno sarà ben governato. Mencio. 154
Discutere è un mezzo per non vederci chiaro. Ciuang Tze. 155
Chi noterebbe ormai una bottiglia nell’oceano? 156
Le donne, il sonno, i gatti, i non chiamati vengono e se chiamati non vengono. 157
Il desiderio di avere una propria morte diventa sempre più raro. Ancora un po’ e diventerà rara come una propria vita. Mio Dio, c’è già tutto pronto. Si arriva, si trova una vita, bell’e confezionata, solo da indossare. Rilke. 158
La rogna non prude durante il piacere. Proverbio zingaro. 159
Quando c’è una donna a guardarci non c’è merito a burlarci della morte. Merimèe. 160
Città senza piazze, centri commerciali senza centro. 161
Questa oscurità, venuta dall’occidente, coprì l’enorme città. Scomparvero i ponti, i palazzi. Tutto sparì come non fosse mai esistito. Bulgakov. 162
Quando la ganga arruffa le penne e raspa il terreno si sviluppa probabilmente più anima che quando un erudito alla scrivania connette un pensiero con un altro. Musil. 163
Non ho documenti, dunque non esisto. Bulgakov. 164
Si progredisce forse sopprimendo le distanze? La mania di viaggiare! Chi viaggia molto fugge da ciascun luogo che lascia e non cerca il luogo dove giunge. Unamuno. 165
Io amo senza speranza. Dostoevskij. 166
Vivere più di quarant’anni è indecoroso, volgare, immorale. Dostoevskij. 167
Come rispondere a certe domande dicendo solo la pura verità? 168
Una volta lo spettacolo era l’uomo stesso quand’era in festa. Ora si ha bisogno di una festa per avere uno spettacolo. Ma neanche! Si ha bisogno di una manifestazione culturale per avere un teatro di Barba. Grazie, grazie, comunque, Barba! 169
Chissà, si starà pettinando. Forse starà al bar tutta sola. 170
Generazioni e generazioni che non sapranno mai cosa vuol dire vivere senza il giornale, senza il televisore, senza il fracasso di macchine, di notizie, di avvenimenti, di opinioni, di opinioni su altre opinioni! 171
Gli uomini dal breve destino scrutano solo una piccola parte della vita con le loro esistenze e, innalzandosi come il fumo, si dileguano, affidati solo a quel poco che ciascuno incontra per caso, mentre vagano per ogni dove; e questo, che per lui è tutto, si vanta di scoprire. Empedocle. 172
Molti mammiferi con la perdita dei denti perdono anche la vita. Col dentista noi allunghiamo la nostra con i cibi teneri e sugosi. Ma viviamo da morti con la dentiera. 173
I Greci potevano desiderare l’immortalità lasciando ai futuri la fama delle loro opere. Oggi quali futuri potranno accogliere le nostre opere? 174
Neanche nel paradiso delle Muse potrà ormai essere accolto un artista. 175
Dove possono trovare l’idea più bella del mondo? 176
Non esisteva neanche un barlume di dubbio che l’uomo dovesse finire così male, valeva quindi la pena al tempo dei Greci iniziare a cercare la verità. 177
Ancora nel Medio Evo gli uomini erano ancora abbastanza scanzonati da occuparsi di santi, streghe e draghi. 178
Quanta curiosità in Erodoto, quanta gioia di sapere in Socrate! Tutto ciò è già oggetto di riso in Cervantes e in Bulgakov è considerato immorale. 179
Riacciuffare il teatro. Jarry, Artaud, Grotowsky, Barba, O.K.! Ma come riacciuffare il posto dove rappresentarlo? E e il pubblico? Non è già la parola ‘pubblico’ un’offesa? 180
La prima ‘Tragedia dell’Arte’, a Stabello. I ricordi tuttora vivi: durante le prove la ragazza rossa coi capelli ricci e il suo seno scoperto proprio dalla parte dove mi trovavo io. La danza del dottor Jackyll e il colpo forte del piede sinistro sugli accordi di Min Fars Hus. 181
Ma lo sapete voi, lo sapete voi che senza l’Inglese l’umanità può vivere, può ancora vivere senza la Germania, può vivere anche troppo facilmente senza i Russi, può vivere senza la scienza, può vivere senza pane, ma soltanto senza la bellezza non potrebbe vivere, perché non ci sarebbe più niente da fare al mondo? Dostoevskij. 182
Non avevo fatto neanche due ore di sonno, una ragazza entrò nella mia stamberga e mi portò una rosa e io le dissi infastidito di metterla lì sul tavolo, non sapevo che fosse una rosa così bella. Mi girai dall’altra parte: ah, com’era bruna, con gli occhi sorridenti, le sopraciglia nere e qualche dente marcio, i capelli nerissimi, era più una giovane zingara che una ragazza, per quella ragazza darei ora tutto, chissà dov’è adesso, chissà che sta facendo, mi metterei in giro per il mondo solo per cercarla. Forse era di Albino. 183
La sola questione del femminismo è il lato comico di una tragedia, come il solletico a un moribondo. 184
Quando nacque la repubblica di Platone (ecco ciò che in Platone è volgare), nacque l’idea di uno stato giusto e di un potere che sia anche giusto. 185
Europa, America, Asia, scomparite. La nostra marcia vendicatrice occupa tutti i luoghi di città e di campagna! Noi saremo schiacciati! Salteranno i vulcani! E l’oceano sconvolto… Rimbaud. 186
I suicidi erano dei colpevoli. Ora sono degli innocenti: Rimbaud, Van Gogh, Pavese, Pasolini, Galois, Pu�kin, Bulgakov, Trakl, Michaelstädter…, Kleist fu il primo, Kleist e la sua ragazza. 187
Felici gli stessi martiri! Per cosa vale oggi la pena di morire? La donna forse? 188
Incombe sull’arte moderna un sospetto d’ignoranza e d’impotenza che le più strane ricerche lo eccitano molto di più di quanto non lo dissipino. Valery. 189
I tipi diventano rari, gli uomini bizzarri e singolari scompaiono, li mettono, d’altronde, non appena individuati, nelle case di cura, dove gli psichiatri ne fanno dei bei libri. Alcuni miliardari d’America hanno provato, sì, a giocare ai Medici, ma a casaccio; voglio dire: ben consigliati! [...] Questo è il punto: la voluttà muore. Non si sa più godere. Siamo ormai all’intensità, all’enormità, alla velocità, alle azioni dirette sui centri nervosi, per la via più breve. Valery. 190
L’uomo conosce l’utilità dell’utile non quella dell’inutile. Chuang Tse. 191
Meno comodità, più rischi, più malattie, ma, diamine, i sogni dell’uomo erano più felici. 192
Ogni attore ricordi che se diverte cento ignoranti, offende dieci intendenti, dei quali si deve far maggior stima che di tutto il resto. Cecchini. 193
Arlecchino della Tragedia dell’Arte, come quello della Commedia, agile e rozzo, goffo e aggraziato, credulone e arguto, zotico ed elegante, bugiardo e sincero…, grazie, Silvio. 194
L’acropoli ufficiale tra le più gigantesche concezioni della barbarie moderna. Rimbaud. 195
Borghesi. Neanche la furbizia di immaginare due o tre generazioni di nipoti più felici di loro. 196
Anche Jarry e Rimbaud hanno cercato la morte di croce. 197
I grandi incazzati avrebbero oggi un ruolo ridicolo, il ruolo di un Che o dei rivoluzionari: con chi se la prenderebbe oggi un Campanella, un Savonarola, un Giordano Bruno? 198
Ah, che porcheria! Il cattivo diritto non vale forse quanto il buono? Jarry. 199
A che serve l’eloquenza? Se parli con eloquio ricercato per lo più riesci odioso. Confucio. 200
Tutta l’arte borghese è un’arte eloquente! Tutta la musica colta! Tutta i raffinati artisti, pittori, scultori, architetti, musicisti, scrittori del nostro secolo! Tutta roba distillata, tanto da perdere la carne e il sangue, e che cos’è l’arte se non sprizza carne e sangue? Che ce ne facciamo di questa roba? Narcisismo di classe. 201
Quali pensieri possono nascere da gente inscatolata in migliaia di casermoni, ognuno schiacciato sotto il peso di un altro, un piano sull’altro, un televisore, un frigorifero, una cucina o un cesso sull’altro, assordati dentro e fuori? 202
Sono già morte tutte le persone a cui fare leggere questo scritto. Mi resta Silvio. 203
Ciò che una volta avveniva ogni giorno, in ogni nucleo, ad ogni festa, durante la caccia, durante la pesca, durante la semina, durante il raccolto, ora avviene solo come fenomeno artistico e bisogna aspettare un Barba o una Tragedia dell’Arte! 204
Ma lo sapete che a Parigi sono stati fatti degli esperimenti seri circa la possibilità di guarire i pazzi unicamente con la persuasione e con la logica? Un professore di là, uno scienziato serio, ha pensato che si possono curare così. La sua idea fondamentale è che nell’organismo dei pazzi non esista un turbamento vero e proprio, ma che la pazzia sia, diciamo così, un errore di logica, un errore di apprezzamento, un modo sbagliato di vedere le cose. Dostoevskij. 205
Invece un fenomeno di vita, l’arte e soprattutto il teatro stanno diventando l’ultimo testimone della vita. Grazie, Barba. 206
Nessuno dà credito all’artista, non dico in soldi, in incarichi, in riconoscimenti, ma in rispetto, in buongiorno. Ed ecco che l’artista si concede dei crediti, con atteggiamenti arroganti, con paroloni di superiorità. 207
Ciò che è intellettuale era senza speranza, l’umanità senza dimora… Analizzati, ma pur liberi, erano ancora solo i sogni.
La vita e suoi fini eterni - aha! - adesso si era al nocciolo.
L’assenza di futuro per un’intera figliata della creazione penetrava nel sentire generale; una mutazione, legata a un’età della terra, a quella ominina; in una parola, il Quaternario andava all’indietro.
…Solo alcune drapperie ideologiche di fondo storicopolitico avrebbero annebbiato ancora alcune generazioni…
Quel che c’era ancora, sarebbero stati alcuni resti di anime solitarie, qualcosa di molto cosciente, di profondamente melanconico, uno spirito che si vive tacendo… Ma il dogma, quello dell’homo sapiens, era finito. Mario Bortolotto. 208
È penoso che alcuni buoni scrittori del nostro secolo, per sopravvivere, abbiano dovuto scrivere recensioni per solo mestiere, perfino Brecht, Pavese, Adorno, Benjamin, Pasolini…, Bulgakov s’è salvato. Come si fa a scrivere una recensione senza almeno un po’ d’ipocrisia? 209
Ormai la morte viene celebrata più con vergogna che con dolore! La vergogna, capite? Di avere un morto in casa, di contattare le imprese funebri, in mezzo al frastuono della città. 210
Anche nei migliori dei casi si arriverà alla programmazione, delle nascite, delle morti, scioperi, file e code per sempre più bisogni, una media di operai, di impiegati, di scienziati da non superare, una media della felicità generale da controllare! Capite? Una media della durata del tempo libero, delle ore di lavoro, e i bisogni del potere penetreranno nei bisogni di tutti gli individui, anche nel più profondo dei loro sogni. 211
Sei così splendida
che non m’importa neanche
se ti depili le gambe.
Zappa. 212
Se tutto dovesse saltare per aria noi giornalisti saremmo i primi a raccontarvelo. Zappa. 213
Me see a neon
moon above.
Zappa. 214
Che ragione c’è ancora per vivere?
Ehi Punk, dove vai?
Tu pensi di sapere ogni cosa …
Può anche darsi.
Zappa. 215
La meraviglia di un bambino si esprime sempre più con l’esclamazione “è proprio come in televisione!”. 216
Delle invenzioni.
Me Ti diceva: si inventa molto a favore degli uomini e molto contro di loro.
Le invenzioni a loro favore vengono messe a tacere. Quelle a loro danno promosse.
Se uno inventa una lampada che non si consuma mai per decenni, l’invenzione viene comprata dai fabbricanti di lampade non perché queste lampade si fabbrichino ma perché non si fabbrichino. Brecht. 217
Gli Stati Uniti sono solo il canile della civilizzazione. Alle nostre spal-le abbiamo duecento anni di stupidità e pensiamo di avere il diritto di stare alla pari con gente che ne ha migliaia di anni. Zappa. 218
Il Padreterno soppiantato dal dio stato. 219
Moloch. 220
Babele, la confusione dei linguaggi. Il solo vocabolario d’un adolescente è già diverso, oggi, da quello di un ventenne. 221
L’educazione tutta nei tentacoli del dio Stato. Era questo che Platone sognava nella sua repubblica? 222
La memoria dei popoli senza scrittura! Più che ricordare l’uomo con la scrittura ha registrato e quindi ha dimenticato. 223
Non avere più posteri. Non avere più individui che pensano. A quale oceano affidare un messaggio? 224
La casa brucia e si discute ancora su come tappezzare il salotto. 225
La verità sugli dei e su tutte le cose
nessuno la conosce
e non la saprà mai nessuno,
e anche se per caso
uno dovesse dire il vero su qualcosa,
non la sa neanche.
Di tutte le cose si opina.
Senofane. 226
Il cinema era appena nato e l’hanno subito trasformato in ciarla teatrale. 227
Cassandra urla al fuoco al fuoco, ma nessuno accorre. 228
Neanche al cieco Tiresia possiamo ricorrere. 229
Se io sono cieco, tu non vedi, anche se ci vedi. Tiresia. 230
Tutte le paure, le sorprese, i timori, le angosce che una volta si avevano durante il giorno, nei boschi, nei campi, il fruscio improvviso di un ramarro poteva spaventare, tutto s’è adesso trasferito nella notte, nell’era dell’insonnia. 231
Sistemi filosofici sono stati chiamati negli ultimi secoli i ghirigori di concetti, morbosità e narcisismo concettuale. Se proprio si voleva giocare con dei concetti e con delle forme astratte, bisognava ottenere le grazie della dea matematica. 232
La Tragedia dell’Arte era disposta a pagare con la vita, avevamo spettatori che ci ringraziavano con un ‘grazie per la poesia’. 233
C’è un modo semplicissimo per trasformare una bugia in verità, basta scriverla sui giornali o dirla in televisione. 234
Guai a chi dice la verità con parole semplici. Horkheimer. 235
Se la verità è una donna è bella da vedere nuda. 236
Ante coitum animal triste. 237
Oh, darling, ma tu dove vivi? Qui ti comprano come un’automobile nuova per fare un giro e… quando ti hanno usata, ti buttano via; qui si vive per combattere la noia, per trascinare le notti con qualche novità come Ajita Wilson e, se Ajita Wilson non è più una novità, ti uccidono, darling, semplicemente ti uccidono, perché anche uccidere qualcuno allontana la noia. Ajita Wilson, Europeo 1982. 238
Viene da ridere al pensiero che per alcuni millenni l’Homo sapiens si sia considerato immortale dopo la morte del corpo. 239
Quando i diritti dell’uomo non c’erano ancora, li aveva il privilegiato. Questo era inumano. Ma poi fu stabilita l’uguaglianza in quanto si tolsero al privilegiato i diritti dell’ uomo. Kraus. 240
L’uomo ha raccolto la saggezza dei predecessori e guardate quanto è stupido. Canetti. 241
Queste anime di vermi come potrebbe capire che è importante disprezzare il denaro, anche se uno ne ha bisogno! Canetti. 242
Non ci si potrà immaginare come sarà pericoloso il mondo senza animali. Canetti. 243
Basterà che lei accetti il tuo banale invito a salir su da te! Un uomo piuttosto che un altro, per quella sera, è la stessa cosa, una donna piuttosto che un’altra, per quella sera! Quando l’uomo ha capito la fecondità femminile? E ne hanno coscienza gli animali? 244
Avevo pensato di affidare una bottiglia all’oceano, ma neanche gli oceani possono sopportare il messaggio di un uomo. Ti va, Silvio, di essere una bottiglia? 245
Mio Dio, se qualcosa di ciò si potesse partecipare ad altri! Ma allora sarebbe, allora sarebbe? No, è solo a prezzo di restare soli. Rilke. 246
Kant dice che senza virtuosismo non c’è arte e Platone che non c’è arte senza delirio delle Muse. 247
Chi giunge alle soglie della poesia senza il delirio delle Muse, convinto che la sola abilità lo renda poeta, sarà un poeta incompiuto e la poesia del virtuoso sarà offuscata da quella dei poeti in delirio. Platone. 248
Che qualcuno raccontasse, raccontasse veramente, dev’essere stato prima del mio tempo. Io non ho mai sentito nessuno raccontare. Rilke. 249
(Siamo dunque sinceri: noi non abbiamo alcun teatro, come non abbiamo un Dio: per averli bisogna essere una comunità). Rilke. 250
Tutti i nemici vegetali e animali sono stati sterminati. Resta solo l’uomo. 251
Penetriamo nelle viscere della terra e ne caviamo le interiora. 252
Un uomo che non riuscirebbe a dare una sberla a un ragazzaccio si ritrova col coraggio di sganciare un missile atomico…, buoni e bravi e rispettabili padri di famiglia… Lorenz. 253
Solo contenuti esplosivi, in frantumi la forma. 254
Non esiste una pratica per quanto infame, per quanto atroce, che non s’imponga, se ha la consuetudine dalla sua parte. Erasmo da Rotterdam. 255
Pitagora tentava di distogliere la moltitudine ignorante dall’uccidere animali. Egli intuiva che l’uomo abituato a versare il sangue di un animale innocuo non avrebbe esitato do di versare il sangue di altri uomini. Erasmo da Rotterdam. 256
Siamo talmente abituati a fare esperimenti sugli animali, sulle piante, che è già consuetudine negli ospedali farne sull’uomo. E tutto ciò senza scandalo di nessuno, con il beneplacito della cosiddetta comunità scientifica. 257
La scienza era stato il passatempo di ecclesiastici e accademici! Poi è passata in mano agli scienziati, tutti a servizio dell’industria. Scribi e farisei erano specchi di verità e di onestà al confronto. 258
A me diventa subito sospetto uno scrittore che tratta con un minimo di riguardo la psicanalisi. 259
I futuri eremiti non cercheranno la solitudine, ma fuggiranno dal frastuono. 260
La verità esiste solo per chi ama. Musil. 261
Le conoscenze scientifiche a stento toccano qualche aspetto della realtà. E solo dal punto di vista dell’utile. Quindi la intaccano, non la toccano. 262
Ormai anche gli scienziati più onesti puzzano, anche i più profondi: che ce ne facciamo della verità scientifica e della stessa verità in un mondo di morte? 263
Anche in caso di cataclisma provocato da una bomba, una centrale nucleare, l’immissione di veleni in un acquedotto, il colpevole, in buonissima fede e non a torto, potrà sempre dire “io non c’entro, ho semplicemente fatto il mio dovere”. 264
Dopo Dostoevskij occuparsi dell’uomo sarà una questione sporca. Già il protagonista di Bulgakov non è un uomo. 265
Sarebbe un grave errore immaginare che Leonardo sia stato un inventore come quelli del nostro tempo, che hanno come scopo la pubblicità e il guadagno. Cessava di interessarsi ai suoi progetti appena portavano a risultati tangibili. Sarton. 266
Addetto per quarant’anni alla piattaforma girevole del teatro. Bulgakov. 267
Montezuma non amava tenere nei suoi giardini alberi da frutta e piante commestibili; anzi era solito dire che era la gente volgare ad amare gli orti. Solis. 268
Molti jazzisti rifiutano con orgoglio di essere chiamati artisti. 269
Il gatto! Guardate come s’intende di arte questo mammifero! Salta impaurito sulla scrivania di Stanislawskij, manda per aria le scartoffie, s’arrampica per la tenda e dall’alto guarda impaurito: è appena entrata un’attrice! E guardate come va a rifugiarsi tra le braccia di Green appena alla radio si sente l’urlo di Sigfrido, che in quel momento tutti ascoltano con somma devozione! 270
Vi sono più libri sui libri che su ogni altro argomento. Montaigne. 271
Francesi tipo Foucault, come sono graziosi i nuovi filosofi nel maneggio della penna! 272
I nostri antenati hanno fatto anch’essi fortuna, come questo signore, coi negri, comprando e vendendo; ma non si sentivano affatto obbligati a elaborare perciò una nuova filosofia. Bernanos. 273
Gli uomini del Medio Evo non erano abbastanza virtuosi da disdegnare il denaro, disprezzavano però gli uomini che lo possedevano. Bernanos. 274
Incontriamo uomini che non riconoscono la nostra moneta. Barba. 275
La bellezza perfetta ha sognato Platone. Ahia, non sai che la bellezza ne soffre? 276
L’uomo non è più capace di soddisfare bisogni che richiedono tempo, degustazione, digestione e una lunga ruminazione. 277
Quando scoppierà il mondo e sarà andata in macchina l’ultima edizione… ci siamo adattati al punto che, se domani ci ordinassero di camminare mani e piedi per terra, noi lo faremmo senza la minima protesta. Henry Miller. 278
Purché il giornale continui ad uscire e purché la paga ci sia regolarmente. Henry Miller. 279
Benissimo! Almeno cent’anni or sono ci fu un uomo il quale ebbe occhi per vedere che il mondo era fregato. Il nostro mondo occidentale! Henry Miller. 280
La stessa socievolezza è partecipazione all’ingiustizia. Adorno. 281
Primo e unico principio dell’etica sessuale: l’accusatore ha sempre torto. Adorno. 282
L’odierna malattia consiste proprio nella normalità. Adorno. 283
Si verificano pause per telefono, in ascensore, e succede il panico. 284
Per punizione non saranno ammessi a godere del silenzio. 285
Se si richiamassero tutte le api alla loro apità. Stirner. 286
Non è più concepibile un Robinson Crusoe; ovunque arrivano i tentacoli del potere. 287
Se non appartengono a un corpus ideologico, a una corrente letteraria o artistica, a dichiarazioni programmatiche, anche le verità più banali sembrano affermazioni aberranti, come la verità che una donna è destinata, organicamente, con tutt’e due le tettine, con la strizzatine d’occhio, alla maternità. 288
Chissà cosa starà facendo lei in questo momento. Forse si starà guardando allo specchio. 289
Appena qualcosa viene confezionato per le masse, anche il blues più bello diventa volgare. 290
Che ce ne facciamo in cambio di uno sguardo di donna? 291
Duemila anni di affermazioni gratuite sugli animali, che non hanno spirito, non hanno ragione, angoscia, vergogna, pudore, compassione, non hanno niente. Hanno solo l’apità, la caninità, la felinità, la mantidità (anch’essa, la mantide, soffia come un gatto, si gira di quarto per apparire più grossa e con gli zamponi anteriori mostra una maschera orrenda). 292
Le osservazioni vengono fatte su animali in cattività, e cioè nessuna osservazione. Aristotele, Plinio, Fabre, Roland e lo stesso Lorenz hanno ancora troppo da insegnare sull’indagine scientifica: lunghe camminate, lunghe osservazioni, riflessioni, lunghi appostamenti, o no, cari scienziati del cazzo, con lo stipendio e l’orario di lavoro fisso? 293
Il cristianesimo è volgare, al massimo si occupa della salvezza dell’uomo. 294
Asservite, pestate e appestate la terra. Genesi. 295
Oggi alla natura è stata tolta la facoltà di parlare. Horkheimer. 296
L’abbondanza di carta e l’invenzione della stampa hanno reso prolissi anche i migliori scrittori. 297
Quanto più meccanismi inventiamo per dominare la natura, tanto più dobbiamo far loro da schiavi per sopravvivere. Horkheimer. 298
La stessa voce che intona peana alle cose più nobili della vita esorta a scegliere una certa marca di sapone. Horkheimer. 299
Le tragedie che colpiscono le masse sono notizie tra le altre. 300
Niente che avvenga all’uomo può ormai definirsi tragico. Un Edipo re oggi! A me fa già ridere l’Amleto di Shakespeare. Ecco che la Tragedia dell’Arte aveva del patetico. Si, perché oggi è possibile solo una Cassandra, qualcosa di tragicomico. 301
Per quanto alle formiche possa apparire una tragedia, la distruzione di un formicaio ha qualcosa di comico, con le formiche che corrono con le piccole uova bianche. 302
Il mulino ad acqua lo conoscevano già Greci e Romani, solo che se ne fregavano di sveltire la produzione del pane. 303
Uno storico contemporaneo! Tutto ciò che appartiene alla politica degli ultimi due o tre secoli dovrebbe essere scritto in termini d’insulti. 304
Il cinema doveva veramente diventare una nuova arte, e sembra subito finito! 305
I pitagorici avevano l’obbligo di ricordare tutto senza l’uso della scrittura. 306
Tutto ciò che la religione ha perduto, lo guadagna la politica. Bella liberazione! De Rougemont. 307
I medici di Molière che circondano l’agonia del mondo: ecco quello che vedete oggi, e voi vi siete talmente abituati allo spettacolo che domani vi sembrerà più che naturale morire in mezzo a quei figuri. Bernanos. 308
L’infelicità degli uomini ha perduto ogni dignità religiosa, ogni aspetto sacro. Prima di tentare di rendere l’uomo felice, bisognerebbe fare in modo che egli sappia essere infelice senza apparire ridicolo. Bernanos. 309
Esperimenti basati sul premio! Ma che ce ne frega del premio, dicono gli animali, fateci uscire da queste maledette gabbie! 310
L’ottanta per cento dei tumori dipende dall’inquinamento ambientale. Dottor Candau, subito destituito dal suo alto incarico presso l’ONU. 311
Fino a oggi, 14 dicembre 1982, ho piantato i seguenti alberi: quattro ciliegi, un melo, un pero selvatico, sei peri, un kaki, un nespolo giapponese, dieci pioppi tremuli, cinque pioppi bianchi, quattro fichi, cinque prugni, quattro melograni, due arbusti di uva spina, una decina di noci, due cipressi, dodici salici di due qualità diverse, sette abeti, quindici pini. 312
Quando mi trastullo con la mia gatta, chissà se lei non faccia di me il suo passatempo più di quanto io faccia con lei? Montaigne. 313
C’è più differenza fra uomo e uomo che fra uomo e animale. Montaigne. 314
Maometto e il gatto. 315
Lo stato chiedeva gabelle, tasse, il signorotto pretendeva anche i due terzi del raccolto ai contadini, ma oggi il potere pretende anche il tempo, una colossale perdita di tempo. E se in tutta questa colossale perdita di tempo, ci mettiamo anche l’attore, troviamo che l’attore non ha il tempo per andare a trovare un amico. 316
Maometto, per non disturbare il gatto che dormiva sul suo braccio, si tagliò la manica del vestito e delicatamente se la sfilò, permettendo così al gatto di continuare a sognare. 317
Ciò che si conserva per tradizione orale deve essere qualcosa di molto forte, che ha colpito la fantasia di generazioni e generazioni di generazioni. 318
Com’eri bella, com’eribella, comeribellabella. 319
I bianchi parlavano molto, ma le loro parole erano come il rumore delle acque per le mie orecchie. Toro Seduto. 320
Madonna mia, milioni di tonnellate di carta sprecata ogni giorno per giornali, riviste e libri inutili. 321
E tutto ciò che si sa, si può dirlo in tre parole. Wittgenstein. 322
Sempre le antichissime questioni! Wittgenstein. 323
La prima cosa a cui si bada è che non ci sia un sentimento vivace. Stendhal. 324
Dalla necessità politica del giornale nasce la triste necessità del ciarlatanismo. Stendhal. 325
Ironia, genere di piacere che non esige dallo spirito più di un minuto d’attenzione. Stendhal. 326
L’animale non è volgare (ecco una qualità che ci distingue dagli animali); la storia dell’uomo sembra invece un’evoluzione verso la volgarità. 326
Infinite necessità imposte, per un’enorme perdita di tempo. 327
Ecco la bellezza di Barba, la nostalgia, la bellezza di Grotowsky, per tutto ciò che è perduto e irrecuperabile. 328
I grandi teatri, come il San Carlo o la Scala, sono l’aberrazione della civiltà. Esigono che si carichino tutte le sfumature e perciò stesso le annullano. Stendhal. 329
Sempre più si assottiglia il numero dei libri che formano il mio breviario, sempre più si somigliano fra loro, sempre più scavano negli stessi abissi. 330
Un centinaio di nuovi autori del nostro secolo, cento nuove ideuzze. 331
Al giorno d’oggi i prìncipi non pensano che a mettere da parte alcuni milioni per vivere almeno da ricchi privati, caso mai dovessero saltare a gambe all’aria. Questo errore di calcolo può forse segnare il destino dell’arte. Nel XX secolo i popoli non parleranno più che di politica e, invece di battere le mani a una Marianna Conti e alle sue gambe, leggeranno il Morning Chronicle. Stendhal. 332
Ma essere grandi poeti e per giunta pari di una delle più antiche famiglie inglesi è troppo per il nostro secolo. Perciò ho appreso con piacere che Lord Byron è uno scellerato. Stendhal. 333
Tutto ciò che in noi c’è di originale viene livellato, piallato, fino a raggiungere la media dei comportamenti di massa. 334
Credere ancora all’esistenza di un pubblico con radici comuni? 335
Una volta lo spettacolo era anche lo spettatore. 336
Insomma il Parini, il Monti, sono bellissimi… ma non hanno nessun difetto. Leopardi. 337
Quann’ije te trove pe nanze la matine
me sazje e me chensole pe na settemane.
Canzone popolare alberonese. 338
Pochi possono essere grandi (e nelle arti e nella poesia forse nessuno) se non sono dominati dalle illusioni. Leopardi. 339
La civiltà fa gli uomini tutti simili gli uni agli altri, togliendo e perseguitando l’individuo. Leopardi. 340
L’individuo è buono e felice, la moltitudine (e l’individuo in essa) è malvagia e infelice. Leopardi. 341
Una volta le nazioni cercavano di superare le altre, ora cercano di somigliarle, e non sono mai così superbe come quando credono di esserci riuscite. Leopardi. 342
Sono tutti uguali e tutti separati, laddove anticamente erano tutti diversi e tutti uniti. Leopardi. 343
L’incivilimento ha mitigato la tirannide de’ bassi tempi, ma l’ha resa eterna. Leopardi. 344
...se la noia potesse uccidere? Leopardi. 345
La popolarità e gli sciocchi li trovi sempre insieme. De Foe. 346
Sono tramontate le Pleiadi
e la luna; è notte alta, passano le ore
e io mi trovo tutta sola nel letto.
Saffo. 347
dormono le cime dei monti
le valli, le colline e anche i burroni,
dormono i serpenti,
quanti ne alleva la terra nera,
dormono le belve selvatiche
e la stirpe delle api
anche i mostri del fondo cupo del mare
dormono le specie di uccelli
dalle lunghe ali.
Alcmane. 348
Si spidocchiavano secondo il metodo Bell-Lancaster. Heine. 349
...giù giù fino all’incipriata civiltà moderna. Heine. 350
Non c’è bisogno della psicanalisi per scoprirlo, lo sapeva già per lo meno Salomone. Pavese. 351
Cos’è l’uomo che tu ne faccia caso? Giobbe. 352
Possedeva una spiccata avversione contro qualsiasi lavoro per il quale bisognava impegnarsi personalmente; e questa è la premessa delle grandi carriere. Brecht. 353
I giudici stessi devono curare l’esecuzione di quanto sia stato definito in giudizio. Teodorico. 354
Dalle loro labbra è tutto uno scaturire di vocaboli di nuovo conio. Erasmo da Rotterdam. 355
Nelle vecchie forme di convivenza il popolo si creava e si organizzava da sé i propri divertimenti e non il potere per esso: canto, danza, divertimento, gioco, atletica. Con l’odierna civiltà tutto ciò si è ridotto a veder cantare, danzare, giocare. Huizinga. 356
Qui non si tratta più di vincere, ma di frustrare la natura. Huizinga. 357
Una litania, una ripetizione incalzante di passi di danza, di voci e di gesti..., Silvio aveva capito che l’unico allenamento teatrale possibile è un preludio al delirio delle Muse. 358
Leggere le Baccanti, fare il Nabi, essere preso dal delirio delle Muse e dalla follia di Dioniso. Le generazioni future non sapranno cosa voglia dire, immagineranno una sbornia. 359
La maschera per avere un secondo viso. Ma chi ha ora un viso?
Il fatto è che io so dare inizio
al bel canto del signore Dioniso
il ditirambo folgorante
in mezzo a un bel sorso di vino.
Archiloco. 360
Il coro di Dioniso iniziava con la ripetizione di grida rituali. Anche la Tragedia dell’Arte! Ma, Silvio, che pretesti avevamo per quel rito? La professionalità dell’attore? Ma non è la professionalità la fine di ogni arte? Avevamo piogge da invocare e da sollevare al cielo con le nostre danze? Un pubblico in attesa di novità avevamo, dei critici appostati e pronti a scrivere, ecco cos’avevamo. 361
No, i sofismi non reggono con gli Dei. Non c’è logica che abbatta le antiche tradizioni che si perdono nella notte dei tempi, neppure se il pensiero è frutto di una mente raffinata. Tiresia. 362
Una coppia di vecchi. Ma vale la pena danzare. Tiresia. 363
Credi di essere in senno e non lo sei: se non credi che Dioniso è un Dio, dillo lo stesso con una menzogna. Tiresia. 364
La mia patria è la Lidia
e il lidio è il mio canto.
Dioniso. 365
Omero cantava in modo lidio. 366
Oggi perfino l’arte è contronatura. 367
Il cieco: se tutte le cose diventassero fumo, le narici le distinguerebbero. Eraclito. 368
Tutta la scienza occidentale è fondata su categorie visive. 369
L’oracolo di Delfo non dice né nega, accenna. Eraclito. 370
L’arte è il momento magico in cui tutti devono finalmente meditare. Adorno. 371
Aristofane ed Eupoli si permettevano di prendere in giro il nostro Socrate, ma lo facevano alla presenza di Dioniso, perché “anche il Dio se ne compiaceva, perché il Dio ama il riso”. Ma un tizio se ne viene con un ricco repertorio d’ingiurie e sparla di Platone, di Pitagora, di Aristotele, di Crisippo, di me, insomma di tutti noi, e senza che lo imponga una festa. Luciano. 372
Quale festa impone oggi un teatro? E quale teatro una festa? 373
… egli non raccoglie gli applausi… non gli va incontro la ragazzina sedicenne. Gogol. 374
Perché tacere? Gogol. 375
Disprezzava con taciturnità sì sdegnosa da far giusto e irreconciliabile il risentimento degli uomini dotti. Foscolo. 376
Meglio una tua menzogna che una verità altrui. Dostoevskij. 377
Ahia che tanfo, Silvio, che fracasso arriva dalla città, anche il silenzio notturno che regna qui è diventato triste e rumoroso. 378
Quando suonerò il pianoforte non penserò a questi pensieri, al massimo qualcuno di essi riuscirà a infilarsi tra le dita. 379
E può perire anche a causa di vicende meschine, Eschilo, Pu�kin, Galois… 380
sacrilegio contro la terra 381
enorme, compressa ricchezza. Burckhardt. 382
un’arte beffarda, leggera, fuggitiva, divinamente imperturbata 383
la tristezza della più profonda felicità e nessun’altra tristezza 384
se urlassi chi mi udrebbe? 385
Carissimo Silvio, non aggiungo altro. Tutto ciò che ho scritto era stato già scritto. Un uomo ha già scritto quello che resta da scrivere per i prossimi due o trecento anni.
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